IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Export

Trova le informazioni per approfondire la conoscenza dei mercati internazionali e per sviluppare un business vincente. Troverai una suddivisione per zona geografica.

Export Lunedi 22 Marzo 2021

USA e UE: dazi sospesi temporaneamente in attesa di un accordo duraturo

Il parere di alcuni importatori sulla decisione presa dal presidente Biden e Ursula von der Leyen, su risvolti futuri sui prezzi e sulla reazione del mercato in uno scenario in completa e veloce evoluzione.

di Agnese Ceschi

Gli Stati Uniti e l'Europa sospendono temporaneamente le tariffe su alcol, cibo e aeroplani in attesa di trovare una soluzione negoziata a una disputa di lunga data sui sussidi dati ad Airbus e Boeing. Un segnale molto positivo per la cooperazione internazionale tra Europa e Stati Uniti, che sicuramente è stata favorita dalla nuova amministrazione Biden. 

Con questa decisione il presidente USA Joe Biden e Ursula von der Leyen hanno concordato di mettere una pausa temporanea alla decisione autorizzata dall'Organizzazione mondiale del commercio ad imporsi dazi a vicenda come parte di due controversie parallele, iniziate quasi due decenni fa, sui sussidi che i governi hanno dato ad Airbus e Boeing. L'Unione Europea aveva imposto dazi su circa 4 miliardi di dollari di prodotti americani, mentre gli Stati Uniti avevano imposto dazi su 7,5 miliardi di dollari di merci europee.

Il Distilled Spirits Council, un gruppo commerciale che rappresenta l'industria dei liquori, ha definito la decisione "una svolta promettente nella disputa commerciale di lunga data sui sussidi agli aeromobili civili, che ha lasciato molta distruzione al settore degli alcolici sulla sua scia”. L'accordo sospenderebbe un dazio del 25% imposto dall'Europa su rum, brandy e vodka americani, nonché un dazio del 25% imposto dagli Stati Uniti su liquori provenienti da Germania, Francia, Irlanda, Italia e Spagna.

Abbiamo chiesto a due importanti importatori italo-americani cosa pensano di questa decisione. 

“La notizia della sospensione delle tariffe arriva in momento molto importante per il mercato americano” spiega Nunzio Castaldo, Presidente Panebianco Wines Import. “In molti Stati i casi di Covid-19 stanno gradualmente diminuendo, le produzioni delle vaccinazioni stanno aumentando sempre di più e si prospetta concretamente la copertura di almeno l’85% dell’intera popolazione entro la fine del mese di giugno. Io penso che questo clima di ottimismo inciterà maggiormente i consumatori ad uscire, a celebrare e a frequentare i ristoranti con più tranquillità”. 

“Questo nuovo scenario ci fa tornare a quella che per noi è sempre stata una stimolante ma libera concorrenza. Più in generale sul prodotto italiano non abbiamo percepito impatto reale a fronte della notizia, avendo già assistito un anno fa circa alla decadenza dei dazi sui vini. Ma, questo ritorno ad uno scenario normale riapre la porta ai super alcolici di nicchia, unica categoria rimasta penalizzata se di origine italiana” ci racconta Tara Empson, CEO di Empson USA.

Senza dubbio in questo processo è stata cruciale la capacità dell'amministrazione Biden di ricostruire il rapporto dell'America con l'Europa, che i funzionari statunitensi considerano cruciale per il raggiungimento di altri obiettivi commerciali e di politica estera. "Finalmente, stiamo uscendo dalla guerra commerciale tra gli Stati Uniti e l'Europa, che ha creato solo dei perdenti", ha detto su Twitter Bruno Le Maire, il ministro delle finanze francese. Ha aggiunto che sarebbe stato levato un peso per i viticoltori francesi, le cui vendite sono state colpite da forti tariffe di ritorsione che l'amministrazione Trump ha imposto sulle importazioni negli Stati Uniti. “Credo che i vini francesi sono stati i più penalizzati in assoluto, i vini europei di fascia medio/bassa ancor di più. I vini costosi e grandi nomi (es. Chateaux) hanno percepito in maniera inferiore l’impatto dei dazi data l’esclusività del prodotto, ma per vini in cui il price point è stato il tratto distintivo l’impatto è stato devastante” continua Tara Empson. 

Ed i vini italiani? “Fino all’arrivo del Covid-19 negli USA i vini italiani erano sempre di più in aumento. Infatti il costo medio dei vini italiani importati, rispetto a quelli francesi, ha riscontrato un notevole balzo in avanti confermando anche l’effetto premium dei nostri vini. Comunque, io credo che si debba fare ora più di prima gruppo e comparto per consolidare e raffermare il prodotto made in Italy” aggiunge Nunzio Castaldo. 

Cosa succederà dunque ora ai prezzi dei vini europei? “Io credo che prima che il mercato benefici degli assestamenti dei nuovi prezzi, causati da questa decisione, dovranno passare almeno un tre o quattro mesi. Il tempo di smaltire i vecchi inventari acquistati con le tariffe alterate” continua Castaldo. “Stiamo per assistere ad un ribasso dei prezzi. Ci aspettiamo per altro un ambiente più competitivo e notevoli benefici per chi, fino ad oggi, tra gli importatori e i distributori ha assorbito in parte l’impatto dei dazi. Il grande ritorno dei francesi implicherà anche più disponibilità e scelta di prodotti, a prezzi che negli ultimi anni si erano potuti permettere in pochi” spiega Tara Empson. 

Difficile capire ad oggi se questa situazione temporanea sia destinata a durare, ma sicuramente quello che si percepisce è la volontà di trovare un accordo stabile e duraturo nel tempo da parte delle due parti. "Tutto dipenderà dai nuovi equilibri politici, economici e, sono certa anche sanitari” conclude Tara Empson. “Si spera che questa situazione abbia insegnato che assieme si può sperare di mantenere un equilibrio. Auspico che si possa arrivare ad una maggiore coesione politica e sociale in un momento così delicato su molteplici fronti”. 

“La sospensione è molto breve e non fa rimanere tranquillo nessuno. Alla fine se non riusciranno a generare un accordo saremo tutti noi della filiera a pagarne le conseguenze. Nonostante ciò io rimango estremante ottimista perché confido nella nuova classe dirigenziale” fa eco Nunzio Castaldo.