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Mercato Italia Mercoledi 07 Settembre 2022

Vendemmia, deficit manodopera: corsa alla meccanizzazione

La mancanza di manodopera per la vendemmia è un problema strutturale, molte aziende stanno investendo in vendemmiatrici meccaniche.

di Emanuele Fiorio

La mancanza di manodopera per la vendemmia è un problema che attanaglia l’intero settore vitivinicolo e che quest’anno, terminate le restrizioni dovute alla pandemia, emerge come sempre più evidente e strutturale.

Il problema riguarda sia i giovani che i pensionati che per tanti anni hanno rappresentato lo zoccolo duro tra i filari, gli anziani sono andati in esaurimento ed i giovani sembrano preferire altri impieghi.

Dario Ermacora dell’omonima azienda vitivinicola situata sui Colli Orientali del Friuli (Ipplis di Premariacco) ne è testimone: “Abbiamo cominciato a cercare persone disponibili con largo anticipo, ma purtroppo non si trovano. D’altra parte, vista l’annata contraddistinta dalla grande siccità, la raccolta dell’uva non potrà essere esclusivamente meccanica e abbiamo assolutamente bisogno di manodopera”.

In Trentino si inizia ad entrare nel vivo della vendemmia 2022, per Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti, la situazione è molto preoccupante: “si fa sempre più fatica a reperire persone disposte a venire in campagna a lavorare. E questo vale per gli italiani, come per i cittadini europei ed extracomunitari”.

Situazione simile in Toscana, ed in particolare in Maremma dove  la vendemmia soprattutto per le uve bianche, deve essere fatta a mano.
Come evidenzia Claudio Capecchi, presidente della Cia, “L’offerta di manodopera scarseggia, perché la pesantezza del lavoro induce molti a rinunciarvi e magari ad accontentarsi del reddito di cittadinanza. C’è poi un problema strutturale in quanto quella della raccolta è un’attività che richiede un certa dinamicità, ovvero impiego di molto personale in un tempo ristretto. Infine c’è troppo burocrazia, servirebbe più elasticità nelle assunzioni, pur nel rispetto delle regole. I voucher potevano essere una soluzione, ma c’è chi ne ha abusato".

Per correre ai ripari, molte aziende vitivinicole hanno investito nell’acquisto di vendemmiatrici meccaniche, come rileva la CIA - Agricoltori Italiani di Alessandria, la mancanza di manodopera è un problema che le aziende si sono trovate a fronteggiare negli ultimi anni, acuito dalle restrizioni dovute alla pandemia (in particolare, nel 2020 il divieto di circolare oltre confine ha spopolato i vigneti dal personale straniero).

Negli anni la meccanizzazione si è resa indispensabile secondo Gabriele Gaggino di Tenuta Gaggino a Ovada e presidente di Zona Cia Ovada: “perché la reperibilità di personale è sempre minore ma anche per un altro fatto molto importante da non sottovalutare: le aziende fanno sempre più fatica ad assumere per una finestra temporale breve, come la vendemmia impone, a causa della burocrazia farraginosa richiesta dal sistema. La messa in regola dovrebbe essere aiutata da strumenti più agili, come erano i voucher, altrimenti il futuro è tutto riposto nella meccanizzazione”.

Luigi Arditi, titolare della Cantina del Monferrato – Fratelli Arditi a Rosignano Monferrato descrive le difficoltà del momento attuale: “La situazione di ricerca personale è peggiorata negli anni, nessuno sembra cercare lavoro, il telefono in azienda non squilla più per questo. Inoltre, chi viene a provare lascia dopo qualche giorno di prova: forse per la fatica che la vendemmia comporta, forse per forme di sussidio come il reddito di cittadinanza, è difficile mantenere chi si propone per il lavoro nei campi. Una volta non era così. Siamo dovuti ricorrere all’acquisto di una vendemmiatrice meccanica capace di lavorare anche su forti pendenze. Spero di avere risolto il problema della manodopera almeno in vendemmia, ma saremo in difficoltà in altri momenti dell’anno per le varie lavorazioni necessarie nei vigneti». 

Altri viticoltori esprimono soddisfazione per l’acquisto di vendemmiatrici meccaniche, come Andrea Leveratto, dell’Azienda Agricola Il Colle a Cassine: «Abbiamo acquistato un nuovo mezzo che abbiamo visto in uso in Toscana, adatto per lavorare su terreni di collina. Il macchinario svolge il lavoro di oltre quindici persone e considerata la grave difficoltà a trovare personale per la vendemmia, siamo molto soddisfatti di questo investimento».