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Export Lunedi 21 Dicembre 2020

Ecco come la pandemia influenza i consumi di bevande alcoliche

Uno studio segnala il trend positivo di consumi di alcol in USA, Cina e UK. Frena l’Italia.

di Giovanna Romeo

Cambia la nostra quotidianità, cambiano i consumi e anche il vino non fa eccezione. L’impatto della pandemia a livello globale ha modificato i trend del beverage sia per le chiusure diversificate da stato a stato, sia per i consumi casalinghi.

L’International Wines and Spirits Record, IWSR, tra i più accreditati istituti specializzati in ricerche ed analisi di settore, in uno specifico report relativo agli andamenti e ai consumi di alcol nel mondo, realizzato con il contributo di Wine Intelligence, evidenzia come nei mesi di agosto e settembre 2020, periodo Covid 19, nei 10 mercati di riferimento sia variato il consumo di alcol rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente.

Gli andamenti, molto diversi a seconda delle aree geografiche, hanno visto ad esempio, in pieno duello elettorale Trump – Biden, un incremento dei consumi in US. Stessa sorte per Cina e UK, mentre si rileva un calo generalizzato in Giappone e in Europa continentale.

Se negli Stati Uniti il consumo di alcol cresce del 20%, la Russia vede una contrazione del 15%. La Cina, invece, i cui dati sono riferiti però solo ad alcune città, cresce del 14% così come la Gran Bretagna con un + 4%, malgrado l’impennata di casi Covid 19 e le chiusure generalizzate. Tutto questo nonostante il mese di agosto in Gran Bretagna sia stato tra i migliori, grazie al programma di sostegno “eat out to help out” avviato dal governo di Boris Johnson.

Rimangono invariati i consumi in Brasile, mentre Giappone e Francia, in lieve flessione, perdono solo l’1%.

Battute d’arresto più evidenti per Germania e Italia che riducono i consumi rispettivamente del 3 e 4%, anche se entrambe, nei mesi estivi, hanno goduto di una certa libertà e di un cauto ottimismo con una buona frequentazione dei locali e un moderato turismo locale.

Fanalino di coda la Spagna che registra un -8%. Qui i picchi di casi di Covid 19 hanno portato ad uno stato di emergenza terminato il 20 giugno. Nel frattempo, nel mese di agosto, complice il crollo del turismo, il comparto vino ha evidenziato tutta la sua debolezza con ulteriori perdite.

Contesti difficili in cui i consumatori si abitueranno a bere a casa acquistando, probabilmente on line, le bottiglie preferite.