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Export Venerdi 12 Febbraio 2021

L’off-premise è il settore trainante per la vendita di vino negli Usa

Proseguiamo le nostre interviste con gli importatori stranieri, volte a comprendere meglio come si stanno muovendo i mercati internazionali. Questa volta ci siamo focalizzati sul mercato statunitense.

di Roxana Zeca

La necessità di ricevere aggiornamenti e prospettive live di come i mercati globali del vino stanno rispondendo alla pandemia, si è caratterizzata nella creazione di un prezioso network che permette di avere prospettive e notizie direttamente dagli importatori che presidiano il mercato. Infatti, grazie al digital Speedtasting di Michèle Shah, importante evento b2b del panorama italiano, abbiamo coinvolto numerosi buyer internazionali che possiedono una chiara e diretta visione del mercato. 

Questa volta ci siamo focalizzati sul mercato Usa, domandando loro quali fossero le difficoltà che attualmente si riscontrano, quali le percezioni per il futuro e quali consigli per le cantine italiane per espandersi ed agire al meglio sul mercato statunitense in questo momento difficile. 

Negli Stati Uniti, dove la pandemia ha già comportato quasi 460 mila di vittime, la situazione non risulta essere delle migliori, specialmente per il settore on-premise della ristorazione. 

A San Francisco, ad esempio, vige uno dei lockdown più restrittivi, come ci spiega Debbie Zachareas, che sta mettendo a dura prova la sofferenza dei ristoranti. Qui, il settore Horeca sta lavorando circa al 50% del proprio business e si vede forzato a convogliare la vendita di cibo e di vino tramite i retail stores. E’ giust’appunto il settore off-premise a trainare le vendite, soprattutto di vini, un canale che dall’inizio della pandemia ha avuto una notevole crescita. 

Questo è quanto ugualmente confermato da Patrick McHeany, importatore a Chicago. Anche nella città dell'Illinois si assiste ad un boom delle vendite off-premise in parallelo ad un netto calo nei ristoranti, di cui circa un ⅓ si pensa non avranno la capacità di riaprire nemmeno una volta dopo che la pandemia sarà finita. 

Nonostante ciò, rimane, tuttavia, positivo il posizionamento del vino italiano, caratterizzato da grande versatilità e valore e coadiuvato da una crescente curiosità ed apertura da parte dei consumatori, sempre interessati a nuove esperienze.

Situazione diversa per la Florida, come rivelato da Melissah Hermingway, dove il lockdown è meno restrittivo. Nello Stato del Sole, infatti, seppur rimane in netto vantaggio la vendita di vini tramite i retails, il settore Horeca, tuttavia, sta riscontrando recentemente una notevole crescita. Crescita rafforzata dall’apertura dei ristoranti e dall’ingente turismo che vede protagonista la Florida, in quanto uno degli Stati con meno restrizioni. 

Di opinione diversa è Micheal Luke di New York, il quale vede un netto impedimento nelle vendite dei vini attraverso i negozi retail. Se prima, grazie ai ristoranti era possibile promuovere maggiormente  nuove tipologie di vini, tramite il retail stores questa situazione risulta abbastanza complicata, in quanto il consumatore una volta al supermercato non ha il tempo e le capacità per valutare nuove proposte e preferisce, quindi, effettuare un acquisto più sicuro.

Di certo tale pratica si rivela utile per i distributori in quanto permette di svuotare il magazzino e vendere gli stock in esubero, tuttavia, questo potrebbero essere oltremodo danneggiante per i vini entry level che non hanno ancora un forte posizionamento sul mercato.

Per ovviare a questi impedimenti, i consigli dati da Michael alle imprese vitivinicole italiane è di avviare un lavoro coscienzioso sulla presenza online, affiancando il lavoro in cantina al marketing online, alla costruzione di efficace sito aziendale oppure effettuando tasting digitali. 

Mai come ora, stiamo assistendo a tanti cambiamenti e innumerevoli sono stati i modelli di tradizionali che sono stati messi in discussione in questo periodo. Se in passato si pensava di poter ovviare ad un investimento sulle attività comunicative online, ad oggi urge una completa attività comunicativa anche sul digitale, capace di apportare al prodotto visibilità e mettendo in risalto le qualità di cui si fa portavoce. 

Un altro consiglio, altrettanto fondamentale, per le imprese italiane che si stanno espandendo sul mercato statunitense è di guardare al futuro con perseveranza e pazienza.

Seppur tanti locali e ristoranti risultano ad oggi chiusi, questo non limita la crescita di opportunità su altri fronti. Risulta, pertanto, fondamentale mantenere una relazione stabile con gli importatori oltreoceano che saranno quindi in grado di indirizzare i nostri prodotti verso le novità che si stanno aprendo sul mercato.

Continuare, quindi, a rafforzare le sinergie e lavorare in un’ottica di supporto duale, si rivelerà imprescindibile anche per i prossimi anni, in quanto, a quanto affermato dai nostri importatori, i consumatori statunitensi sono sempre alla ricerca di un prodotto rappresentativo e di valore ed il vino il italiano ha tutte le caratteristiche per affermarsi ulteriormente sul mercato Usa.