Una delle notizie che in questi giorni ha tenuto tutto il mondo sul filo del rasoio è stata sicuramente – oltre alla pandemia – l’elezione del presidente degli Stati Uniti d’America.

 Joe Biden è diventato il 46° presidente americano avendo superato il repubblicano Trump in due Stati fondamentali come la Pennsylvania – suo Stato natale – e la Georgia.

Secondo Matthew O’Connell, responsabile degli investimenti presso l’importatore Bl Wines & Spirits: “Il risultato delle elezioni americane avrà quasi certamente un impatto materiale sul mercato del vino, con l’aspettativa che un governo Biden invertirà i dazi commerciali europei imposti da Trump”. La vittoria di Biden dovrebbe a questo punto determinare un cambio di vento per l’importazione di vino negli Stati Uniti in quanto potrebbe segnare la fine delle tariffe. 

Ma non tutto è come sembra all’apparenza e lasciarsi andare a facili deduzioni non è forse la strada migliore. Durante la campagna elettorale Biden è stato sicuramente molto critico nei confronti dei dazi di Trump, in particolare quelli imposti alla Cina, che secondo lui negativi per l’economia americana. Tuttavia, non bisogna affrettarsi a pensare che revocherà  automaticamente e unilateralmente tutte le tariffe.

Secondo Justin Gibbs direttore alle vendite e co-fondatore di Liv-ex, spiega a The Drink Business che “la guerra tariffaria con l’UE è una cosa americana, non solo una cosa di Trump. È un riequilibrio del rapporto tra Europa e America. L’Europa ha negoziato a condizioni di favore con gli Stati Uniti sin dalla seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti hanno permesso che ciò accadesse”.

La speranza per tutti noi, ovviamente, è che Biden abbia un approccio più votato al libero scambio, sia più flessibile nelle negoziazioni e nelle discussioni future di quanto Trump abbia dimostrato. Ma questo è tutto un capitolo di storia ancora da scrivere…