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In call con il direttore di Wine Meridian Mercoledi 10 Febbraio 2021

Masi: Wine Experience e trasparenza, sempre più strategiche nel futuro del vino

Anche nel cosiddetto "new normal" sarà sempre più essenziale l’esperienza diretta dei consumatori al fine di farli vivere il vino nei suoi molteplici elementi e la credibilità di un’impresa sarà fortemente legata alla sua capacità di essere trasparente.

di Fabio Piccoli

Federico Girotto (amministratore delegato ) e Sandro Boscaini Presidente

Che Masi Agricola sia un’impresa del vino moderna, evoluta, che spesso ha anticipato i tempi, lo testimonia anche la nostra intervista “doppia” che ha visto coinvolti sia il presidente Sandro Boscaini che l’amministratore delegato Federico Girotto. Non è quindi un caso che il noto gruppo di Sant’Ambrogio di Valpolicella, sia stata una delle prime realtà, a seguito del gruppo Italian Wine Brands, ad “accettare” la sfida della Borsa.

Questa spinta all’innovazione, all’organizzazione aziendale moderna è da sempre un marchio di fabbrica di Masi Agricola ed è senza dubbio il frutto dell’impostazione imprenditoriale del suo titolare storico, Sandro Boscaini.

Conosco Sandro Boscaini da tanti anni e in lui ho sempre riconosciuto la capacità di coniugare lo spirito di impresa famigliare, fortemente legata al territorio di produzione, ad una visione contemporanea, aperta che l’ha portata, ad esempio, ad essere anche una delle pochissime realtà del vino italiane ad aprirsi ad investimenti all’estero (Masi Tupungato in Argentina).

Ascoltare, quindi, in questa fase così complessa e particolare, Boscaini e Girotto significa poter avere una visione assolutamente “internazionale” dei mercati del vino e, al tempo stesso, comprendere meglio come questi si stanno trasformando.

La forza di un’azienda, però, la si misura a partire dalla sua capacità di garantire, innanzitutto, la sua struttura.

 

“Abbiamo adottato fin da subito - spiega Federico Girotto - dei protocolli Covid molto rigidi perché la nostra prima preoccupazione è stata quella di tutelare la salute dei nostri dipendenti. Abbiamo, su questo fronte, attivato anche un’assicurazione per supportare il nostro organico e ovviamente ci siamo organizzati attraverso l’utilizzo dello smart working. Abbiamo anche utilizzato gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione) dove possibile”.

Anche in queste parole di Girotto, lo stile della Masi, che testimonia come l’essere in Borsa non è “solo” una scelta strategica dal punto di vista finanziario ma impone alle imprese un nuovo modello di relazione con i propri azionisti, all’insegna della chiarezza dei dati e della trasparenza.

Sempre con la medesima trasparenza Girotto spiega come la pandemia abbia inevitabilmente ritardato la partenza di alcuni importanti progetti del Gruppo in Germania e negli Usa. In particolare a Monaco, nei mesi scorsi si sarebbe dovuta aprire la sede della Masi Wine Experience:”Ma si tratta solo di uno spostamento di data vista l’attuale situazione di stallo dell’Horeca in tutto il mondo”, ci tiene a sottolineare l’ad di Masi Agricola.

Nel frattempo, comunque, la Masi non è certo rimasta ferma e, in particolare, ha sviluppato ulteriormente la sua “wine platform” ( https://www.wineplatform.it/masiagricola ) una delle più interessanti sul fronte della vendita aziendale dei vini online.

Sicuramente il tema della Wine Experience è uno dei fronti nei quali la Masi è attiva da numerosi anni “nella consapevolezza che il rapporto diretto con i clienti finali - sottolinea Girotto - sarà sempre di più un fattore determinante per le imprese del vino, sia dal punto di vista delle vendite  ma anche, e soprattutto, della comunicazione”.

Ma qual è finora il bilancio per Masi Agricola?

“Visti i primi nove mesi, penso sia immaginabile aspettarsi un calo - spiega Sandro Boscaini -  da ascrivere in gran parte alla chiusura dei duty free dove, come è noto, il nostro Gruppo è da tempo un brand leader. Abbiamo avuto un’ottima tenuta sui canali monopolistici e pertanto complessivamente non possiamo considerare l’anno appena passato completamente negativo, anche se è indubbio che l’impatto della pandemia sul canale horeca è stato estremamente grave”.

