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Export Lunedi 21 Dicembre 2020

Il successo del Pinot Grigio negli Usa ai tempi del Covid-19

Il successo del Pinot Grigio italiano sembrerebbe inversamente proporzionale agli effetti della pandemia. Necessaria però una maggiore comunicazione su valore ed importanza dell’origine del vino.

di Redazione Wine Meridian

Da “commodity” a “domestic wine”, ecco come si potrebbe commentare il grande successo del Pinot Grigio negli Stati Uniti durante il lockdown. Successo che risulta evidente anche dalle analisi effettuate da Wine Intelligence, dal MW Nicholas Paris, direttore del Global Sourcing of European Wines per E&G Gallo Winery e da Sandro Sartor, amministratore delegato del Gruppo Ruffino e CB EMEA Sandro Sartor. Analisi presentate nell’ambito del recente wine2wine by Vinitaly.

 

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento di consumo del Pinot Grigio, trend che è andato sempre più in positivo anche durante la pandemia con un incremento che va dal +15% al +30% nel mercato USA, surclassando altre varietà di vino bianco come Chardonnay, Moscato e Riesling. Lo sa bene anche Albino Armani, presidente del Consorzio delle Venezie DOC, costituito con il focus di promuovere, garantire e certificare il Pinot Grigio del Triveneto che conta circa il 50% della produzione mondiale del rispettivo vino. “Gli Usa sono da sempre il mercato di riferimento per il Pinot Grigio” ha affermato Armani “e stiamo notando anche in questi difficili mesi un andamento di questa tipologia di vino in controtendenza rispetto a molte altre varietà che stanno subendo gravi perdite”.

 

I dati raccolti da Wine Intelligence nel corso del 2020, illustrati dalla CEO e co-fondatrice Lulie Halstead, dimostrano come rispetto all’anno precedente, si è assistito ad un incremento della frequenza di consumo di vino pari a circa il 19% in più. 

Altrettanto caratterizzante è stato il cambiamento nella modalità di utilizzo; a causa della chiusura dei ristoranti, canale molto importante per i vini italiani esportati, e dei ritrovi sociali, il consumo si è spostato sempre più tra le mure domestiche passando da un utilizzo sporadico e di “privilegio” ad un utilizzo più frequente come forma di relax e piacere da concedersi dopo una giornata di lavoro. Inoltre, rispetto all’anno precedente, il 50% dei consumatori è di genere femminile: la pandemia infatti ha stabilizzato il mercato statunitense portando il consumo a egual misura tra uomini e donne. 

 

Oltre alla modalità di utilizzo, si sono riscontrate variazioni anche nella caratteristiche che influenzano la scelta del vino. I consumatori statunitensi, infatti, preferiscono sempre più effettuare scelte guidate dalla visibilità del marchio, dai riconoscimenti, dall’origine ed in particolar modo dal packaging invitante e dalla disponibilità sui canali e-commerce. 

 

In questo scenario, uno dei vini di maggiore spicco è stato appunto il Pinot Grigio, già fortemente conosciuto sul mercato “nella difficoltà della pandemia le persone volevano qualcosa di cui fidarsi e il Pinot grigio rispondeva proprio a questa necessità”  ha sottolineato il master of wine Nicholas Paris. 

Le sue caratteristiche di godibilità, come la freschezza ed il gusto leggermente fruttato, hanno fatto del Pinot Grigio un prodotto rassicurante, che nella difficoltà della situazione attuale lo hanno portato ad essere considerato un “simbolo” di certezza e quindi non di consumo  solo durante i pasti.

Per quanto riguarda, invece, la produzione italiana, il trend è in miglioramento e viene trainato dalle donne, dai Milennials e dalla Generazione X, più aperti a nuove esperienze, che detengono un sempre maggiore potere di acquisto e più affini a consumare il vino lontano dai pasti. 

Insomma, un trend in miglioramento anche per il Consorzio DOC; tuttavia, come affermato dalle ricerche di Sandro Sartor, si evidenzia come il peso del marchio sia uno dei fattori preponderanti, con una rilevanza del 62%, che spinge all’acquisto di un determinato brand, lasciando in secondo piano la provenienza. “Soltanto il 17% degli intervistati reputa che la denominazione d’origine sia importante, mentre qualità e prezzo sono fattori chiave”, ha affermato Sartor. Dall'altro lato però, se spiegata l’importanza dell'acquisto di marchi DOC come sinonimo di qualità e chiarezza, gli stessi intervistati la ritengono una motivazione autorevole e significativa nel processo decisionale d’acquisto. 

 

Ricapitolando, il margine di crescita del Pinot Grigio delle Venezie è sicuramente positivo, ma bisogna puntare su una comunicazione efficace per rendere familiare ai consumatori statunitensi il concetto e l’importanza della certificazione d’origine che dimostra la qualità, il controllo e la sicurezza dei prodotti nostrani.