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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 09 Giugno 2021

Cantina Frentana, cooperazione a misura d’uomo tra le pendici della Majella e la Costa dei Trabocchi

Intervista al Direttore Felice De Biase, che ci illustra i valori umani alla base dei progetti viticoli della cooperativa di Rocca San Giovanni.

di Claudia Meo

Oltre 60 anni di storia e di crescita fanno di Cantina Frentana una delle più importanti realtà cooperative del Centro Sud: oggi la cantina aggrega e rappresenta 500 soci, per un totale di 1.000 ettari di vigneti e una produzione di 200.000 ettolitri. Siamo nella provincia di Chieti che, a dati 2019, ha apportato circa il 5% della produzione nazionale. Un territorio, dunque, altamente rappresentativo dell’evoluzione che ha caratterizzato il mercato del vino in quest’arco di tempo.

Abbiamo chiesto a Felice De Biase, Direttore della Cantina, di raccontarci i valori identitari della Cooperativa e descriverci il rapporto che essa ha stabilito con il proprio territorio.

 

Direttore, Cantina Frentana è cresciuta in modo considerevole dal 1958, anno della sua fondazione, in numero di soci, fatturato, ettari vitati, ma la crescita dimensionale non è mai stata anteposta alla qualità: può illustrarci i fondamenti del Vigneto Qualità di Frentana e i motivi del suo virtuoso contagio?

Dagli anni Cinquanta in poi l’Abruzzo è stato caratterizzato dal fenomeno della cooperazione e dalla nascita delle cantine sociali, spinto dalla necessità di sostenere una produzione locale che non riusciva ad esprimersi con vision e capacità imprenditoriali e trovare quindi uno sbocco adeguato sul mercato. La maggior parte di queste cantine ha continuato a collocare prodotto sfuso sul mercato, mentre soltanto alcune realtà, sin da subito hanno scelto la via di dotarsi di un management in grado di orientare la gestione verso l’imbottigliamento e l’accesso diretto al mercato.

Frentana è stata tra le prime realtà a comprendere l’importanza di passare dalla semplice trasformazione di uve in vino alla cura del vigneto, come primo passo per la produzione di vino di qualità; esigenza quest’ultima dettata da un significativo cambio della propensione al consumo da parte del mercato.

Per realizzare questo cambio epocale Frentana si è dotata, intorno alla metà degli anni Novanta, di professionisti interni in grado di assistere la propria base associativa per la produzione di uve di qualità e di manager che hanno guidato la cantina in una standardizzazione del prodotto verso l’alto, convinti del fatto che il buon vino si producesse prima di tutto nel vigneto; per iniziare questo processo virtuoso si scommise su un nucleo iniziale di circa 60 soci, ricettivi, prima degli altri, di questo bisogno di formazione e trasformazione. Questo percorso virtuoso ha finito per contagiare l’intera compagine sociale, anche grazie alla governance societaria che ha continuato ad enfatizzare l’importanza della crescita culturale e del confronto. Un esempio tra tutti è l’iniziativa “Stelle della cooperazione” che da diversi anni - Covid a parte - si tiene in cantina come momento formativo per la base sociale attraverso il confronto con esperienze di altre cooperative mettendo così in discussione in chiave evolutiva i propri modelli.

In questo senso per noi il progetto Vigneto Qualità ha rappresentato non solo una standardizzazione verso l’alto delle nostre produzioni ma anche un cambio generazionale all’interno della stessa generazione, che ha creato discontinuità col passato e permesso di ampliare il nostro modo di intendere la qualità, partendo dal vigneto ed estendendola a tutta la base sociale.

Una cooperativa, per noi, non è soltanto inserita nel territorio, ma è anche e soprattutto del territorio e per il territorio. Ogni passo avanti compiuto da Frentana porta con sé il desiderio di condividerlo con tutto il contesto sociale, commerciale e produttivo in cui è inserita.

 

Le vicende di una cooperativa sono segnate dall’azione imprenditoriale ma, prima ancora, dall’attitudine a preservare il patrimonio umano che si raccoglie intorno alla cantina: quali iniziative ha intrapreso Cantina Frentana per valorizzare nel tempo e non disperdere i valori umani della cooperazione?

Alla base del nostro modo di intendere la cooperazione c’è un desiderio di porre l’uomo al centro; riteniamo che il desiderio di umanità sia anche ciò che orienta il consumatore, in particolare in un momento come questo, in cui le nostre certezze sono state scalfite da un evento imprevedibile come la pandemia.

Sebbene, come già detto, siamo fermi sostenitori della qualità, crediamo che il consumatore non si limiti a cercare l’eccellenza nel bicchiere di vino: ad attrarre irresistibilmente l’uomo al calice di vino è il desiderio di scoprire, dietro l’etichetta, gli uomini, i volti, i valori, e ubriacarsi di tutto ciò, e non soltanto di un perfetto risultato della trasformazione di uve in vino.

In questo senso il nostro progetto Banca dei Vigneti ha voluto preservare il contributo personale che ciascuno dei nostri soci, con il proprio lavoro e con la propria storia, ha offerto alla crescita della cooperativa e supportarlo nel momento in cui non è stato più in grado di coltivare i propri vigneti, permettendogli di mantenerne la proprietà e affidando le vigne in gestione alla cooperativa. Ciò ha permesso di assicurare continuità e non disperdere i valori umani che ogni socio ha apportato, da sessant’anni a questa parte, nella cooperativa. Per Cantina Frentana il progetto Banca dei Vigneti ha rappresentato nel corso di questi anni la preservazione di un patrimonio colturale e culturale di un territorio, il nostro.

 

Avete nel tempo costruito un rapporto profondo con il vostro territorio e la Torre Vinaria, uno degli esempi presenti in Italia, sembra essere il simbolo di questo ruolo di riferimento: che ruolo ha il simbolo nella vostra identificazione con il territorio?

La nostra cooperativa si identifica con il territorio: le nostre linee di prodotto e le nostre etichette traggono ispirazione dai territori e parlano di essi; da Frentano alla Costa del Mulino, da Torre Vinaria a Terre Valse. Siamo consapevoli del fatto che, dietro ogni bottiglia venduta, stiamo in realtà vendendo la nostra realtà, stiamo invitando i nostri estimatori a visitare la Costa dei Trabocchi, a vivere un’esperienza lungo la nostra costa e ad apprezzare il territorio dall’alto della nostra Torre Vinaria, che non consideriamo un patrimonio di Cantina Frentana, ma al contrario vorremmo potesse diventare un simbolo di tutto il territorio Frentano, al pari dei trabocchi. Ci prendiamo cura con dedizione di questa storica struttura, ma non ne siamo gelosi: dall’alto della torre si apprezza perfettamente la morfologia del nostro territorio, collocato tra le prime pendici della Majella e la costa adriatica dei Trabocchi.

 

Oggi la vostra esperienza di condivisione e di collaborazione si sta arricchendo di una nuova formula: fate parte di The Wine Net, che riunisce alcune tra le più importanti realtà cooperative italiane. Può raccontarci quali sono gli obiettivi strategici di questa aggregazione?

Siamo convinti che un percorso di crescita strategica si nutra soprattutto di condivisione; camminare con altri imprenditori della cooperazione ci dà la possibilità di ampliare i nostri orizzonti di crescita e di confrontarci quotidianamente. The Wine Net rappresenta per noi un modo per condividere la nostra passione per la cooperazione e ci fa sentire più confidenti nei nostri progetti di sviluppo. Camminare in compagnia ci dà la tranquillità di mirare ad andare più lontano di dove arriveremmo da soli.