Il mercato statunitense dei vini di importazione sta subendo profonde trasformazioni negli ultimi anni, ma l�Italia rimane salda in prima posizione nella classifica dei Paesi esportatori. Lo dice una nota dell�Italian Wine & Food Institute di New York.
Se fino a pochi anni fa i vini europei dominavano le importazioni vinicole americane con Italia e Francia saldi alle prime posizioni, recentemente la situazione � cambiata. L�Europa ha visto infatti una drastica diminuzione delle quote di mercato ad eccezione dell�Italia. Nella classifica dei Paesi del mondo che esportano vino negli USA l�Italia � al primo posto seguita da Australia, Cile ed Argentina e solo dal quinto posto Francia, Spagna, Germania e Portogallo.
Questi tre paesi complessivamente raggiungono una quota del mercato di importazione di appena l�8,4%, mentre Australia, Cile ed Argentina con una quota complessiva di mercato del 44.8% che supera il 50% aggiungendo la Nuova Zelanda li superano di oltre sei volte. Questi dati confermano come i paesi dell�area australe abbiano assunto una maggiore presenza e rilevanza rispetto a quelli dell�area boreale.
Notevole incidenza nella diminuzione del volume delle importazioni dai paesi europei va tuttavia attribuita allo sfavorevole rapporto di cambio Euro-Dollaro, verificatosi negli anni passati, che ha reso meno competitivi i vini europei rispetto ai vini dei paesi non facenti parte dell�area dell�Euro.
Al di l� delle classifiche quello che risulta di particolare interesse dagli ultimi dati rilasciati dall�IWFI, � la crescente polarizzazione delle importazioni su un limitato numero di Paesi fornitori. Italia, Australia e Cile, detengono infatti oltre il 60% della quota del mercato di importazione. Quota che supera addirittura l�80% in volume ed il 79% in valore con l�aggiunta di Argentina e Francia, rispettivamente quarto e quinto paese fornitore del mercato vinicolo USA.
Cinque paesi dominano quindi, con l�80%, il mercato USA dei vini di importazione, lasciando soltanto un modesto 20% a tutti gli altri paesi produttori di vini.
La concentrazione per paesi, ed all�interno dei paesi per vini, � una conseguenza della crescente globalizzazione del mercato che tende a ridurre il numero dei fornitori e dei prodotti per potersi pi� facilmente e convenientemente concentrarsi su questi.
“In questo quadro complessivo” sottolinea il presidente dell�Italian Wine & Food Institute Lucio Caputo “acquista maggior rilievo ed importanza la posizione dell�Italia che, con il 28% in volume e il 33% in valore, detiene una ampia quota del mercato dei vini di importazione.
L�Italia � infatti riuscita ad assorbire, meglio degli altri Paesi europei, lo svantaggio di un cambio sfavorevole ed a contenere al contempo la prorompente e congiunta invasione del mercato statunitense da parte dei paesi dell�emisfero meridionale, resistendo, in particolare, all�attacco dei vini australiani che erano riusciti ad insediarne la leadership”.

senzatitolo2 19