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Export Mercoledi 01 Luglio 2020

Post Covid-19: lo sviluppo di nuovi brand emergenti

Vinexpo New York ha stilato quali sono i trend e le strategie che si sono applicate in questi mesi e come stanno cambiando negli Stati Uniti con l'alleggerimento delle misure restrittive.

di Astrid Panizza

Conosciamo già la crisi che ci ha colpito con l'arrivo del Covid-19, ma quali sono le opportunità che possiamo ricavare da ciò per ripartire e che ci possono aiutare a fare decisioni giuste con i nuovi brand emergenti e con quelli invece che già si sono affermati negli anni? Vinexpo New York nel mese di giugno ha organizzato numerosi incontri per parlare del post Covid-19. In quello di martedì 23 ha voluto puntare il focus proprio sui trend e sulle strategie che si stanno attuando negli Stati Uniti nella fase post emergenziale e come i nuovi brand possono entrare in questo mercato

Negli Stati Uniti il mercato del vino all'inizio del Covid-19 si attestava sui 345 Milioni per cartoni da 9 litri (24% importazioni in crescita), mentre gli Spirits raggiungevano i 239 milioni per casse da 9 litri con il 43% delle importazioni. Il consumo è rimasto elevato anche durante il cambiamento tra i canali on-trade a off-trade anche se sono cresciuti esponenzialmente i canali off-trade, in primis l'online che nel solo mese di aprile ha triplicato il fatturato.

Gli States rimangono l'opzione numero uno negli investimenti dei Brand esteri con 242 milioni di consumatori, in aumento ogni anno di 3 milioni. Questo Paese, infatti, presenta una struttura di tassazione più favorevole rispetto ad altri nel mondo con meno barriere all'entrata rispetto al passato e con sconti non indefferenti alle aziende che decidono di investire negli Stati Uniti per la prima volta (Craft Beverage Modernization Tax Reform Act CBMA).

Per quanto riguarda l'e-commerce, dopo la crescita esponenziale nel periodo del lockdown, ha bisogno ora di seguire delle regole per poter mantenere lo stesso livello di popolarità. In primis sono importanti le campagne pubblicitarie digital e DTC ovvero dirette al consumatore, che permettano un facile e immediato accesso all'acquisto, come per esempio con il tasto "Compra ora" che possa quindi reindirizzare la pagina direttamente alla schermata con i prodotti acquistabili. Torneremo ad usare anche il marketing tradizionale nel prossimo anno, ma i brand vincenti ora sono quelli con una presenza costante su Facebook, Instagram e Twitter e che comunicano direttamente con i propri consumatori o potenziali acquirenti. 

Il canale online, inoltre, ha raggiunto picchi mai visti prima anche con i virtual tastings o i webinar che sono diventati popolari in tempo di quarantena, dove molte aziende hanno aperto le loro porte in maniera digitale per fare una sorta di "visite guidate" sul web. 

L'emergenza che abbiamo vissuto ci ha costretto a vivere con molte restrizioni, con il pensiero della salute al primo posto. Questo ha cambiato le abitudini dei consumatori in base alla loro situazione economica. I vini che più hanno incrementato le loro vendite sono quelli che si collocavano nella fascia di prezzo dai 20$ ai 25$, con un aumento del 33% di vino da tavola importato, principalmente italiano. Se pensavi di esportare i tuoi vini negli Stati Uniti, questo potrebbe essere il periodo giusto!

Per quanto riguarda i canali on-trade negli Stati Uniti, la riapertura è tuttora fragile, ed è ancora difficile strabilire quanto da Stato a Stato. Sicuramente saranno privilegiati i canali di delivery e si attueranno diverse strategie per attrarre i clienti, che saranno soprattutto quelli giovani che aderiranno alle consumazioni, ma in spazi aperti e sicuri.

Tuttavia, per il futuro le previsioni fatte attestano una continuità nell'uso dell'online, abitudine destinata a rimanere nel tempo. Staremo a vedere.