IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Giovedi 21 Gennaio 2021

Diversità ed inclusione: due temi su cui riflettere per il futuro dell’industria del vino

Nel multi-culturale mercato americano si stanno muovendo - anche a seguito delle recenti proteste del Black Lives Matter - una serie di istanze a favore della diversità e dell’inclusione applicata al business del vino, tradizionalmente un settore orientato alla conservazione dello status quo.

di Agnese Ceschi

Il 2020 lo ricorderemo non solo per essere stato l’anno del Covid-19, ma anche quello della diversità e della presa di consapevolezza che la vita di tutti è importante e che il mondo non può più ignorare il richiamo dell’inclusione e dell’equità. Abbiamo ancora tutti negli occhi le immagini delle proteste di Black Lives Matter negli Stati Uniti e sappiamo anche che la diversità di genere non è ancora così facile da superare, con barriere per le donne nella società non indifferenti. Ebbene, i riflettori puntati su queste tematiche ha portato luce e nuova linfa intorno al tema della diversità anche nell’industria del vino. Numerose sono state le iniziative sorte negli Stati Uniti e portate avanti da gruppi come The Roots Fund, Black Wine Professionals e Wine Unify che si sono lanciati per aiutare i professionisti BIPOC ad avanzare nella loro carriera, oppure Napa Valley Vintners, l'Associazione dei produttori afroamericani, Cal Poly e altri che hanno annunciato borse di studio sulla diversità. Perfino aziende importanti come la Francis Ford Coppola Winery, insieme al Women’s Wine Forum di Bâtonnage hanno avviato attività di tutoraggio sulla diversità.

Prendiamo spunto da un interessante articolo uscito qualche settimana fa su Vinepair per riflettere sulla diversità e sull’impatto che questa avrà nei prossimi anni, decenni sull’industria del vino americano, ma in generale ci sentiamo di dire anche mondiale. 

È importante specificare come l'impegno per la diversità sia da includere nei valori morali della vita e che questa trasformazione sia solo agli inizi, ma per un'industria che da tempo attira investitori e collezionisti da settori dominati da “uomini bianchi” come la finanza, è un passo da gigante. Perchè in fondo la diversità è essenziale per la salute e il futuro dell'industria del vino. Vediamo perché. 

Innanzitutto, la diversità può giovare al profitto. Il profitto conta e il vino americano ha attraversato un periodo difficile ultimamente. Il consumo di vino in calo tra i giovani era già un problema ancor prima che il 2020 portasse le guerre dei dazi di Trump e il Covid-19. In questo clima economico difficile, la diversità è un punto di forza. Le aziende che sono più diversificate hanno in media più entrate rispetto alle altre del settore. Secondo uno studio McKinsey del 2018, le aziende con i consigli di amministrazione più etnicamente e culturalmente diversificati hanno il 43% in più di probabilità di vedere profitti più elevati e quelle con team esecutivi con più diversità di genere hanno il 21% in più di probabilità di superare la concorrenza. 

Inoltre la diversità è un modo efficace di costruire piani di marketing e comunicazione. Secondo Priyanka French, l'enologo della Signorello Estate della Napa: “Il consumatore si sta evolvendo rapidamente, ma l'industria del vino ha scelto di ignorare il fatto che i consumatori che guidano i cambiamenti provengono da contesti diversi" afferma French, che ha partecipato al programma di tutoraggio di Bâttonage, The Roots Fund e Wine Unify. "Il vino sta perdendo la sua posizione rispetto ad altre bevande. Non abbiamo attinto a basi di consumatori che hanno dimostrato un potere economico crescente e sosterrebbero l'industria se sentissero una connessione. Dobbiamo far cresce la connessione tra consumatori e produttori e la diversità aiuta”. Basti pensare che la spesa degli Afro-americani è aumentata del 275% dal 1990, a $ 1,4 trilioni. Lo stesso vale per gli asiatici-americani, che mostrano una preferenza per i vini a prezzi premium.

Una cultura inclusiva parte prima di tutto in azienda. Chiunque abbia bisogno di convincersi dell'importanza della diversità può guardare all’esempio della più grande azienda vinicola americana, E. & J. Gallo. La sua forza lavoro è strutturata in modo strategico per riflettere i cambiamenti demografici del Paese. "Il futuro dell'America è multiculturale e inclusivo", afferma Stephanie Gallo, chief marketing officer. "Una delle cose più importanti che possiamo fare in Gallo è incarnare il mondo diversificato in cui viviamo, permettendoci di essere più preparati ad affrontare e rispondere alle nuove sfide". Gallo supporta sette gruppi di risorse per i dipendenti: Gallo African American Network, Gallo Veterans Organization, enABLE Disabilty Network e altri. Queste promuovono una cultura aziendale inclusiva. 

E se queste motivazioni non bastano per convincersi dell’importanza di una cultura dell’inclusione e della diversità, basti pensare ad iniziative come “Tasting in the Dark”, che prende spunto da uno dei gruppi di disabili meno rappresentato, quello dei non vedenti. Sono eventi che aiutano i partecipanti, escludendo la vista, a pensare a cosa significano veramente profumo, aroma e consistenza, ascoltarsi senza distrazioni ed essere più consapevoli del mondo che li circonda. 

Concludiamo riprendendo forse la frase più rappresentativa dell’intero articolo di Vinepair: ”Le grandi idee provengono da una cultura diversificata e inclusiva che abbraccia il background, le prospettive, le culture, le esperienze e le idee dell’altro. La ricerca della diversità in tutte le sue dimensioni incoraggia la creatività, portando a un'azienda più forte con risultati migliori".

Storicamente, l'industria del vino è a favore dello status quo. Ma tutti in questo momento stanno riesaminando la loro attività, facendo il punto su ciò che è importante e pensando fuori dagli schemi per essere ancora pertinenti ai tempi moderni. E se i gatekeeper tradizionali non si muoveranno c'è un’intera generazione di giovani professionisti del vino appassionati di diversità e inclusione che guarda già al futuro.