Serena Aversano (www.serenacomunicazione.com) ha intervistato per noi Rod Phillips ( visita il suo sito) , un professore di storia e un wine writer , autore e giudice , con sede a Ottawa , in Canada . Scrive una rubrica settimanale per il vino sul principale quotidiano di Ottawa , e per altri Wines Magazine canadesi e inglesi.
E giudice in importanti concorsi enologici in Canada , e ha anche giudicato in concorsi in Italia , Francia , Cile e Nuova Zelanda .

Secondo Lei, quali sono le opportunit per un vino italiano nel mercato canadese, specialmente in Ontario e in Quebec?
I vini italiani si trovano da molto tempo sui mercati dell’Ontario e del Quebec, a partire da vini di fascia bassa fino a quelli ultra-premium. Ora, la competizione serratissima su tutti i livelli, per l’arrivo di vini provenienti da regioni del Nuovo Mondo e per un’offerta sempre pi ampia di vini premium e pi da parte di diversi paesi. Ci sono opportunit per i vini italiani e non solo ma, negli ultimi anni, i consumatori sono sempre pi attenti al valore. Questo non significa prezzo basso ma, bens, un migliore rapporto qualit/prezzo. I produttori devono mettere in risalto non solo la qualit ma anche il fatto che i consumatori stanno investendo bene le loro risorse, comprando quel vino.

Secondo lei, cosa dovrebbero fare le cantine italiane per migliorare le vendite e la posizione nei mercati del Quebec e dell’Ontario?
I produttori italiani devono convincere i consumatori della qualit e del valore del vino. Questo significa raccontare cosa c’ dietro quel vino. Non basta parlare di “posizione” e “territorio” perch lo fanno tutti e mi sembra che i consumatori siano stufi di sentire che un vino cresce grazie a questo o a quel tipo di suolo. Ancora meglio, ritengo che parlare di geografia e paesaggi, raccontare la storia di quella gente, descrivere la regione e i suoi prodotti, dia profondit culturale a un vino.

Inoltre, agli appassionati piace incontrare i produttori e i rappresentanti delle cantine. California, Nuova Zelanda, Cile Germania e Australia frequentano con regolarit le esposizioni vinicole canadesi e partecipano a Festival sul vino. L’Italia come paese spesso assente, anche se si pu incontrare qualche produttore per per conto suo.
Mi sembra anche che sempre meno giornalisti canadesi siano invitati in Italia, ultimamente. Questo significa che il vino e altri prodotti italiani riceveranno meno attenzione mediatica.

Quali sono gli errori pi grandi fatti dalle cantine italiane in questi mercati?
Non parlerei di errori ma di opportunit non colte, sulla linea di quanto detto in precedenza.

Ritiene che il Made in Italy sia un valore aggiunto in questi mercati, rispetto ai vini di altri paesi?
Ritengo che l’Italia sia qualcosa di positivo per i suoi vini, molto meglio rispetto ad altri ma non rispetto a Francia e Nuova Zelanda, per esempio.

Quali ritiene siano le regioni italiane con pi potenziale per lo sviluppo attuale e futuro?
Alcune regioni, come Toscana e Piemonte, sono molto riconosciute come anche alcune variet come Chianti, Barolo, Amarone e i “Super Toscani”. Rappresentano la maggior parte dell’offerta premium (ma anche di pi) in Ontario e in Quebec. Vini IGT/IGP sono molto popolari ma i consumatori prestano scarsa attenzione alla regione. Sicilia e Puglia sono sempre pi conosciute.
Dal mio punto di vista, regioni che hanno un grande potenziale sono le Marche, la Puglia, l’Umbria, la Sicilia e il Trentino-Alto Adige.

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