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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 22 Giugno 2022

Export vino: il futuro dell'Italia sui mercati asiatici

I mercati asiatici del vino stanno gradualmente riaprendo le porte agli eventi in presenza. Quali saranno le prossime strategie e come intercettare i key player nei diversi mercati? Ne abbiamo discusso con Martina Vellere, Responsabile Marketing per la società di consulenza sull'export B.Connected.

di Roxana Zeca

Nonostante diversi tentennamenti, i mercati asiatici del vino stanno gradualmente ritornando ad accogliere, tramite eventi in presenza, le cantine italiane che vogliono riprendere relazioni commerciali con i key player internazionali. Corea del Sud, Vietnam e Singapore hanno già aperto i battenti, mentre una cautela maggiore la riscontriamo in Cina ed in Giappone. Mercati dove il vino italiano ha ancora un grandissimo potenziale da esprimere, sia in termini di volumi che di educazione dei consumatori. 

Ma dopo tutti questi anni di relazioni commerciali contingentate, quale sarà il futuro del vino italiano su questi mercati? Com'è cambiata la composizione dei singoli mercati e soprattutto vale la pena continuare con incontri b2b digitali? Sì, solo se calibriamo al nostra prospettiva in base alla cultura del paese ospitante ed alle potenzialità dell'azienda e solo tramite un partner fidato. 

Ne abbiamo discusso con Martina Vellere, Responsabile Marketing per B.Connected, società di consulenza fondata da Sebastiano Bazzano, che da anni accompagna le imprese italiane sui mercati internazionali.

 

Martina, vuoi illustrarci la tua esperienza nel settore marketing e comunicazione e come mai hai deciso di aprire le porte al mondo del vino? 

La mia esperienza nel marketing ha inizio nel 2016 con lingresso in unazienda di produzione software per la quale mi occupavo principalmente di organizzazione di eventi e sviluppo di strategie di marketing. A novembre 2019 ho poi deciso di iscrivermi ad un master in Comunicazione del territorio e del settore enologico per poter metterle a fattor comune le mie competenze professionali con una delle mie più grandi passioni di sempre, lenogastronomia.

Sin dalladolescenza mi ha sempre incuriosita la ricerca e la scoperta delle tipicità territoriali e il mio obiettivo è sempre stato quello di riuscire a trasformare questa passione in un lavoro. Lavvicinamento al mondo del vino è stato quindi del tutto naturale, con i primi corsi di introduzione alla degustazione fino a quelli professionalizzanti. Entrare a far parte di B.connected è stata quindi lopportunità per poter imboccare finalmente la strada che da tempo stavo cercando di costruire.

 

In relazione al tuo lavoro in B.Connected, quali sono gli ultimi trend che avete osservato nei mercati globali del vino? 

Sempre più spesso riceviamo richieste specifiche dagli importatori che sono alla ricerca di prodotti di nicchia, provenienti da aree geografiche meno conosciute che possano soddisfare le richieste di una categoria di consumatori esperti” e curiosi di scoprire ciò che lenorme patrimonio ampelografico esistente può rivelare in un calice di vino. In questo senso il vino italiano sta riscuotendo un enorme successo. Lo vediamo anche dai risultati raggiunti dallexport del nostro vino nel corso del 2021.

Oltre a questo abbiamo sicuramente notato un cambiamento nella composizione dei canali dacquisto privilegiati, chiara conseguenza dellalternarsi delle varie restrizioni che hanno resto le cose difficili soprattutto per il settore dellHo.re.ca in molti Paesi a favore di una maggiore fiducia nei confronti degli acquisti online.

Tutto ciò che riguarda il mondo della sostenibilità e delle pratiche biologiche/organiche resta un fattore decisivo nella stragrande maggioranza dei mercati. Tanto per citare un esempio, il monopolio canadese dellOntario si sta focalizzando molto sulla ricerca di prodotti attenti allutilizzo di pratiche di questo tipo. 

 

Se guardiamo i vostri prossimi eventi, notiamo un grande focus sui Paesi asiatici nella seconda parte dell'anno. Puoi spiegarci il motivo di tale scelta?

