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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Giovedi 21 Gennaio 2021

Il futuro di Bordeaux En Primeur

Anche Bordeaux, una delle regioni vinicole più importanti al mondo, affronta una nuova normalità. Come far convivere la lunga tradizione delle degustazioni En Primeur in questo nuovo mondo di distanziamento?

di Giovanna Romeo

Anche l’anno scorso En Primeur ha provato a resistere all’emergenza. L’Unione de Grands Cru (UGCB) - come riportato in un articolo di Meiningers Wine Business International - fu poi costretta a soluzioni alternative, adattandosi a un cambiamento che sembrava inconcepibile per una regione tradizionalista come Bordeaux. En Primeur, il sistema bordolese di vendita del vino prima dell’imbottigliamento, ha una storia antica che risale al 1885, l’anno della classificazione del Bordeaux, ma che trovò solo dopo la II guerra mondiale, una precisa formalizzazione e il suo significato più autentico. Le aziende vinicole in grave difficoltà economica videro, nello spiraglio dell’immediata liquidità di facoltosi négociant, l’opportunità per la continuità del loro lavoro. Questi ultimi, invece, si assicuravano prezzi migliori, acquistando il vino ben prima dell’imbottigliamento. 

Il giornalista James Lawrence, racconta come le cose stiano cambiando anche per En Primeur, come una regione così ancorata al suo passato stia accettando di rinnovarsi, come il salto culturale in atto stia orientando gli Château di Bordeaux, dopo anni di scetticismo e di riluttanza, a riconoscere il valore dello spazio digitale e della vendita a distanza, mettendosi finalmente al passo di altre regioni vinicole.

Una nuova normalità dunque, che già l’anno scorso ha costretto En Primeur 2019 a traslocare online. L’invio di campioni alla stampa internazionale e le degustazioni condotte via zoom sono state risolutive e (in fondo) anche di successo. Potrebbe essere questo d’ora in avanti il modo più pratico per organizzare un evento così importante nel calendario di Bordeaux? En Primeur 2020 seguirà lo stesso modello? 

Nel 2020 l'Unione dei Grands Crus de Bordeaux ha confermato En Primeur 2020 per l'ultima settimana di aprile 2021 (26-29). La sua fattibilità (in presenza) è ancora tutta da verificare, visto il perseverare degli estesi lockdown. Almeno così la pensano alcuni Château e Matthieu Bordes, Direttore Generale di Château Lagrange, che riferisce un cauto ottimismo e la speranza che nei prossimi mesi l’Europa possa uscire dalla paralisi pandemica. “Incrociamo le dita per un En Primeur 2020 in presenza” - riferisce Bordes – ben consapevole del fatto che probabilmente saranno in molti a non essere disposti ancora a viaggiare. “Bordeaux En Primeur sarà tra soli quattro mesi e, nell’eventualità di ulteriori chiusure, si valuterà se organizzare anche quest’anno l’evento online”.

Un evento digitale è sicuramente meglio di nessun evento, sebbene permangano alcune criticità come la convinzione che il vino, risentendo del viaggio stesso, non arrivi sempre a destinazione in condizioni ottimali, o la mancanza di socialità, di contatto umano e di piacevoli confronti che solo una degustazione in presenza può suscitare. D’altro canto però il vino raggiunge il resto del mondo con estrema facilità, oltre al fatto che un evento digitale è certamente conveniente richiedendo modesti investimenti in termini di tempo e infrastrutture.

Per Jose Sanfins, enologo di Château Cantenac Brown, En Primeur (vendemmia 2020) inizierà probabilmente da remoto. La tenuta, situata nel cuore della prestigiosa appellazione di Margaux, si sta preparando a organizzare al meglio l’evento online.

I digital tasting offrono tuttavia nuove opportunità anche per altri settori connessi al mondo del vino, sottolinea il giornalista James Lawrence, permettendo al comparto enologico bordolese di compiere nel modo più adeguato il passaggio verso una nuova comunicazione a distanza. Tubes, il produttore olandese di piccoli formati, aprirà alla fine del 2021 un nuovo stabilimento in Bordeaux che gli permetterà di produrre confezioni in vetro e in plastica da 50 e 100 ml, formati ideali per la spedizione di campioni di vino in tutto il mondo. Secondo il titolare, sono molte aziende che hanno già espresso particolare interesse: “Prevediamo che la nostra attività crescerà in modo significativo nel 2021” - afferma Glen Ritzen, proprietario di Tubes -. In relazione a En Primeur; abbiamo già ricevuto alcune richieste ma mi aspetto che crescano ancora di più una volta che le tenute torneranno a lavorare a pieno regime".

Naturalmente nulla potrà mai sostituire le visite in cantina e le degustazioni “de visu”. Jean-Guillaume Prats, Ceo di Domains Barons de Rothschild (Lafite) afferma che i più importanti Château Cru Classe sono fiduciosi che En Primeur si possa svolgere come da tradizione. Un possibile slittamento, se necessario, potrebbe far coincidere il prestigioso evento con uno dei periodi più belli per visitare il Médoc: giugno.