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Export Lunedi 02 Maggio 2022

Vino, report Ismea 2021: anno d’oro per l’export

L’export di vino italiano non aveva mai raggiunto queste cifre, crescite consistenti sia sul 2020 che sul 2019, anno pre-pandemico.

di Emanuele Fiorio

L’ultimo report di Ismea datato Aprile 2022, presenta una serie di dati che definiscono i principali risultati della filiera vitivinicola nell’anno appena trascorso, il 2021.

Andremo a concentrarci sui dati relativi all’export di vino italiano, ma prima diamo una occhiata al panorama generale del comparto vino tricolore.

Da questa analisi emerge che le imprese viticole sono 310mila su 674mila ettari di superficie agricola. Tra queste aziende, 46mila sono vinificatrici. Il settore fattura nel complesso 13 miliardi di euro grazie ad una produzione in volume di 50 milioni di ettolitri (+3% sul 2020).
Il consumo pro-capite in Italia si attesta a 40,5 litri/anno, crescono le vendite in GDO (+5%) ma è l’export che traina il settore con una crescita in valore del +12,4% per 7,11 miliardi di euro ed un aumento in volume del +7,3% (22,2 milioni di ettolitri).

Ed è proprio a causa della rilevanza che hanno le esportazioni per il settore vino che andremo a concentrare la nostra attenzione su questo aspetto.

L’export di vino italiano ha una grande importanza anche per l’intero settore agroalimentare italiano, dato che rappresenta il 14% del totale. Lo conferma il fatto che la crescita in valore (+12,4%) delle esportazioni di vino nel 2021 ha superato quella dell’agroalimentare nel suo complesso (+11%).

Il saldo della bilancia commerciale del 2021 rispetto all’anno precedente è nettamente positivo per quanto riguarda il volume (+0,9%) ma soprattutto in riferimento al valore (+11,1%). Questa crescita in valore non è legata solo all’ultimo anno ma rappresenta un trend in crescita costante dal 2012 ad oggi, l’unica eccezione è relativa al 2020 in cui si è verificata una leggera flessione rispetto al 2019 a causa delle problematiche provocate dalla pandemia.

I vini DOP trainano la crescita export con un incremento del 12,7% in volume e del 15,8% in valore, mentre i vini comuni perdono terreno con una flessione del -31,2% in volume e del -4,3% in valore.

Il podio dei principali Paesi clienti del vino italiano è presidiato da (in ordine decrescente) Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Balza all’occhio la straordinaria crescita sia in volume (+16,6%) che in valore del mercato USA (+18,4%).
La Germania, destinazione export numero uno per quanto riguarda i volumi, cresce molto poco (+0,4%) con risultati migliori sul fronte del valore (+5,8%). Il Regno Unito si piazza al terzo posto con una crescita dell’1,5% in volume e del 5,1% in valore.

Tre Paesi in particolare regalano crescite consistenti dell’export in valore: Belgio (+22,5%), Cina (29,2%) e Corea del Sud (75,5%). 
I risultati dell’export di vino italiano in valore in Russia (+18,4%) ed Ucraina (+30,1%) dimostrano le potenzialità di questi due mercati, azzerate però dalla grave situazione causata dal conflitto armato che coinvolge i due Paesi confinanti.

Per quanto riguarda l’import, i dati sono nettamente positivi con una crescita generale del +82,9% in volume e del +39,2% in valore. 
I nostri principali fornitori di vino sono Francia, Spagna e Portogallo. La Francia primeggia nell’import in valore (+50,7%) mentre la Spagna compie un balzo rispetto al 2020 (+107,3%) per quanto riguarda i volumi ed è saldamente al primo posto.
Il dato che sorprende maggiormente è l’exploit del Sudafrica che nel 2021 è divenuto il nostro quinto fornitore con una crescita in volume del +1140,4% ed in valore del +585,8%.