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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Mercoledi 07 Luglio 2021

A Villa Canestrari un team preparato e pieno di idee

Il racconto delle persone che ci hanno accolto nelle loro aziende mettendo in luce l’importanza della risorsa umana nell’enoturismo.

di Lavinia Furlani

Gino arriva in ritardo dentro al cancello di Villa Canestrari e, come se nulla fosse accaduto, troviamo Adriana ad accoglierci pronta a farci scoprire la magia di ciò che è custodito e raccolto nel Museo dell’azienda.

Adriana Franchi per me è stata una sorpresa. Una donna con un'eleganza interiore, che solo per i primi minuti appare “sulle sue”, ma più per timidezza e discrezione che per volontà di tenere le distanze. È bastato scambiare una battuta, e trovare un primo elemento di confronto per capire quanto lei sia genuina e disponibile. Per non parlare della sua risata, piena di stupore nella vita e di complicità con chi ha di fronte. La risata di chi ama il suo lavoro e lo sa vivere anche con ironia e leggerezza.

Ne ho colto molte sfumature nelle ore che ho passato in sua compagnia. Una mamma ironica e autocritica ma allo stesso tempo determinata e testarda. Un’imprenditrice attenta e informata, tosta e senza paura. Una titolare che ha lasciato emergere il team preposto e si è seduta in degustazione con noi facendo un'esperienza parallela e non dalla parte del titolare. Una padrona di casa perfetta, sempre al nostro fianco, pacata e disponibile, che ha saputo trasmetterci l’essenza della sua famiglia e dell’identità più radicata.

E quindi ben capisco perché ci sono dei clienti che a distanza di decine di anni vi mandano ancora lettere e testimonianze di affetto!

 

Francesco Bonuzzi, figlio di Adriana, e oggi immagine dell’azienda.

Francesco ha saputo prendere in mano Villa Canestrari assieme ad Adriana e con coraggio ha portato avanti un progetto ambizioso consolidandolo sui mercati internazionali. Basta guardarlo e ti viene il buonumore, ti trasmette positività. Ha una vocazione esplorativa e riesce a creare relazioni attraverso un investimento di costanza e di continua presenza sul mercato. Lui ha ben chiaro che non è facile rendersi riconoscibili e per questo ha scelto di metterci la faccia e di essere portatore sano di relazioni.

Ha un carattere molto simile a quello di sua mamma, e ci ha raccontato che talvolta interpellano una persona neutra per mediare tra i due. A questo proposito mi permetto di fare un plauso senza fine a tutte le persone che lavorano in famiglia e che riescono, pur con difficoltà, a portare avanti business ed a tutelare le relazioni di affetto. Non deve essere per nulla facile, ma quando vedi uno sguardo di ironica complicità come quelli che ho visto tra Francesco e Adriana, tutto sembra possibile e capisci perché l’elemento della famiglia contribuisce a dare valore al percepito sul prodotto vino.

 

Gaia Santerato e Vania Perlati sono le due risorse esterne alla famiglia dedicate all’accoglienza. Hanno saputo gestire i tempi alla perfezione, allestire senza che ci accorgessimo una degustazione curata al minimo dettaglio, con tanto di materiale personalizzato, di descrizione di ogni prodotto assaggiato e con gli occhi sempre vigili a controllare se mancava qualcosa. Un gioco di squadra fantastico, e allo stesso tempo una grande attenzione anche a noi ed ai nostri commenti, pronte a cogliere qualche spunto nuovo da mettere in cantiere nella loro idea di hospitality.

Le ho trovate centrate e perfettamente in sintonia con l’impostazione aziendale, capaci di essere in prima linea quando serviva ed un passo indietro quando intervenivano i titolari. Anche in questo caso mi permetto di notare che se quello dell’accoglienza è un lavoro difficile, quando devi fare una visita e hai anche il titolare che ti accompagna, l’asticella si alza e tutto diventa ancor più delicato da gestire!

 

I suggerimenti e le idee di accoglienza che abbiamo colto da Villa Canestrari:

  • Bellissima la tovaglietta che accompagna il percorso degustativo con informazioni didattiche che aiutano nella degustazione.

  • Coinvolgimento attivo dei bambini facendo creare un'etichetta personalizzata attraverso quattro semplici passaggi: disegnare, tagliare, incollare e colorare!

  • Creare dei piccoli quadri che tengono traccia delle iniziative tematiche organizzate per gruppi (amarene e cioccolato, verticali, amarene e prodotti della Lessinia) e che riportano le firme di tutti i partecipanti.