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Export Lunedi 08 Febbraio 2021

La grande sofferenza dell’industria del vino del Sud Africa

L'export è l'unico lato positivo del disastro che il Covid-19 ha lasciato nel mercato del vino sudafricano.

di Astrid Panizza

Il Meininger's Wine Business International descrive come dal 26 dicembre sia stata nuovamente proibita la vendita di alcolici in Sudafrica. Negli ultimi 12 mesi i produttori sudafricani hanno quindi dovuto affrontare un non stop di 18 settimane in totale.

Questa situazione ha significato affrontare una grande sfida per i produttori sudafricani. La perdita del settore del vino è stata inoltre accentuata dallo stop del turismo, che ha interessato tutte le più importanti zone del vino, così come le strutture turistiche della nazione, canale di vendita importante per i produttori di vino. 

E' ovvio che le cantine non hanno fatto il tutto esaurito, anzi...Per quanto riguarda l'eccesso di vino rimasto in cantina, il numero si aggira sui 2,5-3 milioni di ettolitri.

La paura che si fronteggia oggi è quella di come andrà l'annata 2021, da poco iniziata, e delle potenziali ulteriori giacenze future.

La raccolta sarà combinata con le speranze per una buona qualità e prezzi migliori, spesso oggetto di discussione per i vini sudafricani. 

Per quanto riguarda l'export del vino sudafricano è stabile e porta un po' di speranza anche se si sta svolgendo in una situazione difficile e precaria, a causa dei periodi di fermo durante il 2020. Il volume delle esportazioni, tuttavia, è rimasto stabile a 319,2 milioni di litri (-0,2%), mentre il valore è cresciuto del 7,7%, raggiungendo i 9,1 miliardi di rand (circa 500 milioni di euro).

I produttori sudafricani hanno come obiettivo quello di incrementare l'esportazione di vino in bottiglia, che ha subìto un crollo  del 5,6%, a differenza dell'export di vino sfuso che ha visto una crescita del 3,7%. In valore, tuttavia, il vino in bottiglia si mantiene in crescita dell' 8,3%. Con 7,2 miliardi di rand, le esportazioni di vino in bottiglia rappresentano inoltre l'80% del valore dell'export, ma solo il 43% di volume. 

Siobhan Thompson, CEO di Wines of South Africa, afferma: "Siamo sollevati che l'export dei nostri vini si sia ripreso. Anche se non ci permette di compensare interamente la perdita nel mercato locale, siamo grati per la lealtà dimostrata nei nostri confronti da chi, in tutto il mondo, ha continuato a scegliere vini sudafricani".

La preoccupazione per il futuro del mercato del vino sudafricano prevale su tutto. Anche dopo la prima ondata di Coronavirus, l'associazione di viticoltori Vinpro, ha stimato che circa 80 produttori di vino (su 533) e 350 viticoltori (su 2.800) avrebbero chiuso le loro attività, con una perdita di circa 21.000 posti di lavoro su 300.000 totali. Tutto ciò potrebbe portare a disordini interni, ma anche a tagli di posto di lavoro sulle industrie di piccola scala. 

I produttori sudafricani comprendono che la protezione della salute e il contenimento della pandemia siano priorità, ma non sono chiaramente contenti della situazione. "Le nostre associazioni sono in stretta negoziazione con il Governo – continua Thompson – Ma il problema del consumo di alcol è critico e abbiamo bisogno di lavorare in stretta sinergia per non perdere di vista il giusto equilibrio tra precauzione e salvataggio dei lavori e della sicurezza economica del nostro Paese".