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Esperienze Aziendali

Le aziende sono un osservatorio privilegiato per capire le dinamiche del mercato ma anche i diversi modelli di comunicazione. Per questo abbiamo scelto di raccontare le esperienze aziendali non per pubblicizzare alcuni brand ma per evidenziare quelle realtà produttive che sono riuscite ad essere originali e vincenti attraverso le loro scelte in vigna, in cantina, sui mercati.
Esperienze Aziendali Giovedi 21 Luglio 2022

Sostenibilità: se non riscrive il ciclo produttivo non esiste

Leyton accompagna le aziende vitivinicole che intendono monitorare e migliorare il proprio impatto ambientale, a partire dai propri processi produttivi, sfruttando le opportunità connesse ai fondi pubblici dedicati.

di Claudia Meo

L’analisi del ciclo di lavorazione risponde a diverse esigenze aziendali, tutte strategiche. Che si tratti di migliorare la produttività e la marginalità, di ridurre le ricadute sul contesto ambientale, di rispettare le prescrizioni dei disciplinari o di ottenere certificazioni aziendali o di prodotto, è sempre più evidente che la gestione del processo industriale che dà vita a una bottiglia è il cuore della formula imprenditoriale e, quindi, dei valori che il prodotto incorpora.
Oggi, il diktat della sostenibilità apre naturalmente nuovi fronti di analisi, in nome della difesa delle risorse naturali per le generazioni future e di quel concetto di “buono” che, in termini salutistici e di benessere, sempre più il consumatore aspira a trovare nel bene oggetto di consumo.

Gli investimenti aziendali volti a migliorare le proprie pratiche produttive in ottica sostenibile godono oggi di grande attenzione anche da parte della finanza pubblica, a partire dal PNRR.
Leyton accompagna le aziende interessate a migliorare le proprie prestazioni produttive, supportandole negli aspetti industriali ma soprattutto sul fronte delle principali fonti di finanza agevolata: una società di consulenza internazionale che opera in 13 Paesi e che, solo in Italia, conta più di 150 persone e 6 uffici localizzati sull’intero territorio nazionale; e che, grazie alla sua struttura e diffusione, è in grado di costruire team specifici dedicati a ciascun cliente.

A rendere esclusiva la “formula” Leyton sono sia le professionalità di matrice ingegneristica, con specializzazione vitivinicola, sia l’expertise di lunga data sul fronte della finanza pubblica. Oggi le diverse implicazioni del modello sostenibile hanno ampliato notevolmente l’ambito di offerta dei servizi Leyton, che è sempre più a fianco delle aziende nel miglioramento delle pratiche agronomiche e di cantina. Parliamo di gestione dei metodi di coltivazione e di raccolta, di digitalizzazione in campo, di gestione delle acque, delle fasi di lavorazione, imballaggio e distribuzione, di gestione degli scarti.

L’approccio metodologico Leyton si basa su due momenti logici tra loro funzionali: in primo luogo l’applicazione del metodo di Life Cycle Assessment, ossia l’analisi del ciclo di vita, che permette di fotografare il processo produttivo “as is” e di impostare un percorso di miglioramento o in ottica sostenibile, circolare  con possibile ottenimento di certificazioni settoriali grazie ad un affiancamento di 6-12 mesi.

A rendere competitiva la proposta Leyton contribuisce un network di partner di filiera in grado di offrire assistenza specialistica sul fronte della fornitura di soluzioni nella digitalizzazione di processo, della gestione intelligente del vigneto, dell’implementazione di energie alternative.
Un fronte rilevante che vede attualmente Leyton al lavoro a fianco delle imprese vitivinicole e sul quale riesce a convogliare alle imprese risorse importanti è quello delle attività di digitalizzazione dei quaderni di campagna e dell’agricoltura di precisione, oggi uno dei pilastri della sostenibilità in ambito agro-industriale, grazie alla realizzazione di soluzioni che consentono di mappare il vigneto e impostare interventi agronomici mirati, efficaci e poco invasivi.

Le soluzioni individuate permettono di limitare concimazioni e trattamenti alle zone e alle colture che ne hanno maggiormente bisogno, stimare anticipatamente i carichi produttivi, limitare i danni dell’incertezza climatica, permettere, in altri termini, di fare efficienza già in campo.
Esigenze che oggi le aziende vitivinicole non possono permettersi di ignorare, se si considera tra l’altro che ciò che oggi può rappresentare una strategia di diversificazione e un elemento di distinzione rispetto agli altri, e quindi ancora rappresentare un elemento di vantaggio competitivo, in un domani molto prossimo sarà probabilmente imposto dal legislatore, costerà di più e richiederà interventi più complessi di realizzazione.