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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Venerdi 29 Gennaio 2021

Bosio Family Estates chiude i numeri 2020

I risultati dell’anno appena concluso confermano una imponente presenza all’estero e rendicontano l’ingresso in significativi nuovi mercati; con importanti investimenti strategici in tangibile e risorse umane.

Bosio Family Estates, messaggera di Moscato, Barbera e Barolo nel mondo, è storicamente espressione della famiglia Bosio ed è attualmente guidata da Valter Bosio, figlio dei fondatori Egidio e Angela, che posero le fondamenta del patrimonio aziendale nel 1967, e da sua moglie Rosella, con l’ausilio del figlio Luca, che condivide anch’egli passione e mission di famiglia con sua moglie Valentina.

L’Estate di famiglia comprende cantine  a Santo Stefano Belbo, in zona Moscato d’Asti e a Verduno, in area  Barolo ed ha una estensione di 25 ettari vitati di proprietà, vocati e coltivati a barolo, barbaresco, barbera, moscato e molti altri tipici vigneti di Langa, con un’ampia rappresentatività delle grandi denominazioni della regione. Il patrimonio si completa di altri 500 ettari gestiti da viticoltori locali che collaborano stabilmente con la famiglia, e le cui vigne sono curate dagli agronomi Bosio, congiuntamente ai singoli proprietari, per un risultato qualitativo che risponde alle aspettative degli standard aziendali e alle richieste dei vari mercati di riferimento.

In un anno difficile da dimenticare per il mercato globale del vino, Bosio  fa registrare una produzione di 5,9 milioni di bottiglie e attesta anche quest’anno, dati e mercati alla mano, la sua forte vocazione “glocal”.

Una macchina imprenditoriale, quella di Bosio Family Estates, che impegna 32 collaboratori e gestisce i marchi Bosio, Luca Bosio vineyards, Truffle Hunter LEDA, Antico Monastero, Bel Colle, Tropical Moscato, Bigio’s e Passato. Quest’ultimo è il brand su cui si incentra il progetto sui vini organici, che parte quest’anno con 4 denominazioni (Barbera d’Asti DOCG Superiore, Langhe DOC Chardonnay, Barbera d’Alba DOC, Langhe DOC Nebbiolo). Nel nome, un rimando al passato, appunto, e alla voglia dell’azienda di ritornare a una agricoltura non più convenzionale, ad un prodotto biologico senza pesticidi in vigna: un ritorno alle vecchie tradizioni contadine, ad una scansione temporale dettata dal vino, e non dai ritmi della vita attuale.

 

 

Un fatturato complessivo di 20,2 milioni, di cui 16 realizzati all’estero; questo 79% di vendite oltre confine è la traduzione, in termini operativi, della dichiarazione di intenti che vuole il patrimonio di famiglia Bosio profondamente radicato nelle colline di Langa ma coraggiosamente proteso alla conquista dei mercati esteri.

Circa 4,8 i milioni di bottiglie che hanno preso nel 2020 la strada dell’estero, con il mercato europeo che si attesta come target principale, con un 40% in valore rispetto all’export totale e 1,5 milioni di bottiglie vendute; l’America rappresenta il 31% delle vendite all’estero, con 2,1 milioni di bottiglie; seguono gli 1,2 milioni di bottiglie esportate in area asiatica, che rappresentano il 28% dell’export complessivo in valore.  

A dispetto delle difficoltà di settore indotte dalla pandemia, Bosio riesce nel 2020 a fare ingresso nei nuovi mercati di Ucraina, Thailandia, Messico, Belize, Trinidad & Tobago e India, e a potenziare la propria presenza in Danimarca, Germania, Australia con l’acquisizione di nuovi clienti.

In linea con i vincoli imposti dalla pandemia, la famiglia ha indirizzato le proprie strategie commerciali nel senso dell’espansione, in tutto il mondo, del canale off-trade. Ma se non chiedere troppo a ristoranti, alberghi ed enoteche ed appoggiarsi alle maggiori piattaforme nazionali e internazionali di e-commerce è stato d’obbligo, Bosio non ha giocato in difesa difronte alle chiusure, ai blocchi e alle paure della pandemia; la linea strategica di fondo, al contrario, è stata quella dell’organizzazione e della costruzione,  come dimostrano gli importanti investimenti realizzati nell’anno, in patrimonio tangibile e in risorse umane.

Il reparto produttivo è stato adeguato con una linea di imbottigliamento e produzione, per un investimento di circa 3 milioni di euro, che porta la capacità produttiva a 10.000 bottiglie/ora; e ha visto l’ingresso di una nuova risorsa umana.

La squadra di Bosio si è poi arricchita anche nell’area commerciale, con 5 nuove risorse in altrettanti settori strategici per il consolidamento e la ripartenza post Covid. Il team commerciale Italia ha in particolare visto l’ingresso di Marco Sodini, che affiancherà Luca Trivellato nello sviluppo del canale on-trade, e di 4 nuove risorse che vanno a potenziare  il team commerciale estero con target su 3 territori di riferimento: Matteo Parolari si occuperà dello sviluppo di nuove opportunità di business sul mercato europeo, con particolare focus sul mercato GDO e sulle vendite online; Benjamin Birot e Jolene Li seguiranno lo sviluppo dei mercati di Asia e Oceania, con particolare focus sulla Cina; Alejandro Panighini si occuperà dello sviluppo del mercato sud e centro americano. Tutte le risorse del team commerciale estero rispondono a Francesco Balocco, Export Director dell’azienda, e vanno a rafforzare il team al fine di supportare la grande crescita delle esportazioni che Bosio ha conseguito e sta consolidando negli ultimi anni.

 

 

Investimenti, quelli descritti, che si giustificano soltanto con la lungimiranza e l’orizzonte strategico di chi il mercato vuole governarlo e non certo di chi ne subisce l’incertezza.Significativo risulta poi l’inserimento di un’altra risorsa professionale, nella persona di Erika Bera, cui fa capo la responsabilità di marketing e social media; settore al quale Bosio riconosce un’importanza strategica, a fronte di una consapevolezza che invece, nel comparto del vino in generale, non è ancora omogenea.

Noi, dall’osservatorio WineMeridian, possiamo attestare che, in contesti di contrazione e di difficoltà quale quello attuale, la differenza la fa l’atteggiamento mentale e, per l’imprenditore, la visione strategica, e non solo quindi il rigore nelle spese.

La ripresa, auspicabilmente presto, rischia di cogliere le imprese in controtempo, senza una chiara strategia commerciale e una connessa politica degli investimenti.

Ma non sembra essere questo il caso: oltre al plauso per i risultati conseguiti nel 2020 e per le iniziative messe in pista, possiamo limitarci ad augurare buon lavoro al management e al rinnovato team di professionisti di Bosio Family Estates, per un 2021 ricco di nuove incursioni nei mercati esteri e di ulteriore crescita nelle aree già consolidate.