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Export Giovedi 15 Ottobre 2020

I fine wine continuano a crescere anche nell'anno del Covid-19

A dispetto di quello che ci si aspetterebbe i vini di fascia alta registrano incrementi costanti. L’indice Liv-ex 100, benchmark del settore, è salito dell'1,41% a settembre.

di Agnese Ceschi

L'andamento dell'indice Liv-ex 100, benchmark di settore, che rappresenta l'andamento dei 100 vini più ricercati

Continua la corsa dei fine wine, i vini di alta fascia di prezzo. Un successo quello di questa categoria di vini che ha visto una crescita graduale negli ultimi anni e che in parte avvantaggia i prodotti italiani. L’Italia si conferma infatti tra i Paesi più apprezzati dagli acquirenti di vini di alta fascia. Ce lo racconta il report di settembre di Liv-ex, la piattaforma online che fornisce la possibilità di compiere transazioni internazionali in questo settore.

Rispetto al mese di agosto, che aveva già registrato ottime performance, l’indice Liv-ex 100, benchmark del settore, è salito dell'1,41% a settembre per chiudere il mese a 310,39. Cosa ha favorito questa crescita? Sicuramente la debolezza della sterlina (-1%) ha contribuito, rendendo possibile una movimentazione maggiore sia in termini di valore che di volume. Inoltre, un dato importante ci segnala come i prezzi dei vini siano aumentati per il quarto mese consecutivo dopo la deriva di inizio anno. I più grandi protagonisti delle vendite nel mese di settembre sono stati vini provenienti principalmente da Bordeaux, Italia e Champagne. In testa alla lista un vino bianco della Borgogna: Domaine Leflaive, Puligny Montrachet Clavoillon 2015

L’Italia in questo contesto registra ottime performance. Già nel mese di agosto la vendita del vino italiano in valore aveva superato l'intero 2019. Sebbene l’Italia sia il Paese che registra una crescita più rapida quest’anno, anche altre nazioni hanno contribuito all’ampliamento del settore. Cile, Germania, Portogallo, Stati Uniti, Spagna, Nuova Zelanda, Sud Africa e persino l'Inghilterra hanno superato il loro commercio del 2019 per valore dall'inizio dell’anno.

La quota commerciale del Bordeaux è aumentata da una media di agosto del 34,7% al 38%, quella del Rodano dal 4% al 4,7% e quella degli Stati Uniti dal 6,1% all'8,5%. Borgogna (16,5%), Italia (17,1%) e Champagne (8,9%) hanno registrato una lieve flessione rispetto al mese precedente.

Settembre ha visto il commercio in valore aumentare del 22% rispetto ad agosto e del 15% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.

Il grande successo dei vini italiani di fascia alta  è confermato anche negli Stati Uniti. Nel recente intervento al webinar promosso da Vinitaly/Wine2wine Gino Colangelo, fondatore di Colangelo & partners, ha dichiarato che il business del vino, anche durante il lockdown, è rimasto stabile ed il vino italiano risulta favorito. Oggi la categoria in più rapida crescita è quella di fascia alta (oltre i 50 dollari), che corrisponde al profilo delle grandi aziende del Belpaese.

Come già detto più volte nei nostri articoli su questo tema il complesso mondo dei vini di fascia alta ha in serbo un futuro roseo per l’industria italiana del vino, una prospettiva che, seppur rappresentante di una nicchia di mercato, ci è utile per misurare lo stato di salute del nostro comparto e la percezione che il Made in Italy continua a ricevere da parte dei consumatori internazionali. 

 

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