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Africa Martedi 30 Marzo 2021

Mercato vino africano: 60% vendite nei mercati "informali"

Temitope Obafemi Akintola, manager per l’Africa di Zonin1821, evidenzia come le vendite di vino avvengono nei mercati di strada. Necessario partner locale affidabile.

di Roxana Zeca

Una testimonianza particolarmente interessante, quella di Temitope Obafemi Akintola, area manager per l’Africa di Zonin1821, nostro invitato alla lezione sulle strategie di crescita nel mercato del vino africano svoltasi durante il nostro Campus Export Manager.

Temitope nasce in Nigeria dove a 17 anni avvia la sua prima attività. Ingegnere plurilaureato, sceglie l’Italia per proseguire i suoi studi e col tempo inizia a coltivare la sua passione per il mondo del vino a tal punto da lasciare ingegneria e proseguire con un master nella wine industry. Conseguito il Master, avvia in Nigeria la propria attività consulenziale, volta a supportare e guidare le cantine, specialmente quelle europee, sul complesso mercato africano

Se ai nostri occhi il mercato del vino in Africa rappresenta ancora un mistero, in realtà si caratterizza come un mercato altamente dinamico e variegato.

“Le cantine italiane sono dell’idea che in Africa si venda solo le tipologie di vino più note o più “semplici”, ma non è così” - ci confida Temitope.  “In realtà in Africa si vende di tutto, non ci sono preclusioni a nessuna tipologia di vino. L’importante è che le cantine capiscano i loro punti di forza e siano in grado di comunicarli in maniera efficace su questo mercato”. 

Mercato che si caratterizza come uno tra i più dinamici e frizzanti, in parte grazie alla cultura ospitale e gioviale che vede riunire i suoi abitanti in numerosi ristoranti, bar e discoteche. 

“Tuttavia bisogna fare una netta distinzione - sottolinea Temitope - tra il mercato prima del Covid-19 e quello che si sta caratterizzando ora a causa della pandemia”.

Prima dell’arrivo di  Covid-19 anche in Africa, infatti, le vendite di vino erano principalmente incanalate nel settore on-trade e nei numerosi luoghi di ritrovo dove il vino italiano veniva particolarmente apprezzato. 

Tuttavia, a causa delle restrizioni legate alla pandemia e dal lockdown ancora diffuso in tanti Paesi del continente africano, si è caratterizzata un’ingente crescita negli acquisti di vino in supermercati e tramite i canali e-commerce. Il consiglio di Temitope, visto il perdurare della pandemia, è quello di  prediligere il canale off-trade e avviare collaborazioni e partnership con i retailer locali. 

“Un’altra particolare caratteristica, inerente al mondo del vino in Africa e sconosciuta a molti, è che circa il 60% delle vendite avviene tramite il mercato “informale” -  ci confida Temitope -  ovvero i mercati di strada, molto diffusi in tutta l’Africa “è qui che risiedono le vere opportunità per il vino italiano”

Questi mercati all’aria aperta, molto interscambiabili ed in constante evoluzione, rappresentano il cuore nevralgico per le vendite di vino. Tuttavia, a meno che non si abbia una stretta collaborazione con il partner locale, risulta difficile trovare un posizionamento in questi mercati, in quanto non esistono studi, dati e testimonianze. 

Ed è proprio la collaborazione con il distributore locale a rappresentare una delle difficoltà maggiori del mercato africano. 

“Il problema principale risiede nel capire come comunicare - spiega Tempitope - capire quali prodotti richiedono i consumatori e dare particolare attenzione alla logistica ed alla scelta del partner locale”. 

Per quanto riguarda le prospettive di mercato inerenti al dopo Covid-19 sarà necessaria una maggior consapevolezza da parte delle cantine italiane sulla distinzione dei mercati nei differenti Paesi, caratterizzati da peculiarità ben distinte tra di loro. 

Pertanto, il consiglio di Temitope, è quello di intercettare i vuoti di mercato nei Paesi con i mercati più maturi e sviluppati come il Congo, la Nigeria, il Sud Africa ed il Gambia, ottenendo un posizionamento che geograficamente si sviluppa su più fronti. 

Il posizionamento su più mercati permetterà, una volta rientrata la pandemia, ottenere una maggior visibilità e distribuzione in quei luoghi di ritrovo che tanto caratterizzano la cultura e la convivialità del Paese africano. 

 

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