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Italian Wine Tour

Italian Wine Tour, we trust in our future: 1 mese e 5000 mila km, alla scoperta della nostra Italia del vino. Un viaggio che ci porterà ad incontrare uomini e donne del vino nel Post Covid-19.
Italian Wine Tour Martedi 11 Agosto 2020

Coppola 1489 dove è nato l'enoturismo

Da un’intuizione straordinaria di Niccolò Coppola nel 1965 nasce il primo concetto del binomio turismo e agricoltura con punto di riferimento il vino. Oggi quel binomio è sempre più tangibile e innovativo nella nota azienda salentina.

di Fabio Piccoli

Dire che è stata la Cantina nella quale il nostro camper Gino si è sentito più a suo agio potrebbe apparire scontato. 

E sì perché l’azienda Coppola 1489 a Gallipoli è l’unica azienda vitivinicola italiana inserita all’interno di un campeggio e più precisamente il bel Camping La Masseria.

Uno potrebbe pensare che si tratta di una recente scelta imprenditoriale di unire turismo e vino in uno dei territori italiani oggi più rinomati e apprezzati sia sul fronte turistico che su quello enogastronomico.

Ma in realtà il binomio vino e turismo a casa Coppola 1489 parte da molto lontano, dal 1965 quando Niccolò Coppola, il nonno degli attuali proprietari Giuseppe, Lucio e Nanni Coppola, facendo seguito al progetto discusso nella sua tesi di laurea (in ingegneria nel 1921!) avente come tema le potenzialità turistiche del Salento e la costruzione di un grande albergo, fonda  il Campeggio La Vecchia Torre, la prima struttura turistica all'aria aperta del Salento. L'insegna all'ingresso non lascia dubbi: "organizzazione turistica dell'azienda agricola Niccolò Coppola”, un primo innovativo modello di turismo rurale.

E non si tratta di un’azienda vitivinicola “messa su” tanto per vendere qualche bottiglia agli ospiti del campeggio, ma un’impresa con i fiocchi capace di produrre vini di ottima fattura, in particolare il Negroamaro che qui viene interpretato in ben sette diverse versioni.

Ma prima di arrivare ai vini ci tengo a ribadire il ruolo enoturistico di Coppola 1489 perché rappresenta, a mio parere, uno degli esempi più interessanti che, in qualche misura, ricalca il modello Napa Valley che su questo fronte è sicuramente il più avanzato a livello internazionale.

Nel 2018, infatti, la Cantina è stata totalmente incorporata all’interno delle due strutture turistiche di proprietà Coppola ed è stata realizzata una struttura moderna decisamente suggestiva che si integra perfettamente con l’area rurale e marina circostante.

Se a questo si aggiunge che sono stati realizzati anche due ristoranti di ottimo livello, il Vigneto del Gusto (più esclusivo) e il 1489 Food Pop, si riesce facilmente a comprendere come i Coppola abbiano da lungo tempo chiaro il concetto di turismo enogastronomico.

L’altro aspetto che mi preme sottolineare è la storicità dell’azienda. Qualcuno potrebbe ironizzare su quel 1489 ma vi posso garantire che è vasta la documentazione storica che certifica l’impegno delle diverse generazioni Coppola sul versante vitivinicolo.

Ma i Coppola, di origine siciliana ma trapiantati nel Salento da generazioni, potrebbero sicuramente essere oggetto di una sceneggiatura per un film (o meglio ancora per una serie tv) tante sono le attività sia in ambito produttivo che, soprattutto, culturale e artistico in cui si sono cimentati in oltre 500 anni della loro storia.

Giusto per citare due esempi, in tal senso, nel 1982 la famiglia Coppola ha donato al Comune di Gallipoli 22 preziose tele del pittore Giovanni Andrea Coppola, antenato della famiglia, nato a Gallipoli nel 1596.

Senza dimenticare Giovanni Coppola che dal 1887 al 1914 è stato direttore ed editore de “Lo Spartaco”, il più longevo organo di informazione di estrazione socialista pubblicato nel periodo precedente la prima guerra mondiale.  Abbiamo avuto la fortuna di leggere alcuni articoli di questa storica testata, grazie alla famiglia Coppola che ha voluto finanziare la ristampa anastatica dell’intera collezione, e siamo rimasti letteralmente sbalorditi dall’attualità di molti articoli, alcuni dei quali dedicati proprio al settore del vino. Tra tutti le polemiche che suscitavano già verso la fine dell’800 i prezzi troppo bassi di alcuni vini e le problematiche all’export di vini italiani verso gli Stati Uniti.

Ma veniamo al vino. Anfitrione su questo fronte è stato Giuseppe Coppola che ci ha con grande disponibilità introdotto alla Cantina di famiglia attraverso un interessante tasting nello splendido wine shop inserito all’interno della stessa. 

Di rilievo, come già evidenziato, l’impegno dell’azienda nella valorizzazione di un vitigno come il Negroamaro che in casa Coppola ha trovato un habitat decisamente creativo che si è sviluppato nella produzione di ben 7 diverse interpretazioni.

Tra queste ci hanno veramente impressionato i due metodi classico (brut e dosaggio zero, ambedue millesimati) ottenuti con il 100% di Negroamaro che testimoniano come questo vitigno possa dare risultati decisamente interessanti anche nella versione sparkling.

Ma ci hanno anche convinto il Doxi, la versione “riserva” del Negroamaro e il Patitari un Primitivo capace di abbinare potenza ed eleganza.

Risultati enologici molto interessanti frutto di una lunga storia anche in termini di competenza vitienologica iniziata, in particolare, da Carlo Antonio Coppola, uno dei figli dell’ingegnere Niccolò, che conseguì nel lontano 1947 la specializzazione in viticoltura, enologia ed aromaterìa enologica presso la Regia Scuola Enologica Umberto I di Alba. In quello stesso anno l’azienda salentina diede inizio all'imbottigliamento dei vini prodotti.

Ma anche i vigneti hanno un ruolo chiave nella qualificazione dei vini Coppola 1489. Dal Camping La Masseria si può osservare “solo” quello Patitari ma che già da un’idea precisa anche dell’originalità di questo vigneto coltivato nella sabbia a pochi metri dal mare, protetto a tramontana da uno splendido bosco di pino d’aleppo ed a scirocco da un carrubeto.

Gino lascia questo paradiso enoturistico decisamente controvoglia e se non fosse che altre aziende lo stanno attendendo probabilmente se ne sarebbe rimasto fermo nella bella piazzola de “La Masseria”. 

L’indirizzo comunque è stato ben memorizzato nel gps e il Salento non tarderà a risentire il rumore di Gino.

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