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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Martedi 11 Maggio 2021

Gotto d’oro, i molti aspetti di una vinificazione all’avanguardia

La cooperativa di Marino, nell’agro laziale, continua a crescere in diversificazione, qualità e metodo scientifico.

di Claudia Meo

Gotto d’oro ha contribuito a disegnare la storia del Lazio enologico degli ultimi 75 anni, fin dal 1945, anno della sua fondazione, e conferma oggi la propria volontà di mantenere un ruolo di primo piano in questo progresso culturale, commerciale e tecnologico.

I suoi ragguardevoli numeri, dai 120.000 quintali di uve lavorate ai suoi 200 soci, dai 1.000 ettari iscritti agli 8 milioni di bottiglie prodotte, vanno letti anche e soprattutto in termini di qualità; qualità che ha sempre meritato un focus strategico da parte della governance aziendale, come le opzioni di investimento dell’azienda hanno costantemente dimostrato.

Negli ultimi anni l’attenzione per la qualità sostenibile e, al contempo, per la economicità, ha comportato scelte mirate di carattere tecnico, a partire dall’approvvigionamento di energia, ai consumi energetici, all’utilizzo delle risorse idriche; un percorso che ha condotto alla realizzazione di un imponente impianto fotovoltaico di proprietà, all’adozione di un avanzato sistema per l’osmosi dell’acqua, al rinnovo della centrale termica e delle caldaie secondo principi di efficienza industriale.

Fiore all’occhiello delle lungimiranti e progressiste scelte della cooperativa, il laboratorio per il controllo di qualità rappresenta la fucina dove prende vita la formula produttiva che contraddistingue l’intera gamma aziendale di linee ed etichette.

Il laboratorio è stato oggetto negli anni 2018-2019 di un’importante trasformazione, che ha avuto un forte impatto sui cicli di produzione, da sempre in ogni caso contraddistinti dalla ricerca della qualità.

Parliamo di controlli per la creazione di nuove masse, controlli pre-imbottigliamento per verificare la conformità rispetto alle masse sperimentate, controlli durante l’imbottigliamento e controlli sul prodotto già imbottigliato. Per l’analisi microbiologica del prodotto oggi il laboratorio può contare su un corpo separato fisicamente dagli altri ambienti e mantenuto rigidamente asettico.

L’imbottigliamento viene svolto quotidianamente, per numeri che raggiungono gli 8.000 cartoni; le attività di analisi microbiologica supportano tutti i cicli di imbottigliamento, verificando che dopo ogni fisiologica pausa non vi siano deviazioni dovute alla ripartenza delle macchine.

Il magazzino dei campioni accoglie bottiglie selezionate da ciascuno dei cicli di imbottigliamento di ogni giornata, che vengono separatamente sottoposte a controllo per ciò che attiene grado alcolico, acidità, ph e solforosa.

Prima dell’imbottigliamento, il complesso sistema di procedure di qualità viene attivato in fase vendemmiale: campionatura del mosto fiore dopo la pressatura; controllo continuo della massa in fermentazione, fino a completo consumo di tutti gli zuccheri, per verificare il corretto andamento della fermentazione.

E se per verificare la qualità delle uve conferite i controlli si attivano fin dal momento in cui il socio conferitore sottopone i propri campioni in cantina, prima ancora, e quindi in vigna, sono attivati controlli e protocolli a cui si legano anche premi di produzione di tipo economico, ad esempio a fronte dei c.d. tempi di carenza, vale a dire al rispetto del corretto distanziamento temporale tra un trattamento fitosanitario e un altro, come pure per il rispetto delle tempistiche di conferimento programmate.

Un approccio alla qualità, quello di oggi, che non rappresenta una novità di intenti rispetto al passato, ma che oggi si arricchisce di nuovi strumenti e trova nelle nuove linee produttive la sua piena realizzazione.

La linea Vinea Domini, destinata alla ristorazione, si sta facendo apprezzare per la sua grande versatilità: due espressioni della Roma DOC, denominazione ormai “giovane” di un decennio, in bianco e rosso, rispettivamente a base di Malvasia Puntinata e di Montepulciano; ancora, un giusto riconoscimento alle DOCG laziali del Frascati superiore e del Cesanese del Piglio; e altre etichette, dalla esaltazione della allegra romanità, come nel caso del Friccicore (Malvasia del Lazio) e del Luccicore (Syrah),  alle ottime espressioni in terra vulcanica dei più grandi vitigni internazionali.

Linea 75, nata per celebrare l’importante traguardo dei 75 anni dalla fondazione, sta popolando con successo la grande distribuzione, con la sua accattivante immagine giovanile e la sua anima “green”: le sue bottiglie occupano ormai gli scaffali delle principali catene di distribuzione, da Carrefour a Conad, da Coop a Esselunga, solo per citarne alcune; mentre all’estero sta conquistando anche alcune fasce di ristorazione.

Linee che hanno una personalità ben distinta ma che, in comune, vantano una materia prima fortemente territoriale e sana, frutto di scelte produttive e opzioni di qualità che periodicamente si rinnovano e incontrano un forte interesse da parte del mercato.

Merito di strategie lungimiranti, piani di sviluppo ben congegnati, e, prima ancora, di una governance autorevole che fa capo al Presidente Luigi Caporicci, nonché di un team affiatato e preparato, di cui fa parte il Direttore della Qualità, Ilaria Palumbo, che ci ha guidato nella conoscenza del modernissimo laboratorio.

Convinti che, nel mondo del vino, la presenza femminile ai ranghi elevati delle cantine italiane rappresenti sempre meno un elemento di eccezione, non possiamo fare a meno di osservare come anche questo sia, oggi, un bel segnale di progresso.