Un osservatorio sul consumatore: è l’idea promossa da Signorvino, realtà giovane e divertente che, con i suoi 15 punti vendita da Torino a Firenze e da Verona a Bologna, oggi si può permettere di osservare direttamente il consumatore finale, per poi fornire dati ai produttori ed agli operatori del settore sulle abitudini al consumo di vino in Italia. La prima veste di Signorvino nel settore enoico è proprio quella del cliente, acquistando ogni anno circa 700 mila bottiglie nelle cantine del Belpaese. Il campo di studio dell’Osservatorio Signorvino sarà quindi ampio: 1500 etichette e 15 punti vendita che permettono di dare indicazioni sul valore e sul volume delle denominazioni maggiormente vendute, delle preferenze espresse dal consumatore in merito alle tipologie, indicazioni sui biologici, ed una profilazione sui vari target e le loro abitudini.

Il progetto è nato soltanto nel 2012 negli uffici di Calzedonia, ma Signorvino è stato subito un successo, grazie al suo format nuovo e giovane. Gli store propongono una varietà di 1500 etichette da grandi nomi e piccoli produttori a prezzi competitivi. I negozi sono eleganti, con personale esperto ed amichevole, formato per dare i giusti consigli ad ogni tipo di esigenza. 

L’obiettivo: rendere alla portata di tutti il vino italiano, con promozioni allettanti, eventi, incontri tematici e cene con il produttore.
Il concept viene molto apprezzato sia dal pubblico locale che dai turisti, nato con l’intento di fare sistema più che di realizzare una catena. 
Nel 2017 ha registrato una crescita del 30% per un fatturato complessivo di oltre 30 milioni di euro con un +20% like for like, senza considerare quindi gli introiti dalle nuove aperture. 

Si dice soddisfatto Luca Pizzighella, Direttore Commerciale di Signorvino. “Consolidare un brand di questa portata comporta sfide continue e quotidiane, siamo motivati a fare sempre di più sia in termini di visibilità, ideando nuove attività, che a livello commerciale. Adesso stiamo pensando anche a nuove aperture”. Una delle città italiane ad incuriosire maggiormente il gruppo è sicuramente Roma, ma l’idea è quella di cercare le prime formule di affiliazione all’estero, per prima in Germania. “Lo sviluppo oltreconfine non avverrà tramite flagship isolati ma con una strategia di espansione a macchia d’olio all’interno dello specifico Paese” aggiunge Pizzighella.
Anche i dati di crescita del personale sono significativi: se nel 2012 erano pochi dipendenti a lavorare sul progetto adesso si contano 300 persone occupate considerando le risorse negli store e negli uffici di Verona. Altro dato positivo è la giovane età delle risorse volute da Signorvino: oltre il 70% è under 35; le donne rappresentano una quota importante che si articola anche in posizioni di responsabilità: oltre il 50% sono donne.
Il giro d’affari di Signorvino è realizzato per il 30% dall’asporto e per il restante 70% dal consumo in store, per un totale complessivo legato al vino del 50% degli incassi. La formula è corredata di una proposta di cucina fresca e sempre più orientata ai piatti ed ai prodotti tipici del territorio dello shop, studiati in abbinamento ai vini proposti.
La proposta ricercata dal Wine Manager comprende 1500 etichette a disposizione di tutti i tipi di consumatori, dai più esperti ai neo appassionati, è possibile trovare grandi nomi dell’enologia italiana e bottiglie di piccoli e preziosi produttori dai 5 ai 3000 euro di valore. Sono organizzati con continuità incontri con il produttore, Masterclass, degustazioni e Wine Lessons, volte proprio all’approfondimento di alcuni vini, di specifiche etichette o di particolari territori.