E dall’osservatorio Masi come viene visto il cosiddetto new normal del dopo pandemia?

“Innanzitutto va sottolineato - risponde Boscaini - che il tanto preoccupante calo dei consumi di vino non si è realizzato e anzi i dati dello scorso anno testimoniano una sorta di rinnovato interesse dei consumatori a livello mondiale nei suoi confronti. E’ chiaro che il vero nodo per capire meglio la cosiddetta nuova normalità sarà la ripartenza del turismo. Il turismo, infatti, è un fattore chiave anche per il nostro comparto. Basti pensare, per rimanere vicino a casa nostra, l’impatto del blocco del turismo in una città come Venezia che per lunghi mesi del 2020 è apparsa deserta come mai avvenuto nel passato. Nella ripartenza del turismo abbiamo il principale punto interrogativo. Cosa faranno le persone nel mondo quando finalmente torneranno ad essere libere di muoversi? Se dovessimo guardare a cosa è successo l’estate scorsa, quando la situazione pandemica sembrava quasi sotto controllo, dovremmo dichiararci assolutamente ottimisti. Io penso, quindi, che il desiderio del viaggiare, del mangiare fuori casa saranno caratteristiche che ritroveremo anche nel dopo pandemia, e forse, almeno nella prima fase, in modalità ancor più forte”. “Forse - prosegue Boscaini - potremmo osservare alcuni ridimensionamento nel pranzo fuori casa dal momento che molti si stanno abituando allo smart working e ne stanno acquisendo anche alcuni aspetti positivi”.

 

La Masi è da sempre una delle realtà più dinamiche del nostro Paese, ma altrettanto non si può dire, purtroppo, di tante altre imprese del vino italiane.

“In effetti, purtroppo - spiega Sandro Boscaini - non tutte le aziende vitivinicole del nostro Paese sono state in grado di sfruttare il momento magico di cui il nostro settore ha potuto beneficiare per oltre un ventennio. Molte hanno perso il “treno della modernizzazione” e questa grave pandemia sta mettendo a nudo molti dei limiti del nostro comparto”.

Secondo Sandro Boscaini, anche nella veste di presidente di Federvini, l’eccessiva frammentazione della struttura produttiva italiana non ha sicuramente agevolato questo processo di modernizzazione imprenditoriale. “Va però sottolineato, con onestà - evidenzia Boscaini - che molte aziende hanno scelto di non strutturarsi per rimanere con un status di azienda agricola e godere così dei relativi vantaggi anche sul fronte fiscale. Ovviamente una scelta legittima e per certi aspetti comprensibile ma è indubbio che questo ha limitato notevolmente lo sviluppo imprenditoriale e manageriale di molte nostre realtà produttive”.

Infine, non poteva mancare una domanda specifica dedicata al ruolo delle denominazioni in una fase così rivoluzionaria.

“Che le denominazioni possano avere un ruolo sempre più importante per le nostre imprese è fuor di dubbio - spiega Boscaini - ma non possiamo però negare che allo stato attuale oltre l’80% dei nostri brand territoriali sono anonimi, semi sconosciuti. Non sono, infatti, più di 15-20 le denominazioni italiane che hanno una notorietà a livello internazionale. Pretendere di promuovere circa 550 denominazioni italiane nel mondo è non solo un’illusione ma già da tempo questo sta drenando un mare di risorse che potrebbero essere maggiormente focalizzate in quei brand territoriali che hanno reali potenzialità di sviluppo e che sono concretamente riconosciute e utilizzate dai produttori”.

E sul fronte sostenibilità quale è la posizione di Masi Agricola?

“Siamo assolutamente convinti sull’importanza della sostenibilità e non a caso da tempo abbiamo avviato il nostro progetto Masi Green che affronta questa tematica a 360 gradi dalla vigna alla cantina. Ma proprio in questi giorni pensavo come il nostro spirito “sostenibile” si dimostra nella maniera più concreta guardando la nostra storia. Il prossimo anno, infatti, festeggeremo 250 anni (l’azienda è stata fondata nel 1772!). Sarebbe potuta durare così a lungo un’azienda se non fosse stata sostenibile da sempre, sia sul fronte ambientale ma anche sociale garantendo un indotto positivo in tutti i territori in cui è presente?”.

Osservazione interessante presidente Boscaini.

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