IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Italian Wine Tour

Italian Wine Tour: 6 settimane, 90 aziende e 7000km in camper alla scoperta della nostra Italia del vino con focus l'Hospitality. Un viaggio che ci porterà a scoprire i servizi enoturistici e le risorse umane delle cantine italiane che hanno fatto dell'accoglienza un asset strategico della loro azienda.
Italian Wine Tour Lunedi 10 Agosto 2020

Quando le persone sanno valorizzare i territori del vino

Stiamo visitando le ultime aziende del nostro Italian Wine tour e continua il mio viaggio tra le risorse umane che abitano il mondo del vino.

di Lavinia Furlani

Come sempre nei miei incontri cerco di isolare il contesto aziendale e rintracciare il valore singolare di uomini e donne prima della loro funzione all’interno dell’azienda. 

Mi porto via emozioni, sogni, fatiche, visioni. Ed è per questo che mi sento sempre diversa. 

Ormai lo sapete che durante le visite ci lasciamo ispirare dalle carte di The Wine Village, il nostro nuovo progetto legato allo sviluppo delle competenze nel mondo del vino e che parte dal presupposto che siamo tutti abitanti di un villaggio con ruoli e funzioni diverse e con una simbologia radicata in noi e nelle nostre storie di vita.

Oggi vi racconto che cosa ho imparato da chi ho incontrato in due aziende che sono state da noi in formazione e che ci hanno fatto vedere in modo tangibile i valori in cui credono. 

 

Che cosa ho imparato da Francesca Poggio de Il poggio di Gavi 

La visita a Francesca fa parte delle deviazioni folli che abbiamo chiesto a Gino e che non erano programmate: mi ha colpito il suo messaggio quando ha saputo che saremmo arrivati a 100km dalla sua azienda e ci ha proposto non tanto la visita della sua cantina, ma quanto di passare a cena da lei. 

Conosco Francesca da qualche anno, anche lei è transitata dalle nostre aule di WinePeople Campus e fa parte di quelle donne che non sanno cosa sia la pigrizia!

Da Francesca ho imparato prima di tutto cosa significa aprire la propria casa a degli ospiti: ha fatto fare il bagno in piscina ad Anna e Biagio ( anche se stava ancora piovendo), ha condiviso con noi la cena nella sua cucina, ci ha presentato la sua famiglia, e ci ha portato pure a conoscere sua mamma di 84 anni che stava giocando a carte con le sue tre sorelle. Uno spaccato indimenticabile di energia, quattro sorelle complici, allegre, e vitali come delle ragazzine. 

Nonostante tutti questi stimoli, Francesca ci ha dimostrato come sempre la sua più grande capacità: quella di ascoltare. Da lei ho imparato che è importante raccogliere informazioni, che è importante studiare, informarsi, conoscere per poi fare le proprie scelte aziendali. Con grande leggerezza Francesca affronta le scelte di impostazione del suo lavoro, ma è una leggerezza che arriva da tanto studio e da tante analisi. Non c’è nulla che lei decide per caso. Francesca è una imprenditrice seria e che fa della disciplina il suo mantra quotidiano.

Grazie Francesca perché mi hai insegnato come possano coesistere l’allegria con il duro lavoro, la fiducia con i momenti difficili e la visione con l’umorismo.

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Tessitore. 

 

 

Che cosa ho imparato da Silvia Mandini, Marco Profumo ed Irene Cigola di Mossi 1558.

Già parcheggiando nella loro corte si percepisce che siamo in una azienda di grande fermento, quel fermento che nasce dalla voglia di fare, di migliorare, di accreditare un territorio. Questa è la prima cosa che ho imparato da tutti loro: la naturalezza con cui desiderano valorizzare il loro territorio prima ancora della loro azienda. Ed è questo il mood con cui affrontano ogni miglioramento e che ha permesso loro di avere la visione di ciò che sarà Mossi 1558 tra un paio di anni. 

Da Marco ho imparato che quando si acquisisce una eredità importante, come in questo caso quella di una azienda storica, a prescindere che tu la abbia ricevuta da generazioni precedenti o che tu la abbia acquistata (come nel loro caso), diventa fondamentale considerarla parte di te e delle tue viscere per poter valorizzare al meglio tutti i valori. 

Quando Marco parla i suoi occhi brillano di orgoglio e di entusiasmo, senza mai esagerazione e senza nessuna mania di protagonismo, ma con quella gioia contagiosa di chi ha già capito che cosa diventerà Mossi. 

Grazie Marco per avermi trasmesso con grande generosità la tua visione e grazie soprattutto per aver tagliato per noi la tua ultima pancetta stagionata.

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Costruttore

Da Silvia ho imparato come il ruolo di una donna sia fondamentale in un’azienda del vino. Silvia ha un approccio umile, delicato, leggero, ma ha dimostrato di essere tenace e determinata come pochi. 

Silvia ha il piacere di raccontare, di spiegare i vini, di scegliere i nuovi packaging dei vini e fa tutto con grande attenzione. Non si ferma mai ed è aperta ad ogni forma di innovazione e di sperimentazione. Studia, legge, si informa, prova, riprova. E’ la classica donna che ti sorprende per energia e che ti inganna a prima vista perché sembrerebbe molto più fragile. Grazie Silvia per l’esempio che dai ad ogni donna del vino. 

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Guerriero.

Irene sembra far parte della famiglia. E questo credo sia, per le aziende del vino, l’obiettivo più alto ogni volta che si inserisce una nuova risorsa umana in azienda. 

Irene è complice e orgogliosa di ogni conquista dell’azienda e ne parla con quel trasporto che ogni manager dovrebbe avere. Ma allo stesso tempo sa stare un passo indietro senza togliere spazio alla proprietà. Quel giusto equilibrio che è rarissimo da trovare e che contribuisce a vedere team affiatati e armonici.

Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Tessitore.

 

E anche per oggi posso dire grazie a tutti coloro che ho incontrato che mi hanno tramesso e donato un pezzettino del loro lavorare nel mondo del vino. 

We trust in our future è il credo che abbiamo creato proprio grazie alle vostre testimonianze.