IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Venerdi 16 Aprile 2021

Sguardi di Terra, la passione il motore di una viticoltura di perfezione

Abbiamo intervistato Massimo Pinetti, contitolare e cofondatore con Maurizio e Andrea Venegoni di Sguardi di Terra.

di Giovanna Romeo

Carriere ben avviate e una passione comune, quella per il vino, un proponimento che chiede amore, esperienza, risorse. Come nasce Sguardi di Terra?

Sguardi di Terra nasce nel 2015 da un interesse di famiglia per il mondo del vino e in particolare del territorio del Lago di Garda, una terra che amiamo particolarmente, che respira, profuma e mastica cultura. Il Lago di Garda è una delle mete turistiche più belle e apprezzate del nord Italia, un’area in passato ricoperta dall’antica “selva lucana”, un foltissimo bosco acquitrinoso dal quale si sono ricavati terreni destinati alla coltivazione solo dopo la grande bonifica voluta dalla Serenissima Repubblica di Venezia. In quest’area la presenza della vite risale all’età del bronzo ed è documentata dai famosi vinaccioli di Vitis Silvestris ritrovati presso le palafitte di Peschiera del Garda. Ci sono poi le leggende riferite al sommo poeta Catullo, in particolare la citazione storico –letteraria relativa alle bellissime uve che Isabella D’Este di Gonzaga assaggiò presso la villa romana di Sirmione Ed è grazie agli “Squisiti Trebulani” di Andrea Bacci cantati nel “De Naturali Vinorum Historia”, che nel 1595 il vino bianco gagliardo della fangosa Lugana cominciò a ottenere le sue prime specifiche menzioni storiche. Il nome dell’azienda agricola deriva invece dal testo di una canzone di Francesco di Giacomo, leader del Gruppo Banco di Mutuo Soccorso, e amico di mio cognato Maurizio Venegoni: “Nei cieli e nelle altre cose mute terra madre non senza dolore vivo, non più di un albero non meno di una stella nei suoni e nei Silenzi di terra (….)”. Superati gli indugi della prima iniziale e silenziosa timidezza, forse ancora umili e impacciati, la decisione di dare un nome alla nuova completa gamma dei nostri vini. “Sguardi di Terra”, dove ogni sguardo è già ricerca di un percorso, una via tracciata dai suoni e dai ritmi della natura sussurrati ogni anno nella magica e imprevedibile alternanza degli eventi climatici e delle stagioni. Con Maurizio e Andrea, suo figlio, abbiamo creato una squadra affiata con l’obiettivo di portare avanti il nostro sogno: produrre vino di qualità. Con la collaborazione di un agronomo e di un enologo, ci prendiamo cura del vigneto per riconsegnarlo attraverso sorsi autentici. Il tutto è reso possibile da una conduzione biologica dei nostri vigneti, che valorizzi i sette ettari di proprietà nel cuore della denominazione Lugana DOC. 

 

Il territorio del Garda al centro del progetto: paesaggi da sogno, colline moreniche e suoli antichi, un terroir di eccezione. Qual è la vostra filosofia?

Riconoscere il luogo. Dal punto di vista vitivinicolo il territorio del Lugana è diviso in due zone: la prima più pianeggiante che si estende orizzontalmente lungo l’entroterra tra Desenzano e Sirmione. Qui le argille sono più coriacee e lo stile più lacustre. La seconda zona più collinare, si allunga dalla celebre torre monumentale di San Martino della Battaglia lungo una duplice direttrice: da un lato verso Pozzolengo e dall’altro verso Lonato, dove si trovano i nostri vigneti. Qui le argille si fanno più sabbiose, i rilievi più dolci e ondulati con altitudini che non superano i 130 metri. I terreni morenici conferiscono mineralità, acidità e volume. Vogliamo che il nostro vino racconti di questo meraviglioso areale incastonato tra le Alpi e la Pianura Padana e circondato tutt’intorno da borghi e terme, porticcioli e riserve naturali. Per la vinificazione e le operazioni di cantina ci appoggiamo a una cantina esistente da quattro generazioni, seguendo personalmente la vendemmia e tutta l’attività di produzione.

 

Il Lugana, un’esperienza senza tempo.

Il Lugana al centro di tutto, il Lugana nella sua forma più autentica in quella straordinaria combinazione tra freschezza e sapidità. Un vino molto interessante in gioventù, estremamente bevibile nell’annata di produzione ma che acquisisce caratteristiche uniche e pregevoli con il moderato contributo del legno e il giusto affinamento in bottiglia. È un’esperienza che si giova del tempo, un alleato prezioso per raggiungere la piena complessità. 

 

Il biologico, scelta di produzione e scelta d’identità?

Entrambe, direi. L’agricoltura biologica è un metodo di produzione sostenibile che esalta la naturale fertilità dell’ecosistema e del suolo, la salubrità dei frutti della terra senza dover ricorrere a prodotti di sintesi, a fitofarmaci e concimi chimici. Pratichiamo l’inerbimento totale su tutta la superficie senza diserbo e con una concimazione organica (compost, digestato). Questo ci permette un buon consolidamento del terreno, nessun inquinamento delle falde freatiche grazie a principi attivi naturali e non di ingegneria genetica o provenienti da nano tecnologie. Gli insetti dannosi vengono contenuti attraverso la confusione sessuale, E il numero dei trattamenti ridotto. Secondo i dati diffusi da IWSR e ripresi da Bulk Wine Club, il tasso di crescita annuo per i vini biologici dovrebbe raggiungere il 9 % fino al 2024, consentendo alla categoria di aumentare la sua presenza globale dal 2,4% del mercato attuale al 4% alla fine del periodo. 

 

Sguardi di terra: sei etichette e sette ettari, una viticoltura di precisione, attenta e sartoriale. Scopriamo insieme la vostra collezione.

I vini della collezione sono 6 suddivisi in 3 interpretazioni di Lugana (a breve saranno 4 con una seconda Riserva 2018) – Lugana DOC, Lugana Metodo Classico Brut e Lugana Riserva 2017 - e due espressioni della Valtenesi, Riviera del Garda Classico Chiaretto e Gropello. Introducendo il Lugana mi piace ricordare la citazione del 1998 di Luigi Veronelli: “Bevi il tuo Lugana giovane, giovanissimo, e godrai della sua freschezza. Bevilo di due o tre anni e ne godrai la completezza. Bevilo decenne, sarai stupefatto dalla composta autorevolezza”.

 

Esiste uno stile Lugana?

Il Lugana è il territorio, se lasci parlare suolo e sottosuolo, se lasci parlare la vigna allora puoi trasferire nel calice la ricchezza della terra, ritrovando quello stile fresco improntato sulla mineralità e sull’acidità, senza mai perdere la croccantezza del frutto.

 

Quante bottiglie producete e quali i segmenti di mercato in cui siete inseriti?

Produciamo 15mila bottiglie di Lugana, 25mila complessive con un potenziale di 90mila bottiglie. I nostri segmenti di mercato sono prima di tutto il canale Ho.Re.Ca. e da quest’anno anche il nostro e-commerce aziendale. L’estero ci vede presenti in Svizzera, Svezia, Belgio. Abbiamo recentemente avviato una collaborazione con un export manager per introdurci ai mercati del Nord Europa, alla Germania, con l’obiettivo di permeare il mercato statunitense.

 

I progetti futuri di Sguardi di Terra.

La crescita sui mercati esteri, l’idea di un ingresso di valore nella grande distribuzione e il consolidamento del brand.