IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Giovedi 08 Luglio 2021

Il team accoglienza a Contadi Castaldi

Il racconto delle persone che ci hanno accolto nelle loro aziende mettendo in luce l’importanza della risorsa umana nell’enoturismo.

di Lavinia Furlani

Sono passati circa dieci anni dalla mia ultima visita in Contadi Castaldi. È sempre un potente impatto entrare da quel maestoso cancello. Ma il privilegio di oggi per me è stato poter ascoltare molte anime dell’azienda e poter rintracciare in ognuno di loro quel filo conduttore che crea l’universo di accoglienza Contadi Castaldi. Un'accoglienza che definirei di visione internazionale.

Andrò in ordine di “ apparizione”.

 

Matteo Loda, responsabile Hospitality. Solo il mondo del vino ha la capacità di attrarre talenti che arrivano da percorsi apparentemente lontani. Cosa c’azzecca un ingegnere con l’enoturismo? La risposta ce la fornisce lui, che ha saputo accoglierci con maestria, con l’occhio tipico di chi sa guardare ogni dettaglio e lo sa gestire con precisione. Di Matteo ho apprezzato la capacità di stare alla giusta distanza, ma in grado di far percepire la sua presenza ogni qualvolta c’è stato bisogno di lui. Solare, veloce, perspicace e in grado di creare complicità. Anche con Anna e Biagio, che ha conquistato senza che nessuno di noi se ne accorgesse…

 

Paola Maffina: responsabile comunicazione. Paola fa parte di quelle persone che con abnegazione si prodigano nel loro lavoro e con precisione portano avanti moltissime attività in contemporanea. Ci ha accolto come se fosse la prima volta e ci ha illustrato un progetto Hospitality per Contadi ambizioso e coerente. Un progetto di respiro internazionale dove l’azienda diventa un veicolo per il territorio ed un luogo da vivere senza troppi schemi.

 

Gianluca Uccelli: enologo. È lui che ci ha accompagnato nella visita e nella degustazione. Mi ha colpito per la sua ampiezza di vedute prima ancora che per la sua enorme passione. Ci ha condotto in una visita tecnica magistrale, dove ogni passaggio enunciato in cantina è poi stato ritrovato nel bicchiere. Ho invidiato quella competenza che si trasforma in esperienza emotiva che lo spinge ad essere precursore, ad avere visioni anche azzardate ma che alla lunga gli danno ragione. La sua generosità di informazioni si manifesta attraverso una continua voglia di condividere. Non solo la parte tecnica di cui è a capo, ma anche la vita aziendale e la filosofia di fondo di Contadi. Prima di trasmettere devi avere: e lui ha dentro Contadi e lo sa trasferire con maestria.

 

Piera Alberta: ci ha raggiunto per pranzo Piera, responsabile Marketing dell’azienda, da molti anni nel mondo vino e da poco parte del gruppo. Ho sempre un naturale interesse per i manager che portano professionalità in aziende diverse tra loro.

Mi ha colpito la sua modalità di ascolto di chi sta ancora studiando il contesto, ma al contempo la sua capacità di capire al volo ogni sfumatura. È interessante vedere l’approccio di chi sa fare il suo mestiere ma lo manifesta gradualmente modulandosi in base ai tempi ed ai ritmi fisiologici di ogni azienda.

 

Massimo Tuzzi: eccoli gli amati dettagli che fanno la differenza. Non era prevista la sua presenza, non era dovuta. Ma lui ha scelto di esserci e di passare per un saluto ed un breve confronto.

Già da queste cose si misurano le persone. Nutro una stima innata per Massimo e apprezzo tantissimo la sua schiettezza mai fuori luogo. Lo posso testimoniare in prima persona, avendo avuto modo di collaborare con lui su un progetto dove lui ha sempre manifestato con franchezza e coraggio il suo pensiero, anche quando non collimava con il mio o con quello di altri collaboratori.

Lo stimo perché fa parte dei manager “naturalmente ambiziosi” ma che mettono le mani in pasta con cognizione di causa e con lucidità di visione. Ha una velocità di pensiero che gli permette di stare su più tavoli in contemporanea, e una naturale e magnetica capacità comunicativa. C’è sempre un motivo che legittima il successo, ed in Massimo i motivi sono tanti, basta guardarlo negli occhi per capirlo. Idee chiare, capacità di lettura tra le righe, ironia e motivazione interiore. Abbiamo bisogno di persone come lui. Che sanno quello che fanno e che fanno quello che sanno.

 

 

I suggerimenti e le idee di accoglienza che abbiamo colto da Contadi Castaldi:

  • impostare degustazioni dedicate alle vecchie annate;

  • creare un concetto di accoglienza aperto che porti l’enoturista a vivere l’azienda come un luogo in cui passare del tempo di qualità e che facciano da volano per il territorio;

  • poter fare visite improntate sullo storytelling tecnico.