In Giappone nonostante l’isolamento indotto dalla pandemia e la maggior prudenza negli acquisti continuino a stimolare il consumo di vino domestico, la domanda nei locali sta registrando una crescita, grazie alla ripresa delle normali attività di ristorazione e turismo e all’organizzazione di un maggior numero di eventi culturali e sportivi, matrimoni e feste.

In questo contesto, secondo le previsioni di GlobalData (società leader nel settore delle analisi e dei dati di mercato) il mercato giapponese del vino crescerà dai 760,7 miliardi di JPY (6,9 miliardi di dollari) del 2021 ai 990,5 miliardi di JPY (10,2 miliardi di dollari) entro il 2026, registrando un CAGR del 5,4% annuo.

L’ultimo report di GlobalData – Japan Wine – Market Assessment and Forecasts to 2026 – rivela che la crescita del mercato sarà trainata principalmente dalla categoria dei vini liquorosi, che è destinata a registrare il più rapido CAGR del 7,1% nel periodo 2021-2026.

La categoria sarà seguita dal vino fermo con un CAGR del 5,5% e dal vino spumante con un CAGR del 4,9% nel periodo di previsione.

“Dato che il consumo in loco contribuisce a gran parte delle vendite di vino, la riapertura di ristoranti, bar, pub (izakaya) e club sta sostenendo le vendite complessive di vino”, ha dichiarato Bobby Verghese, Consumer Analyst di GlobalData.

Gli anziani con un elevato potere d’acquisto sono le colonne portanti del mercato giapponese. I giovani consumatori sono più inclini a consumare vino come alternativa ai distillati e alla birra durante le occasioni di socializzazione, gli incontri di lavoro, i pasti e le feste. I ristoranti di alta cucina offrono agli ospiti un servizio di sommelier per abbinare i vini al menu.

Nel 2021 i negozi specializzati di cibo e bevande sono stati il principale canale di distribuzione per il vino nel mercato giapponese. Ciò è dovuto al fatto che i giapponesi preferiscono visitare i negozi dove il personale specializzato può fornire indicazioni sulle varietà e sugli stili di vino. Gli altri canali sono ipermercati, supermercati e minimarket.

Secondo Verghese, “L’accresciuta coscienza salutistica dovuta alla pandemia, sta stimolando la domanda di vino rosso, che secondo molti studi scientifici risulta benefico per la salute, così come i vini naturali, biologici certificati e biodinamici. A differenza della generazione conservatrice Gen X, i consumatori Millennials e Gen Z stanno sperimentando nuove varietà di vino. Questi giovani consumatori stanno mettendo da parte le preferenze dei loro genitori, anche per questo i vini a basso contenuto alcolico sono destinati a guadagnare terreno nei prossimi anni“.

Tuttavia la spesa pro-capite (PCE) per il vino in Giappone è diminuita da 69,3 dollari nel 2016 a 63,4 dollari nel 2021. Pur superando il livello medio della zona Asia-Pacifico di 21,8 dollari, la spesa pro-capite giapponese per il vino è scesa al di sotto della media mondiale che si attesta a 65,3 dollari. Sempre secondo le stime di GlobalData la spesa pro-capite giapponese per il vino salirà a 94,4 dollari nel 2026.

Nel 2021 Mercian Corporation, Suntory Holdings e E. & J. Gallo Winery erano le tre aziende produttrici leader del mercato giapponese in termini di volume nel 2021, mentre Mercian, Carlo Rossi e Frontera erano i brand leader.

“Attualmente è visibile una divergenza nei comportamenti di consumo, con una domanda in aumento sia per i vini di alta gamma (Champagne e Borgogna), sia per gli spumanti a prezzi accessibili” ha evidenziato Verghese, “Inoltre, i monodose, i vini in lattina RTD e le mezze bottiglie e i quarti di vino stanno guadagnando popolarità, in linea con l’aumento delle famiglie monoparentali. Questo compromesso tra valore e volume per i consumatori e la ripresa delle attività turistiche stimoleranno l’aumento dei prezzi nel mercato del vino giapponese nei prossimi anni”.