Per i vini italiani gli Stati Uniti sono ad oggi uno dei mercati più appetibili sul piano internazionale e offrono maggiori prospettive future. Se le premesse sono molto invitanti, questo mercato richiede anche una buona preparazione per intraprendervi attività di promozione e business. Molte aziende si rivolgono a partner locali (buyer ed importatori) che sono certamente un valido filtro d’ingresso, ma spesso essere anche preparati sul mercato di riferimento non guasta. Tutto quello che c’è da sapere sul mercato USA sarà raccontato attraverso i dati aggiornati e le ricerche di mercato di Wine Monitor e la preparazione dei formatori export di Wine Meridian durante il Focus USA, che si terrà il 25 settembre 2015 a Bologna nella sede di Wine Monitor (Strada Maggiore, 44 – 40125 Bologna).

Entriamo un po’ meglio nel dettaglio. Quali sono le informazioni di base da sapere sugli Stati Uniti? Come se la cavano i vini italiani? Quali potenzialità possiamo sfruttare per promuoverli meglio su questo mercato così diversificato? 

Italia primo partner commerciali per il vino

Gli Stati Uniti, con oltre 4 miliardi di euro di vino importati nel 2014, rappresentano il primo mercato mondiale di riferimento per gli operatori internazionali del settore. La buona notizia è che l’Italia è il primo partner commerciale degli USA per il vino, rappresentando il 32% dell’import totale di vino nel Paese, a fronte di una grande predisposizione all’acquisto di vini domestici da parte dei consumatori americani. Infatti il vino americano vince di gran lunga su quello internazionale con il 69% dei consumi che riguarda vini nazionali. In crescita il potenziale dei vini esteri che è passato dal 26% al 31% tra 2006 e 2012.

Primo mercato mondiale per consumi di vino

Il mercato statunitense del vino oltre ad essere il maggiore a livello mondiale, è contraddistinto da dinamiche molto positive: nell’ultimo decennio, l’import è complessivamente cresciuto del 47,3% in valore. Nonostante gli Stati Uniti siano il primo mercato mondiale per consumi di vino, rimane ancora relativamente basso il consumo pro-capite. Dunque a fronte di volumi consumati alti, il trend individuale rimane inferiore, segno che è in aumento il numero dei consumatori.

California, New York e Florida consumano di più

I primi cinque stati assorbono oltre il 40% dei consumi, per arrivare al 58% considerando i top-10. California, New York e Florida costituiscono i primi tre Stati dove si beve di più; seguono Texas, Illinois e New Jersey. Per quanto riguarda un’analisi relativa alle fasce d’età il 38% dei consumi è assorbito dai «baby boomers» (tra i 50 e i 70 anni), ma importante anche il ruolo dei «millenials» (tra i 35 e i 20 anni). Le dinamiche positive che hanno caratterizzato il mercato statunitense del vino continueranno anche nei prossimi anni, grazie ad un contesto socio-economico favorevole (aumento del Pil e della popolazione e tasso di cambio dollaro/euro più favorevole). Si prevede soprattutto una crescita sostenuta dei consumi di vini in contesti informali e contraddistinti da prezzi accessibili, a scapito dei vini più costosi e sofisticati.