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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Mercoledi 03 Febbraio 2021

L’unione fa la forza, ma per Cantina Cincinnato anche qualità, sostenibilità e molta ricerca

La formula cooperativa di successo che fa di Cori, storica cittadina del basso Lazio, il baricentro per 105 soci.

di Claudia Meo

Siamo accolti calorosamente da Giovanna Trisorio, Sales & Marketing Director, nella moderna cornice architettonica del Wine Resort di Cincinnato, in una giornata invernale che sfida, nel rispetto scrupoloso delle prescrizioni anti-Covid, le paure da contagio e i limiti di circolazione.

Ci colpisce con immediatezza uno dei due elementi del binomio che caratterizza in modo identitario la cooperativa laziale che, prevalentemente a suon di Bellone e Nero Buono, immette annualmente sul mercato italiano ed estero circa un milione di bottiglie: l’innovazione. Che però, come sarà presto chiaro, si fonde, per un risultato originale ed esclusivo, con una fortissima vocazione di difesa e valorizzazione della comunità rurale: tradizione, in una parola.

La realtà rurale che costituisce la compagine sociale di Cincinnato, in tutto 268 ettari vitati, è per la maggior parte fatta di piccoli appezzamenti; una parcellizzazione che ha bisogno di una governance salda e rappresentativa, recentemente riconfermata nella guida di Nazzareno Milita.

A garantire la selezione e il monitoraggio di soci e uve pensano un modello di conduzione innovativo e un progetto di qualità partito ormai da 20 anni, sul quale la cooperativa continua ad investire.

I soci, attualmente a numero chiuso, vengono remunerati in base alla qualità delle uve che conferiscono, valutata in base a parametri analitici misurati scientificamente, e sono tenuti al rispetto del calendario vendemmiale prescritto dalla cooperativa.

Il protocollo di produzione segue i dettami del modello FOSS, danese di nascita, globale come diffusione, che per Cincinnato spazia dalla scelta dei vitigni alla caratteristica delle uve, dal rispetto del calendario a prescrizioni tecniche nella vinificazione.

Il lavoro di recupero ampelografico dei vitigni autoctoni del Lazio ha dato linfa a Bellone, Nero Buono, ma anche Greco, Cesanese e Malvasia, per un ventaglio di 13 etichette, 8 bianchi e 5 rossi, che vanno dai fermi alle bollicine, sia charmat che metodo classico, con un confezionamento studiato e polimorfo che diversifica la gamma.

L’attenzione alla sostenibilità ha già prodotto 100 ettari interamente a biologico, mentre l’azienda ha puntato su un impianto fotovoltaico per la sua autosufficienza energetica e su mezzi a metano per la distribuzione.

L’attenzione alla sostenibilità e una felice formula tra qualità e prezzo fanno delle etichette di Cincinnato l’asset che ha permesso di raggiungere 19 Paesi esteri, tra i quali prevale la presenza in USA, Canada e Russia, e, per l’Europa, Belgio, Olanda, Polonia, Inghilterra; con investimenti verso l’estero che non si sono fermati in epoca pandemica e continuano anzi ad arricchire la strategia commerciale.

Un carnet di riconoscimenti da parte delle maggiori guide conferma l’ampio gradimento anche da parte della critica enologica, Bellone e Nero Buono in testa.

Una storia, quella di Cincinnato, iniziata circa 80 anni fa e cresciuta in modo multivettoriale, sia in dimensione che in qualità, in termini di varietà di etichette e come riconoscimenti; in ricerca come in sostenibilità.

Se aggregazione e dimensione, purtroppo, non sono sempre elementi sufficienti a garantire una strategia di qualità, per Cincinnato la formula ha funzionato e continua a funzionare, grazie ad una identità chiara e a una governance capace a cui la compagine sociale riconosce autorevolezza e rappresentatività.