Diciamo la verit, ci sentiamo meno soli, noi di Wine Meridian, leggendo la grave denuncia che lIstituto Grandi Marchi (www.istitutograndimarchi.it) e il Consorzio Italia del Vino, due grandi organizzazioni nate per la promozione delle maggiori aziende del vino italiane nel mondo (per intenderci rappresentano aziende del calibro di Gaja, Antinori, C del Bosco, Masi, Michele Chiarlo, Donnafugata, Tasca dAlmerita, Santa Margherita, Banfi, Ferrari, Sartori, ecc.), hanno divulgato tramite un comunicato stampa, in questi giorni, contro, in particolare le Regioni, che hanno inferto tagli lineari del 50% nelle graduatorie sui bandi regionali dellOCM vino promozione.

Ci sentiamo meno soli perch da quando abbiamo iniziato il nostro magazine che denunciamo le anomalie nella gestione di questa importante misura per la promozione dei nostri vini sui mercati internazionali.

Gi il presidente di Unione Italiana Vini, Domenico Zonin, nei mesi scorsi aveva denunciato le inadempienze della pubblica amministrazione italiana (Regioni in primis) che aveva portato a perdite di risorse ingentissime (quasi 100 milioni di euro in tre anni!), ma con lultima annualit si raggiunto il paradosso di non considerare minimamente la qualit dei progetti e di fare tagli lineari che peseranno tantissimo sulle imprese del vino italiano.
Speriamo che la denuncia, il grido di protesta di due organizzazioni cos importanti riescano a sensibilizzare le nostre Regioni, il nostro Ministero affinch termini una gestione cos superficiale e pericolosa per le nostre imprese.
Di seguito, vista limportanza del tema, abbiamo deciso di riprendere integralmente il comunicato dellIstituto Grandi Marchi e del Consorzio Italia del Vino.

“Saremo pure una superpotenza del vino nel mondo, come ha ricordato pochi giorni fa anche il Premier Renzi a Expo, ma purtroppo sulla gestione dei fondi comunitari legati alla promozione del nostro made in Italy enologico stiamo facendo una ben magra figura”. Lo sostengono in una nota congiunta lIstituto del Vino italiano di qualit Grandi Marchi e Italia del Vino Consorzio, compagini che assieme rappresentano 31 imprese italiane del comparto vino per un fatturato globale di 1,3 miliardi di euro e il 15% dellexport complessivo italiano di settore.
Con circa otto mesi di ritardo rispetto alle normali tabelle di marcia dei Paesi competitor, il Ministero delle Politiche agricole sta infatti per varare le graduatorie sui bandi multiregionali dellOCM Promozione, con tagli lineari nellordine del 50% che graveranno su progetti gi approvati con tanto di lettera di finanziamento. Succede oggi in Italia, complice linadeguatezza procedurale delle amministrazioni pubbliche in primis delle Regioni che si riverbera drasticamente sulla valutazione dei programmi di promozione. Dopo anni di cattiva gestione delle risorse (si stima in 100 milioni lammontare degli stanziamenti non spesi negli ultimi 3 anni), questanno si rischia di fare ancora peggio, con tagli su progetti approvati e con la beffa di dover restituire di nuovo parte dei contributi a Bruxelles, nonostante un overbooking di domande.
I fatti: in assenza di un bando nazionale (a causa dellesaurimento dei fondi), 36 operatori italiani del settore hanno presentato le proprie proposte di cofinanziamento a valere sul plafond multiregionale. Si tratta di un numero importante di imprese che ha determinato un boom di richieste e un conseguente sforamento pari al 30,6% rispetto alla cifra prevista (10,2mln di euro la quota iniziale di competenza Mipaaf). Per un verso parrebbe una buona notizia, poich sembra testimoniare linteresse per la misura da parte delle imprese che coprono direttamente il 50% della spesa e la loro volont di investire. E perch per un anno si potrebbe finalmente non essere costretti a raccontare di disimpegni e di soldi tolti alla misura, bens di partecipazione corale e di selezione delle domande aventi i migliori requisiti sotto il profilo competitivo, in modo da ottenere la ricaduta pi proficua per lintero sistema vino nazionale. E invece, alla luce di quanto accaduto, si deve ancora una volta registrare un insuccesso: tra le varie Regioni interessate che a norma di legge avrebbero dovuto assicurare la stessa quota di finanziamento prevista dal Mipaaf (il 25%) non solo si sono registrate posizioni che restano ben al di sotto di tale vincolo normativo, ma vi sono casi in cui risultano incentivati progetti con una logica da finanziamenti a pioggia, ovvero in assenza di graduatorie di merito condotta che in passato stata spesso oggetto di rilievi e censure da parte delle autorit comunitarie e di ammontare che supera sensibilmente il plafond di risorse disponibili. Vale la pena sottolineare la disparit di condotte registrate nelle varie realt regionali, con conseguenti evidenti sperequazioni e inefficienze.
Il risultato, concepito tra laltro con grave ritardo in questi mesi estivi, si vedr tra pochi giorni con la pubblicazione della lista dei beneficiari. Il ministero, anzich aprire un confronto sul tema del rispetto delle regole da parte delle Regioni, il 29 luglio ratificava tale operato, dichiarando ammissibili e finanziabili tutti i programmi multiregionali proposti. Salvo poi dare a propria volta una robusta sforbiciata prima con il declassamento finanziario di fine luglio, poi con un ulteriore restringimento del plafond determinato dallulteriore disimpegno di un milione di euro, il tutto motivato dalla constatazione del minore stanziamento messo a disposizione dalle Regioni. Da qui il taglio dei fondi per la promozione pari a circa il 50% sui progetti gi approvati. E c forse da ringraziare il cielo che liter stia concludendosi, altrimenti, con la rincorsa al ribasso in atto tra le amministrazioni, di questo passo non resterebbero che le briciole.
Al di l degli aspetti di colore che hanno caratterizzato la vicenda, Italia del Vino Consorzio e lIstituto del Vino italiano di qualit Grandi Marchi stigmatizzano loperato delle amministrazioni pubbliche, che nella circostanza paiono intenzionate a non tener conto di vincoli posti dal programma comunitario n di quelli fissati in sede nazionale, e richiedono un intervento del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, affinch richiami tutte le amministrazioni coinvolte al rigore del quadro normativo e vigili sulloperato delle stesse, allo scopo di ripristinare tempestivamente corrette procedure di accesso alle agevolazioni, e sulliter istruttorio di valutazione di merito dei programmi, in un quadro coerente con le linee guida comunitarie e con quanto avviene nel resto dEuropa. I due organismi auspicano altres che il Ministro attivi un tavolo di strategia imprenditoriale funzionale al sostegno delle esportazioni vinicole italiane nel mondo.
“Tutto questo suona come lennesima beffa hanno concluso i due raggruppamenti di imprese perch nonostante i recenti richiami della Corte dei Conti e della Commissione Ue si persevera in una gestione poco fruttuosa di fondi ritenuti strategici dal settore per una crescita, quella sui mercati esteri, che univocamente ritenuta, a partire dallattuale Governo, lunica vera via possibile di sviluppo”.


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