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Europa Mercoledi 31 Marzo 2021

Flessione vini Francia, ma cresce l’export di Rosé della Provenza

Il CIVP fa il punto sulle tendenze dei vini della regione: pandemia e dazi americani non abbattono il Rosé della Provenza.

di Matilde Anghinoni

Un 2020 in negativo per i vini francesi. Il report sul 2020 della Federazione degli Esportatori francesi di vini e distillati (FEVS), mostra che quasi tutte le denominazioni hanno visto un calo delle vendite, persino lo Champagne (-17% in volume). Uniche eccezioni: Borgogna (+1,4%), liquori (+4,5%) e vino di Provenza, questo riporta Vitisphere.

Lo scorso 15 marzo, il Consiglio Interprofessionale dei Vini di Provenza (CIVP) ha tenuto una videoconferenza per fare il punto sulle tendenze e sui mercati dei vini della regione. 

“Ce la siamo cavata abbastanza bene. Rispetto al 2019, lo scorso anno le vendite di vino hanno visto un calo di offerta del 7%. Dall’altra parte, però, abbiamo guadagnato terreno sul lato export (+6%, 430 mila ettolitri) quando altre regioni hanno subito delle ricadute”. Questo ha spiegato Brice Eymart, managing director del CIVP, all’Agenzia di Stampa Francese. 

I protagonisti della lotta contro le ripercussioni dei dazi statunitensi e la crisi della pandemia sono i Rosé di tre AOC della Provenza: Côtes de Provence, Coteaux d'Aix-en-Provence e Coteaux Varois en Provence. Insieme, le denominazioni sono riuscite a raggiungere un +5,6% con la vendita di 4.9 milioni di cartoni da 12 bottiglie. 

+2% anche nella GDO (290 mila ettolitri). Le vendite in cantina, invece, hanno raggiunto il picco di vendite grazie ai turisti nel periodo delle vacanze estive, quasi compensando le perdite di inizio anno. 

Oltre che ad una crescita quantitativa, si registra un miglioramento anche in termini di valore: 

  • La Provenza si posiziona sesta nella classifica delle più importanti regioni vitivinicole della Francia 
  • I Rosé francesi sono al primo posto nella classifica dei più cari al mondo

 

Secondo la FEVS, l’incremento in valore del Rosé della Provenza nel 2020 è dello +0,7%, con 297 milioni di euro. Il prezzo di una bottiglia va da 15$ fino a 100$ per alcune etichette di Château d’Esclans, comprata nel 2019 da Moet Hennessy, parte del gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy. 

Il Rosé della Provenza continua ad attrarre investitori. Tra questi Chanel, che ha recentemente esteso i propri vigneti all’isola di Perquerolles, nell’arcipelago delle Isole di Hyères. 

La testata Ouest France riporta che, da un lato, il volume di Rosé della Provenza esportato negli Stati Uniti ha subito un declino del 6%, a causa dei dazi imposti dall’ex Presidente Donald Trump, ora sospesi. Dall’altro, però, come ha spiegato anche Brice Eymart durante la conferenza, il consumo è aumentato in Gran Bretagna, Canada, Paesi Bassi, Belgio e Germania.

Quindi, anche in un contesto difficile come quello del 2020, il Rosé della Provenza non si abbatte e guadagna terreno sul campo export.