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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Sabato 10 Aprile 2021

Cantina Valpolicella Negrar, l’evoluzione del vino italiano letta attraverso la storia dell’Amarone

Quasi novant’anni di storia per la cooperativa veronese che ha fatto della qualità il pre-requisito per la crescita dimensionale e lo sviluppo sui mercati.

di Claudia Meo

Il 1933, anno di nascita di Cantina Negrar, è ancora fortemente segnato dalle vicende economiche che hanno reso buio un significativo periodo della storia mondiale. Ma già dalla fondazione i suoi promotori hanno chiaro un obiettivo ambizioso: creare discontinuità nel mercato della Valpolicella, caratterizzato dallo strapotere dei commercianti, impegnati a far crescere i propri margini portando il vino della valle in tutta Italia, ma senza alcun interesse a valorizzarne il nome.

I fondatori di Negrar, forti di propri concetti ed esperienze di imprenditoria avanzata, capiscono che la crescita del Valpolicella deve passare per l’imbottigliamento in casa: di qui l’imperativo di produrre per andare direttamente sul mercato.   

La Cantina attraversa il Novecento intitolandosi alcuni capitoli di storia enologica italiana: dallo spostamento della sede da Villa Mosconi a San Vito di Negrar, al contrastato rapporto con la cooperativa Produttori di Valpolicella, da cui nasce nel tempo la felice e feconda unione che porta all’acquisto congiunto di terreni e  alla costruzione, nel 1956, della attuale cantina. Fino al decisivo e vitalizzante incontro con Luigi Veronelli, che nel 1992, consapevole delle potenzialità e dell’unicità del vino della Valpolicella, diventa testimonial dell’Amarone, creando le premesse per la costruzione della fortissima identità del vino.

L’Amarone diventa così protagonista della storia del vino italiano, andando ad arricchire il palmarès che, disegnato a grandi tratti, vedeva già da lungo tempo il primato di Barolo e Brunello.

Il ruolo di Cantina Negrar è stato quello di sostenere, con un rigoroso approccio di qualità, una materia prima che aveva in sé tutte le caratteristiche genetiche per emergere sul panorama italiano e mondiale.

Il successo dell’Amarone vede nel progetto di zonazione, iniziato nel 2000, il momento storico più saliente. La filosofia della cantina è chiara: un vino per ogni vallata, per esaltare le caratteristiche dei diversi terroir e il patrimonio culturale che ogni valle porta con sé. Nascono così gli Amarone di Negrar, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio, Fumane e Marano, che oggi costituiscono la selezione “Espressioni” di Domìni Veneti, linea nata nel 1989 per valorizzare il prodotto di Cantina Negrar nell’horeca.

Oggi Cantina Negrar continua a puntare sulla qualità, con 5 tecnici viticoli al lavoro nei vigneti, ciascuno con la propria specializzazione; mette in appassimento 30.000 quintali di uve per l’Amarone, produce complessivamente 10 milioni di bottiglie; raggiunge 60 Paesi in tutto il mondo, totalizzando 44 milioni di fatturato, con un prezzo medio a bottiglia di 4,5 €, che la porta nella fascia top della cooperazione e della produzione italiana.

Negrar è una realtà che investe costantemente, in capacità di stoccaggio, in impianti di appassimento, di vinificazione e di imbottigliamento e, forte dei suoi connotati di qualità, immagine, organizzazione e percepito sul mercato, ha meritato per due anni il massimo riconoscimento da parte della rivista tedesca Weinwirtshaft, posizionandosi al terzo anno tra le prime tre cooperative italiane.

Oggi, quella originaria voglia di distinguersi ha portato Negrar a disporre anche di 4 punti vendita e 1 ristorante di proprietà e a costruire una multicanalità che la vede presidiare il mercato horeca come Domìni Veneti e la GDO come Cantina Negrar, ma anche in questo caso con un forte accento sulla qualità.

Una strategia commerciale che ha permesso a Cantina Negrar di attraversare le acque turbolente della pandemia contando, tra l’altro, su un’esperienza consolidata nell’e-commerce. 4 anni fa è iniziata l’avventura del commercio on-line e, a 12 mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria, i conti dicono che le vendite digital hanno compensato la penalizzazione del canale horeca. La massiccia presenza fuori confine ha calmierato le oscillazioni di domanda dai diversi Paesi esteri, con una sostanziale tenuta dell’export.

Cantina Negrar ha fatto propri i valori della cooperazione e della sinergia: un’attitudine che l’ha portata da qualche anno ad intraprendere una strada innovativa di condivisione. Con la Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano, CVA Canicattì, Cantina Frentana, La Guardiense e Pertinace,  ha dato vita a The Wine Net, network di successo tra cooperative italiane, che promuove, sull’intero territorio nazionale, i valori della cooperazione e della qualità. Una Rete aziendale che nasce per enfatizzare i caratteri identitari delle aziende retiste, e per creare sinergie di costi e di sviluppo sul mercato italiano ed estero.

La lunga storia di Cantina Negrar, scritta sul suo diario di bordo nei quasi 90 anni dalla sua fondazione, continua a confermare il grande desiderio di distinguersi, per qualità, immagine ed efficienza, nel vasto panorama enologico italiano, in cui, come ben sappiamo, non mancano le eccellenze.

E proprio guardando ad altre premiate territorialità del vino italiano, quali le Langhe e l’Alto Adige, in linea con quanto emerso nella recente Valpolicella Annual Conference, Negrar è pienamente consapevole che la Valpolicella abbia tra i propri asset un potenziale turistico inespresso, che attende solo di essere valorizzato.

Cantina Negrar è pronta a fare la sua parte, come 90 anni fa, per sostenere l’eccellenza del territorio ed intende farlo, anche oggi, puntando sulla crescita, sullo sviluppo dell’export, ma, prima di tutto, premiando la qualità e la valorizzazione dei suoi diversi terroir.