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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Sabato 31 Ottobre 2020

La cooperazione raccontata da Adua Villa

Nel nuovo format di video-tasting VLOG WINE della nota sommelier Adua Villa su GlobetrottergourmetTV i racconti delle sette cooperative della rete The Wine Net fanno da "episodi pilota".

di Agnese Ceschi

Adua Villa

The Wine Net, la prima rete di cooperative italiane, e Adua Villa, imprenditrice/sommelier/narratrice digitale, hanno reso ufficiale la collaborazione che vede i vini delle sette aziende della rete raccontati nel format di tasting digitali della nota esperta di vino attraverso i canali social e web Globetrotter Gourmet e The Wine Net. Dunque 14 vini delle sette cooperative appartenenti alle rete d’imprese nata nel 2017 verranno raccontati in un progetto che raccoglie brevi video in cui gli spettatori verranno accompagnati dalle parole di Adua Villa. Abbiamo chiesto ad Adua Villa, ideatrice del progetto, creato dalla sua società Globetrotter Gourmet, i dettagli di questa collaborazione e di fare un punto sul mondo della cooperazione italiana. 

Perché hai scelto la rete The Wine Net come “pilota” di questo progetto di comunicazione digitale? 

Perché mi piace l’idea che sta alla base di questa rete che mi dà conferma di quanto sia forte oggi il mondo della cooperazione italiana. Spesso quando si parla di cooperazione, abbiamo in mente grandissimi numeri: qui invece abbiamo aziende molto diverse tra loro dalla più piccola con un’impronta quasi familiare ad una più strutturata che produce milioni di bottiglie. Eppure sono tutte aziende motivate dallo stesso comune denominatore: il rispetto e la cooperazione. In un momento come questo in cui essere coesi ed uniti sembra che sia l’unica cosa che ci farà andare avanti, c’è bisogno di questo anche nel mondo professionale. E chi lo riesce a fare nel lavoro, lo dimostra anche nei numeri e nel successo. Dalle mie interviste emerge un comune denominatore in tutte le sette cooperative: l’idea di coesione e rispetto per i soci conferitori, che sono parte attiva come in una grande famiglia.

Cosa pensi della cooperazione italiana e del rapporto con i consumatori finali? 

Io penso che è necessario oggi fare uno switch tra l’idea di cooperativa e l’idea di qualità. Alle volte alle persone questi due elementi sembrano non viaggiare sugli stessi binari, invece non è affatto così. Se in passato questo concetto poteva anche essere vero, oggi qualità e cooperazione viaggiano benissimo assieme, con un linguaggio che arriva a tutti. 

Cosa può migliorare il mondo della cooperazione oggi?

Sicuramente può investire maggiormente nella comunicazione, perché spesso la qualità non è percepita e invece va comunicata, unitamente ad un altro valore: il rapporto qualità-prezzo che il mondo della cooperazione può assolutamente dare.  

Che opinione hai dei 14 vini che hai degustato?

Tutte queste aziende partono dal territorio e ritornano ad esso nel bicchiere. Un esercizio di stile che non tutti riescono ad ottenere e che è segno di grande qualità. Mi ha colpito piacevolmente il fatto che i team tecnici sono a disposizione dei conferitori, per far sì che il lavoro in campagna porti in cantina uve sane e coltivate con conoscenza. Non vengono mai lasciati a sé stessi, con un’idea di famiglia che cresce e si confronta. 

Cosa ne pensi dell’uso del digitale nella comunicazione del vino?

Oggi più che mai è importante lavorare nel mondo digitale per raccontare il vino attraverso questo mezzo. Viviamo di cambiamenti nel tempo. Io ho iniziato con la carta stampata e continuo a scrivervi, ma ho aperto anche una web TV e da tre anni la mia società si occupa anche di digitale. Il digitale non è una moda, ma un cambiamento epocale, perché sta cambiando il nostro modo di pensare. Il lock-down ha insegnato agli italiani che il vino si può comprare online e questo è molto comodo, perché arriva a casa e lo posso scegliere comodamente seduto sul mio divano. Ovviamente poi ho bisogno di informazioni per apprezzarlo a pieno e queste possono arrivare dal web. Per questo i miei progetti negli ultimi anni si rivolgono al B2C per raccontare il prodotto attraverso strumenti digitali. La piattaforma digitale è oggi il punto di riferimento numero 1. Senza dimenticare che dobbiamo riportare il vino alla sua centralità: bere una buona bottiglia, condividerla e godersela. 

Per vedere i video: https://www.youtube.com/c/AduaVillaSommelier/videos