Se mettiamo in relazione i dati relativi al consumo di vino nel mondo, in valore, con i dati sui principali player per limportazione del vino italiano, scopriremo che ci sono alcuni mercati dove siamo sovra rappresentati. La metà dellexport del nostro vino è concentra su soli 3 Paesi: Germania, Stati Uniti e UK. Se questo da un lato può rappresentare un rischio, laltra faccia della medaglia ci suggerisce un ampio potenziale di crescita in altri Paesi. Diciamo che la nostra strategia parte da questa considerazione.

Se guardiamo al futuro, ci aspetta una crescita importante a livello di consumo globale (parliamo di un valore pari a 444MLD di dollari nel 2026) con lEuropa che, in questi termini, rimarrà il mercato principale ma dove larea Asia-Pacifica, in particolare Cina Australia, Giappone, India, Filippine, Corea del sud e Vietnam rappresenteranno larea geografica con la crescita più elevata al mondo.

 

In relazione alle ultime, seppur graduali, riaperture del Giappone, cosa puoi dirci di questo mercato e quali saranno i trend futuri?

Quando parliamo di Giappone ci riferiamo ad un mercato dove i volumi non sono altissimi se paragonati con quelli di altri, ma si tratta di un mercato ricco e sofisticato in fatto di gusti e preferenze. I consumatori giapponesi sono decisamente preparati sul tema vino, attenti alla qualità e ben informati sulla varietà dell'offerta del mercato. Euna destinazione che rappresenta una tappa consolidata dei nostri eventi oramai da anni.

Parliamo quindi di un mercato aperto anche ad esplorare nuove proposte, a patto che siano comunicate e raccontate in modo adeguato.

Credo che la sfida principale per i produttori di vino che vogliono entrare in Giappone riguardi la comprensione della cultura enogastronomica locale. Bisogna studiare e ricercare i prodotti che più si adattano al loro gusto e allo stesso tempo lavorare per trovare la giusta chiave a livello comunicativo.

 

Molte cantine italiane ci dicono che la Cina è un mercato difficile da presidiare, cosa ti senti di consigliare dal vostro osservatorio e quali sono le potenzialità latenti di questo Paese?

La Cina è un mercato importantissimo in termini di consumo di vino, tra i player principali per valore, e per noi rappresenta da anni una destinazione di riferimento. Dal nostro punto di vista e con riferimento alle nostre attività, in questi ultimi due anni ha avuto unesplosione incredibile. Lo scorso anno abbiamo registrato il sold out in tutti gli eventi organizzati.

Nonostante le apparenti difficoltà dingresso e presidio di mercato, dobbiamo considerare che i consumatori cinesi sono ritenuti dagli analisti di mercato il motore della crescita globale e che, nel prossimo decennio, i consumatori delle fasce medio-alte guideranno la maggior parte della crescita del Paese con il canale online che continuerà ad avere un ruolo primario sulle vendite di vino anche in futuro.

Dal punto di vista del presidio, trovandoci di fronte ad un mercato particolarmente ampio e complesso, una buona strategia allinterno di un processo di internazionalizzazione potrebbe essere quella di orientarsi verso una politica di regionalizzazione. Lobiettivo è individuare gli spazi di opportunità ancora aperti creando la giusta connessione tra potenzialità esistenti in aree ben determinate e i propri prodotti.

 

Hai alcuni consigli per le cantine italiane sul fronte della promozione internazionale? Quali benefici potrebbero trarre aderendo ai vostri eventi e quali consigli ti senti di dare alle cantine partecipanti? 

Le agende che organizziamo sono il frutto di un grosso lavoro a monte delliniziativa stessa. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a creare il giusto matching tra produttori e importatori. Per questo motivo è molto importante per noi riuscire a lavorare a stretto contatto con le cantine nel predisporre tutta la documentazione necessaria alla fase di ricerca e selezione degli importatori che incontreranno. Questo ci permette di garantire un elevato interesse da parte degli operatori esteri che decidono di partecipare ai nostri eventi. Il suggerimento che diamo sempre è quello di sfruttare al massimo queste occasioni per farsi conoscere, far conoscere i propri prodotti ma soprattutto di cogliere lopportunità di interrogare linterlocutore che si ha di fronte per capire la sua realtà e il mercato che rappresenta.

 

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