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Export Giovedi 21 Aprile 2022

Export vino italiano: frangente critico ma fatturati 2022/23 in crescita

La crescita della domanda di vino italiano mondiale sarà inferiore del 3% rispetto alle stime pre-conflitto, tuttavia nel biennio 2022/23 il fatturato delle imprese si manterrà in crescita.

di Emanuele Fiorio

Individuare e definire gli effetti del critico frangente geopolitico che stiamo vivendo sul settore del vino a livello globale; questo il nocciolo dello studio dal titolo: “Stress test: il vino italiano alla prova congiunturale” presentato nell’ambito di Vinitaly 2022 da Banco BPM e Prometeia (agenzia che si occupa di consulenza, soluzioni tecnologiche e ricerca).

Il conflitto russo-ucraino si sta già concretizzando in una perdita di quote di mercato (340 milioni di euro esportati nell’ultimo anno in Russia e Ucraina), soprattutto per i produttori veneti e piemontesi che avevano i maggiori interessi nell’area.

Ma le preoccupazioni maggiori riguardano materie prime e approvvigionamenti: si stima che nel biennio 2022-’23 la crescita della domanda mondiale del settore vino sarà inferiore di 3 punti percentuali rispetto alle stime precedenti allo scoppio del conflitto.

Per il 2022 Prometeia ha stimano un aumento a doppia cifra per materiali d’imballaggio e fertilizzanti, tuttavia il fatturato delle imprese si manterrà in crescita sia nell’anno in corso (+ 2,5% i volumi) sia nel 2023 (+1,6%). La marginalità sarà ridimensionata rispetto al pieno recupero sui livelli pre-pandemici stimato prima dell’invasione russa. 

Lo studio ha isolato la performance di quattro gruppi di produttori organizzati sulla base del segmento di mercato presidiato: 

  • per il segmento luxury, i costi delle materie prime pesano per il 29% 
  • per il segmento premium, i costi delle materie prime pesano per il 46% 
  • per il segmento classic e mass market, i costi delle materie prime superano il 50%.


Il punto di forza risulta essere la specializzazione verso la qualità che permette di garantire maggiori margini, condicio sine qua non per sostenere investimenti produttivi e immateriali.

È utile anche rilevare il dato legato all’internazionalizzazione delle aziende suddivise per segmento di mercato, i produttori che fanno export sono:

  • il 49%  dei produttori luxury,
  • il 55% dei produttori premium,
  • solo il 30% dei produttori classic e mass market.


​​​​​​​Il peso medio dell’export sul fatturato per le aziende italiane del vino è del 66%. L’import mondiale di vino italiano nel 2021 ha raggiunto il 22% della domanda globale ed il fenomeno della premiumisation continua a crescere grazie ad una penetrazione sempre più efficace nelle fasce di alta gamma.

I risultati del vino italiano negli Stati Uniti sono emblematici in questo senso, data l’estrema competitività e complessità del mercato numero uno al mondo.
Nell’ultimo decennio il prezzo medio del prodotto made in Italy è cresciuto del 32% e nel 2021 i produttori di vino italiani hanno raggiunto una quota di mercato di oltre il 30%.