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Il mercato italiano continua ad essere strategico per il nostro settore vitivinicolo. E nonostante la vocazione internazionale di Wine Meridian da sempre il nostro magazine ha tenuto i riflettori accesi anche sul mercato italiano che rappresenta uno sbocco fondamentale per il vino del nostro Paese. Di questo importante mercato vogliamo raccontare sia le dinamiche economiche ma anche le evoluzioni dei fabbisogni dei consumatori del nostro Paese.
Mercato Italia Giovedi 01 Aprile 2021

Enotecari, gli anticipatori di tendenze

Intervista a Francesco Bonfio, presidente dell'Associazione Enotecari Professionisti Italiani.

di Redazione Wine Meridian

AEPI è l’associazione di categoria che rappresenta coloro che a vario titolo operano nel mondo del vino nel ruolo di enotecari, principalmente nella gestione di enoteche e enoìteche o winebar ma anche esercitando la libera professione di consulenti, periti, organizzatori di eventi, di corsi di degustazione, redattori di carte dei vini, esperti specializzati nel settore del vino, dei prodotti alcolici e degli spiriti. Nata nel 2016, offre servizi ai membri, si occupa di vigilare sul rispetto dello statuto e opera al fine di valorizzare la professione di enotecario ed il suo ruolo nella filiera del vino, perché valori come la cura per il cliente ed il rispetto per il produttore emergano sempre rispetto all’appiattimento del gusto, delle mode e della massificazione.

Abbiamo intervistato Francesco Bonfio, Presidente di AEPI, Associazione Enotecari Professionisti Italiani:

Dal vostro osservatorio quale è stato (ed è) l’impatto della pandemia all’interno del circuito di enoteche che rappresentate?
Dalla sera alla mattina (9 marzo 2020 lockdown generale) abbiamo dovuto fare i conti con l'azzeramento della nostra attività. Il cittadino non poteva più girare per strada, non c’erano più turisti, bar e ristoranti dovevano restare chiusi. Tempo qualche giorno e le enoteche che fanno vendita al dettaglio (e non somministrazione) si sono avvalse del fatto di essere incluse fra le attività che potevano restare aperte in quanto equiparate agli alimentari. Hanno avuto la capacità di organizzarsi rapidamente su diversi fronti:

  • presidiando il territorio e contribuendo a mitigare quell’aspetto psicologico di scoramento che aveva preso l’intera cittadinanza;
  • garantendo il servizio a quei pochi che giravano per strada e consegnando a domicilio, anche grazie al potenziamento dei servizi e-commerce;
  • implementando la presenza sui social.

 

Certamente il dato economico finale è stato negativo ma invece di fare -100% i danni si sono limitati ad un -60, -40, -20% periodo su periodo, alcuni sono riusciti perfino a non avere il segno meno. Poco da fare purtroppo per le enoteche che fanno la mescita ed i winebar che pur facendo un po’ di consegne a domicilio, hanno rivisto un po’ di luce solo con le riaperture estive. Con l’autunno, pur senza il lockdown generale, la tendenza è stata stazionaria, un certo impatto positivo si è verificato in dicembre mentre nei primi tre mesi del 2021 la situazione sembra leggermente tendente al negativo.


Come si sono evolute le enoteche in quest’ultimo decennio? (sia in termini di portfolio prodotti che di impostazione vendita)
Le enoteche si sono sempre contraddistinte per essere anticipatrici di tendenze, pertanto oggi vediamo che progressivamente l’assortimento si è affinato come risultato della ricerca continua di nuovi produttori, nuovi vini, nuove denominazioni. Contemporaneamente è cresciuta l'attenzione, la consapevolezza e la curiosità del consumatore. Le grandi aziende, dopo essersi fatte conoscere negli ultimi decenni, hanno scelto di essere presenti sul mercato in modo più massiccio e di privilegiare i mercati di esportazione rispetto a quelli domestici. Viceversa le enoteche oggi propongono vini meno conosciuti dal grande pubblico ma attentamente selezionati dall’enotecario e per questo fatto è anche cresciuta la stima e l’affidabilità dell’enotecario. Il cliente che vuole provare qualcosa di inedito cerca un professionista che gli spieghi il vino, glielo racconti e glielo comunichi bene ed in questo trova soddisfazione.

Perché le aziende del vino dovrebbero continuare a credere nel canale delle enoteche?
Non ne farei un obbligo. D’altronde certe aziende di grandi dimensioni e con prodotti adatti al pubblico di massa non devono credere per forza nel canale delle enoteche. Chi ha certe dimensioni ha dei canali per farsi conoscere dal grande pubblico e non ha certo bisogno delle enoteche che rappresentano un canale di nicchia. Il ruolo delle enoteche è insostituibile per farsi conoscere a un classe di appassionati curiosi, disposti al nuovo, interessati molto alla qualità dentro alla bottiglia più che al nome che porta. In soldoni proporrà il suo vino alle enoteche quel produttore che vuole un ambasciatore, credibile, affidabile, preparato, stimato che divulghi al consumatore con capacità e semplicità quel determinato vino e le sensazioni che può regalare.

Quali i principali obiettivi della vostra associazione? 
Siamo un’associazione di professionisti iscritta nell’apposito elenco pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico e rilasciamo agli associati l’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi resi alla clientela, ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n° 4. Quindi garantiamo al consumatore una professionalità, una continuo aggiornamento, il rispetto di un codice deontologico non solo perché previsto dalla legge ma anche perché lo vogliamo noi, per distinguerci da altri enotecari. L’associazione offre servizi ai membri, si occupa di vigilare sul rispetto dello statuto e opera al fine di valorizzare la professione di enotecario e il suo ruolo nella filiera del vino.

Se dovesse disegnare l’identikit dell’enotecario ideale del futuro, quali le principali caratteristiche?
L’enotecario come oggi lo conosciamo, nasce agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso. Un appassionato che conosce il vino, lo sa valutare e valorizzare, che ha solide radici ed è molto attento a quanto si affaccia sul mercato, che utilizza la tecnologia e ne trae beneficio per semplificare e velocizzare i lavori manuali e ripetitivi. E’ consapevole che nulla sostituirà la sensibilità, la cura, l’attenzione per il cliente, il rispetto per il produttore e si adopera perché questi valori siano sempre predominanti rispetto all’appiattimento del gusto, delle mode, della massificazione.

L’e-commerce ha registrato una grande evoluzione in quest’ultimo anno, come si pone il sistema enoteche verso questo canale di vendita innovativo?
Le enoteche non potranno fare a meno di affiancare alla vendita tradizionale il canale elettronico. Questo consente di allargare la propria clientela che per geografia difficilmente potrebbe entrare nella tua enoteca. Inoltre il commercio elettronico rappresenta per l’enotecario un servizio in più che offre alla clientela già acquisita, nel caso non possa accedere fisicamente all’enoteca. Infine, il sito web, oltre ad includere l’elenco dei vini disponibili, permette di presentarsi alla clientela dell’intero pianeta e di comunicare con essa facendo anche scaturire la curiosità e la voglia di visitarla fisicamente.