Secondo Bulk Wine Club, gli Stati Uniti nei primi 8 mesi del 2020 hanno visto aumentare l’export di vino sfuso mentre l’import è diminuito molto più in termini di valore (-11,3%) che di volume (-0,7%).
Il vino sfuso si consolida come la categoria di vino più esportata dagli Stati Uniti grazie alla grande domanda proveniente dal Regno Unito, mercato leader di destinazione e all’enorme incremento delle vendite verso il Canada e la Danimarca.

La bilancia commerciale del vino sfuso negli Stati Uniti (esportazioni meno importazioni) è comunque stata negativa per 20,8 milioni di dollari.

Negli ultimi 8 mesi gli Stati Uniti hanno ridotto le importazioni di vino, il prezzo medio è sceso a causa della repentina crescita di vini più accessibili: è il caso del vino sfuso, i cui acquisti sono aumentati del 6,7% in volume (+15 milioni di litri) e del 16,2% in valore (+29,6 milioni di dollari), con buoni risultati anche per il vino in formato bag-in-box, seppur con cifre molto più moderate. Da segnalare, invece, la significativa flessione degli acquisti di vini in bottiglia (fortemente penalizzati dai dazi al 25%) e di spumanti, anche se più in valore che in volume, in quanto entrambe queste due categorie hanno subito un calo di prezzo. In entrambi i casi, la Francia ha subito il maggior rallentamento a livello globale.

La crisi che i vini spumanti e i vini in bottiglia francesi stanno affrontando quest’anno nel mercato americano ha portato le vendite a concentrarsi sui vini sfusi. Gli Stati Uniti hanno così moltiplicato gli acquisti di vino sfuso francese in termini di volume (+238%, +5,1 milioni di litri), al quinto posto tra i vini importati. In termini di valore, questa crescita è stata davvero impressionante: in un solo anno, la Francia è passata da una fatturato di 5,4 milioni di dollari a 37,4 milioni di dollari (+588%), posizionandosi al terzo posto come Paese esportatore, davanti all’Australia. 
L’aumento del vino sfuso proveniente dalla Francia è avvenuto a un prezzo medio che dall’agosto 2019 è raddoppiato rispetto alla media annua (+104%), passando da 2,52 dollari al litro a ben 5,13 USD/litro. Tuttavia, questa notevole impennata del vino sfuso francese non compensa in alcun modo il già citato forte calo dei vini spumanti e dei vini in bottiglia.

Inoltre, in termini di volume, il Canada (+10,4%) e il Cile (+19%) sono chiaramente ancora una volta i principali paesi fornitori di vino sfuso degli Stati Uniti; ognuno di essi vende circa 10 milioni di litri in più rispetto alla Francia. Tuttavia, a causa di un prezzo medio di appena 22 centesimi al litro, il Canada si colloca al quinto posto in termini di valore (+0,9%), lontano dalle prime posizioni. La classifica in termini di valore è ancora una volta guidata dal Cile (-3%) e dalla Nuova Zelanda (+15,5%), seguita dalla Francia. La Nuova Zelanda è cresciuta ad un buon ritmo in termini di volume, ad un prezzo di oltre 3 dollari al litro, superiore a paesi come il Cile (79 centesimi/USD) o l’Australia (96 centesimi/USD). 

Negativa l’Argentina, le cui vendite di vino sfuso agli Stati Uniti sono crollate del 70%, passando dal quarto paese fornitore al settimo, nonostante nei primi 8 mesi del 2019, gli acquisti di vino sfuso argentino da parte degli Stati Uniti siano aumentati vertiginosamente. Per quanto riguarda gli altri fornitori: dati negativi per la Spagna e, soprattutto, per l’Italia, mentre Germania e Portogallo sono in positivo.

Per quanto riguarda le esportazioni degli USA, si rileva un calo dei vini in bottiglia (-18,1 milioni di litri), mentre cresce il vino sfuso (+18,5 milioni di litri).
Il volume complessivo del vino esportato dagli Stati Uniti (importante fornitore oltre che paese acquirente) è rimasto per lo più stabile tra gennaio e agosto 2020: ancora una volta, con oltre 240 milioni di litri.
Il vino sfuso ha guadagnato quota come principale categoria di vino esportato, aumentando del 13,4% e raggiungendo i 156,4 milioni di litri, che rappresentano il 65% del vino complessivamente esportato, mentre le vendite di vino in bottiglia negli Stati Uniti sono diminuite del 19,2% (76,7 milioni di litri). 

Lontano dai dati delle due categorie sopra citate, l‘export di vino americano in bag in box è diminuito del 17,8% (-1,1 milioni di litri), mentre lo spumante (+3%) è leggermente aumentato, di cui 824.000 litri in più sono stati scambiati.

In termini di valore, le esportazioni statunitensi sono diminuite dell’8%, pari a 831 milioni di dollari (-73 milioni di dollari in meno). Per quanto riguarda l’export, lo spumante è stata la categoria di vino che ha registrato il miglior progresso in quanto è aumentato del 36,4% (+10 milioni di USD); mentre il vino sfuso è aumentato solo dell’1% (+2 milioni di USD), in quanto è stata l’unica categoria a scendere di prezzo (-11%, da 1,38 USD/litro a 1,23). Nel frattempo il prezzo dello spumante è salito significativamente del +32%. Il fatturato del bag in box è rimasto stabile, mentre il vino in bottiglia è crollato del 12,6% (-85 milioni di USD).

Tra gennaio e agosto 2020 il Regno Unito ha acquistato il 59% del volume complessivo e il 64% del valore totale del vino sfuso esportato dagli Stati Uniti con 92,2 milioni di litri (+15%) pari a 123,3 milioni di dollari (+5%). All’interno di un mercato fortemente colpito da Brexit, il vino sfuso è la categoria di vino migliore nel 2020 e gli Stati Uniti ne hanno approfittato. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno preferito vendere vino sfuso piuttosto che vino in bottiglia al Regno Unito, dato che hanno impianti di imbottigliamento situati nel Regno Unito.

A una certa distanza dal Regno Unito, Belgio e Germania sono ancora una volta il secondo e il terzo mercato di destinazione, entrambi in crescita in termini di volume (anche se più Belgio che Germania) ma, in termini di valore, entrambi in calo del 3,5%. Canada e Danimarca sono stati i principali protagonisti della crescita globale e si collocano al quarto e quinto posto tra i mercati. Le vendite al Canada sono salite del 150% a volume e del 90% a valore, mentre quelle alla Danimarca sono cresciute del 60% a volume e del 75% a valore. Per quanto riguarda gli altri mercati di destinazione, le vendite di vino sfuso degli Stati Uniti verso il Giappone, la Francia, l’Olanda e la Polonia hanno subito una sostanziale flessione.

Dopo aver analizzato le esportazioni e le importazioni di vino sfuso da e verso gli Stati Uniti, abbiamo stabilito che la bilancia commerciale è stata negativa per 20,8 milioni di dollari, dato che gli Stati Uniti hanno speso per il vino sfuso importato 212,7 milioni di dollari ma hanno fatturato solo 192 milioni di dollari di export.