Nel cuore di Stoccolma, in uno dei quartieri pi� esclusivi della citt�, si nasconde la cantina di Grappe Wine.
Grappe Wine � un club per privati e non solo con una caratteristica in comune, una grande passione per il vino.
Il servizio esclusivo offerto da Grappe ai suoi clienti � la possibilit� di conservare i loro vini in una cantina temperata, al riparo dalle vibrazioni.
I clienti possono anche visitare il magnifico palazzo dove si trova la cantina, godendosi il loro vino perfettamente invecchiato, cos� com’� o accompagnato da qualcosa da mangiare.
Grappe organizza anche delle degustazioni e delle presentazioni di produttori o di aree geografiche famose per la loro produzione vinicola.
Grappe ha aperto le sue porte nel 1986, a Stoccolma. � stata fondata da Carl Jan Granqvist, una celebrit� della gastronomia svedese.
Carl � stato ispirato da una persona a lui vicina, un giornalista americano appassionato di vini che aveva l’abitudine di servire un Bordeaux perfetto durante le cene che organizzava a casa sua, vino che prendeva da una cantina presente all’interno dell’abitazione.
Carl sentiva che era compito suo portare questo servizio anche nei paesi scandinavi e cos� si � messo all’opera.
Molti dei vini che si trovano in commercio oggi, hanno bisogno di almeno un altro paio d’anni di invecchiamento per poter essere gustati come dovrebbero.
Oggi, nelle grandi comunit� urbane come Stoccolma, le possibilit� di avere una cantina privata sono limitate.
Grappe conta pi� di 1200 clienti unici.
Ho deciso di visitare Grappe e ho incontrato una dei loro sommeliers, la splendida Maria Collsi��.
Abbiamo parlato di vini italiani e di altri trend presenti riconoscibili del mercato svedese.
Maria lavora da Grappe dal 2005.
� la resposabile delle degustazioni, dei tour e anche della famosa newsletter.
� stata scelta dalla Camera di Commercio svedese per valutare le bottiglie in occasione di aste ufficiali di vini d’annata, sul mercato di seconda mano.
Maria mi racconta che una porzione generosa della loro cantina � dedicata ai vini italiani, seconda soltanto alla Francia, e sono presenti vini rossi famosi come l’Amarone, il Barolo, Sassicaia e Brunello.
L’Amarone e altri vini rossi veneti sono molto popolari, rossi corposi ricchi di sapore.
Sono famosi perch�, spesso, i nuovi appassionati di vino cercano proprio questo tipo di vini.
Maria sostiene anche che vini come il Ripasso, vini associati all’idea di “appassimento”, sono molto in voga in Svezia per� si tratta di un trend che ha gi� raggiunto il suo punto pi� alto.
“Le persone si stancheranno di questa tipologia e inizieranno a guardarsi attorno. � un po’ com’� successo per il Rioja spagnolo negli anni ’90, iperpubblicizzato sul mercato svedese e questo lo ha portato ad avere una cattiva reputazione. Ora, 30 anni dopo, il Rioja sta tornando. I consumatori svedesi stanno riscoprendo i vini di quella regione.”
La popolarit� di un vino o di una regione dipende, in gran parte, da quanto offerto attraverso “Systembolaget”, il Monopolio di Stato svedese sugli alcolici.
Un esempio di tutto ci� � il Lambrusco del quale, per anni, � stata importata una versione dolce di un unico produttore di non molto alta qualit�.
Il che ha rovinato la reputazione del Lambrusco in Svezia.
Maria mi dice di aver provato altri Lambrusco, secchi, che le sono piaciuti molto quindi � evidente che molto dipende dall’offerta e dalla disponibilit� dello “Systembolaget”.

Qual � il potenziale dei vini italiani sul mercato svedese?
I vini italiani sono molto famosi in Svezia. Negli ultimi anni, la qualit� dell’offerta � migliorata in maniera considerevole.
20 anni fa, i vini italiani erano sinonimo di scarsa qualit� ma ora ci sono molti prodotti interessanti.
Alcune regioni sono molto pi� conosciute di altre ma c’� un grandissimo potenziale per tutte quelle non ancora famose in Svezia.

Cosa consiglierebbe ai produttori italiani che volessero entrare nel mercato svedese?
L’impressione � che non ci sia coordinazione tra i produttori italiani. Non c’� un’intesa comune o un’idea precisa su come pubblicizzare i prodotti italiani sul mercato internazionale e non solo.
L’Italia potrebbe prendere esempio dalla Spagna, che pubblicizza i suoi vini tutti sotto lo stesso concetto di “Vini dalla Spagna”.
“Vini dalla Spagna” organizza visite ai produttori, degustazioni e altri eventi anche molto diversi fra loro.

Maria � la vincitrice delle ultime due competizioni organizzate da “Vini dalla Spagna”, come mi dice con un umile sorriso.


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