IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Venerdi 23 Luglio 2021

A Petra: quando il bello è la prima arma di accoglienza

Il racconto delle persone che ci hanno accolto nelle loro aziende facendoci capire l’importanza della relazione.

di Lavinia Furlani

Sembrerebbe troppo facile raccontare di esperienze di enoturismo quando tocchiamo aziende che hanno strutture così belle che le rendono famose in tutto il mondo. E invece è proprio qui che il fattore umano si trova a dover gestire una sfida ancora più complessa: essere all’altezza della struttura.

Già da cinque km prima la vedi, come un tempio Maya e, man mano che ti avvicini, senti salire dentro di te l’aspettativa: chissà come sarà gestita l’esperienza di enoturismo, chissà chi mi trasferirà i valori e le scelte architettoniche di una cantina così esclusiva. Ed è per questo che non è facile superare la prova accoglienza in aziende come Petra.

C’è riuscita perfettamente Elena Volyanska, referente accoglienza a Petra, che ci ha accompagnato in una visita che ha saputo convincerci sia nell’impostazione che nella relazione.

Elena ha saputo miscelare lo storytelling in modo perfetto, passando dalle informazioni sulla famiglia, alla parte di architettura, a dati tecnici ed enologici, agli aneddoti che ti rimangono impressi anche dopo qualche mese dalla visita.

In strutture cosi imponenti è fondamentale avere un approccio sobrio e pacato, come quello che lei ha avuto con noi.

Siamo noi che le abbiamo dato il ritmo, quando abbiamo fatto domande tecniche è sempre stata pronta a rispondere in modo esaustivo. Ma quando abbiamo voluto andare oltre su alcuni aspetti, lei ha bypassato senza voler per forza spiegarci tutto.

La degustazione è stata condotta da Vitaliano Tirrito, direttore export del Gruppo Terra Moretti. Conosco Vitaliano da tanti anni e credo sia uno di quei manager talentuosi che ha saputo mettere a valore un’innata capacità relazionale.

Vitaliano è un creatore di territori comuni di confronto, e riesce naturalmente a farsi ricordare. Non si fa problemi e ti mette nelle condizioni di non farti problemi, ha un approccio leggero che potrebbe talvolta essere scambiato per superficiale, ma quando è il momento di andare in profondità, lo si trova preparato e competente.

Di lui ricordo una presentazione di un vino fatta davanti ad una platea di importatori in un evento internazionale: è stato l’unico a parlare per 3 minuti di storia, emozioni, suggestioni senza dare info tecniche sul vino o sull’azienda. E, sarà forse un caso, il suo è stato il vino più apprezzato, ed in un secondo momento tutti gli importatori sono andati al desk a chiedere approfondimenti.

La cito nuovamente, ma la sua presenza fa sempre la differenza: abbiamo rivisto Paola Maffina, responsabile comunicazione del gruppo, che è stata con noi per tutta la sera.

È un segnale di grande professionalità farsi trovare sempre in prima persona e non nascondersi dietro mail e WhatsApp. Con Paola il divertimento è assicurato, nella condivisione di visioni aziendali o del sistema vino, ma anche pezzi di vita personale.

È bello trovare calore umano anche in cattedrali come Petra, che potresti aspettarti come algide o distaccate, ma che ti fanno ripartire con la voglia di tornarci.

 

I suggerimenti e le idee di accoglienza che abbiamo colto da Petra:

  • dare la possibilità di acquisto di vecchie annate nel wine shop dopo la visita;
  • in base all’orario del giorno offrire pacchetti diversi e con diversi abbinamenti food.