Internet e social media avanzano nel mondo del vino in America. Negli ultimi quattro anni, infatti, i consumatori americani hanno incrementato moltissimo l�uso di Internet e dei social media per cercare informazioni sul vino, ma solo l�11% ha comprato attraverso i canali dell�e-commerce negli ultimi sei mesi. Lo dice il US Internet & Social Media Report 2015 di Wine Intelligence, la societ� di ricerche di mercato leader nel mondo per il settore vino. Il report rivela che 58,5 milioni di consumatori americani abituali (cio� coloro che consumano vino almeno una volta al mese) fanno ricerche online sul vino, ma di questi meno di 10 milioni comprano il vino online.

“Il numero dei consumatori abituali che comprano vino online negli USA � cresciuto dal 5% all�11% dal 2011 ad oggi ma � evidente una chiara opportunit� per tutti coloro che hanno l�e-commerce” ha dichiarato Richard Halstead di Wine Intelligence. Parlando di social network, il report racconta come l�uso di Twitter sia pi� che duplicato dal 2011 ad oggi, mentre la ricerca di informazioni tramite Facebook � cresciuta regolarmente. Youtube � usato dal 27%, Instagram dal 24% e Snapchat dal 20%. Nonostante ci� il vero dato interessante � che solo il 30% di questi consumatori si fida dei post sui social media contro l�83% che invece preferisce consigli di parenti, amici e colleghi e il 76% che ascolta i consigli dei wine shop. “L�uso dei social media per cercare informazioni sul mondo del vino � aumentato rapidamente. Non � insensato credere che presto i blog, Instagram, Facebook e Twitter supereranno le forme tradizionali di comunicazione come i libri o le riviste di settore come principale fonte di informazioni per potenziali acquirenti” conclude Halstead. Maggiori collegamenti tra social media e rivenditori online aiuteranno a far crescere la vendita online nei prossimi anni.

Note

US Internet & Social Media 2015 report usa il Vinitrac� data (la piattaforma online di indagini di Wine Intelligence), che si basa su una ricerca realizzata su un campione di 2000 consumatori abituali tra Aprile 2011 e Marzo 2015.