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Africa Mercoledi 03 Marzo 2021

Sudafrica: tra i due litiganti, il terzo gode

Il comparto sudafricano ha dovuto affrontare i gravi danni causati dalle politiche scellerate del Governo, ma ha saputo sfruttare la crisi tra Cina e Australia, puntando anche sui canali premium e super-premium.

di Emanuele Fiorio

Per il produttore di vino sudafricano Vergenoegd Löw, la pandemia avrebbe potuto essere un disastro, ma l'aspra guerra commerciale tra Cina e Australia ha rappresentato un'ancora di salvezza per la sua azienda.

Come testimonia la nota agenzia di stampa britannica Reuters, la tenuta ha dovuto fare i conti con un inedito overstocking di bottiglie quando il Governo sudafricano ha vietato le vendite di alcolici ed ha dovuto rinunciare ai visitatori che una volta affollavano i suoi vigneti per sorseggiare vino e scattare foto.

La situazione è cambiata quando a novembre 2020 Pechino ha imposto dazi fino al 212% sul vino australiano, dopo che Canberra ha chiesto un'inchiesta sulle origini dell'epidemia di COVID-19 a Wuhan.

Prima che le tensioni tra Pechino e Canberra portassero a conseguenze così drastiche, quasi il 40% delle esportazioni di vino australiano erano destinate ai consumatori cinesi.

A dire il vero, Pechino ha voluto colpire non solo il comparto vinicolo australiano ma una serie di beni, aumentando la burocrazia ed addirittura vietando alcune importazioni australiane. 
Questo ha aperto notevoli spazi commerciali ai fornitori sudafricani di vino ma anche di altri settori.

Ne è testimone Shaun McVey, marketing manager di Vergenoegd Löw: "Ora possiamo ottenere volumi di vendita molto maggiori, invece di spedire forse tre o quattro containers all'anno, abbiamo aumentato il volume a 15-20 containers".

Non è un caso che negli ultimi tre mesi - secondo l'ente commerciale Wines of South Africa - le esportazioni di vino sudafricano verso la Cina siano aumentate del 50%. 
Le previsioni sono ottimistiche per il prossimo futuro dato che molto probabilmente le scorte australiane si esauriranno durante le vacanze del Nuovo Anno Lunare in Cina e si apriranno ulteriori spazi per il vino sudafricano.

Il Sudafrica esporta meno della metà del suo vino e ha guadagnato 9,1 miliardi di rand (616 milioni di dollari) dalle vendite all'estero l'anno scorso, la Gran Bretagna è il mercato export più importante. Le vendite in Cina hanno raggiunto solo 19 milioni di dollari.

Edouard Duval, amministratore delegato di East Meets West Fine Wines, uno dei più grandi importatori di vino della Cina ha dichiarato che se il Sudafrica riuscirà a raggiungere anche solo l'1% della quota di mercato del 38% che le importazioni australiane stanno rapidamente liberando, il risultato sarebbe un raddoppio delle sue esportazioni verso la Cina e si configurerebbe un ottimo risultato.

All’interno di questo quadro positivo, non bisogna dimenticare l'impatto economico dei tre divieti di vendita di alcolici imposti da Governo sudafricano nel 2020, compreso il divieto di cinque settimane tra il 29 dicembre 2020 ed il 2 febbraio 2021.
Kurt Moore, amministratore delegato della South African Liquor Brandowners Association (SALBA), ha detto che il Paese, a causa di questi divieti, ha subito una perdita di circa 51,9 miliardi di Rand - l'1% del PIL totale del Paese.

Per quanto riguarda l'industria del vino, l'amministratore delegato di Vinpro, Rico Basson, ha riferito che a causa dei divieti sugli alcolici le vendite in volume sono diminuite del 20%.
Inoltre, il divieto di esportazione durato ben 5 settimane ha causato 640 milioni di litri di giacenze in un momento in cui era iniziata la vendemmia 2021. Questo ha creato un'enorme pressione sulle capacità di stoccaggio dei magazzini e delle cantine.

"I divieti hanno avuto significative implicazioni socio-economiche per le nostre comunità rurali", ha sottolineato Basson, "molti hanno perso il lavoro ed il blocco dell’enoturismo, insieme al divieto di vendere alcolici, hanno paralizzato l'industria".

Come riferisce The Drinks Business, in Sudafrica opportunità e problematiche si incrociano, ma si registrano dati confortanti che fanno ben sperare. 
Mike Ratcliffe, socio dirigente della cantina Vilafonté di Stellenbosch ha recentemente puntualizzato che che dopo un inizio lento, i consumatori globali stanno apprezzando il Sudafrica come produttore di vini pregiati.
"Nonostante un calo dei volumi nelle fasce di prezzo più basse, è rincuorante vedere un continuo aumento dei segmenti premium e super-premium, con una crescita molto solida in valore e volume. Il segmento super-premium ha mostrato una crescita del 37% in volume, un risultato notevole che ha rafforzato la massiccia crescita nella fascia alta dell'industria del vino sudafricano".

In conclusione, nonostante i numerosi autogol messi a segno dal Governo sudafricano, il settore vitivinicolo del Paese sta dimostrando di essere dinamico ed in salute, capace ad inserirsi in nuovi spazi commerciali valorizzando la qualità e dando impulso alle unicità della propria tradizione e del proprio territorio.