Qual � il Paese scandinavo pi� interessante? Come fare con i monopoli? Lo abbiamo chiesto ad Emanuela Epiri, brand ambassador dei vini italiani in Nord Europa. Con lei abbiamo esplorato le potenzialit� del vino italiano in questa area e da lei abbiamo scoperto che dal Nord, dove non si lasciano scappare le eccellenze, dovremmo imparare l�unit� e il senso di appartenenza.

Ci racconti qualcosa di s�

Toscana di nascita, bolognese di adozione. Il mio palato � nato con l�olio, l�olio della mia terra, la Toscana. Mio padre barattava l�olio delle colline del basso Mugello con il vino. Volevo fare ingegneria navale, cos� sono andata in Svezia a studiare. Poi mi sono trasferita in Danimarca e da l� � nata la mia attivit� attuale. Oggi vivo a Bologna dove ho l�ufficio, per� ho anche una societ� in Germania e un punto di riferimento commerciale in Danimarca.

Di cosa si occupa?
Io sono promotrice del contatto di vini di alcuni produttori italiani con importatori e realt� commerciali in Scandinavia, attraverso attivit� volte ad inserire i prodotti nel mercato come degustazioni o eventi. Copro tutta la Scandinavia (Svezia, Norvegia, Danimarca�) e una parte della Germania.

Quali sono le caratteristiche di quei mercati?
In Svezia e Norvegia i consumi di vino, soprattutto il rosso, sono molto elevati. In questi Paesi abbiamo a che fare con i monopoli: mentre la Svezia ha maglie larghe, la Norvegia � ancora molto chiusa. Non si pu� interloquire con il consumatore finale, ci pensa lo Stato. In Svezia le maglie sono pi� larghe sul fronte della ristorazione, mentre in Norvegia invece bisogna avere dei punti di riferimento molto solidi e sicuri, altrimenti non c�� spazio per entrare nel mercato.
Il mio ruolo � di mediare tra l�importatore, che � un agente per conto del Monopolio, e l�azienda.

Quali sono i canali pi� interessanti?
Il canale dei grossisti in assoluto, l� girano dei bei numeri. La ristorazione fa quel che pu� perch� ha dei tempi diversi come consumo.

Il mercato pi� interessante?
La Svezia senza dubbio. L� non esiste la cultura del bere, ma il consumo di vino � molto elevato. Chi ha la conoscenza fa le scarpe ai nostri migliori sommelier. Gli svedesi sono degli amatori convinti, poi quando si passa sull�organolettico, c�� qualcosa da disquisire.

Gli eventi come le degustazioni sono un buon strumento per promuovere i vini?
Gli eventi sono sempre un bel veicolo, per� in questo momento di stretta finanziaria non devono rimanere fini a s� stessi. Vanno studiati molto a seconda delle esigenze del mercato e delle condizioni specifiche.

Qual � il limite del vino italiano nel mondo?
Nel mondo del vino ci manca l�unit�. Quando i produttori fanno concorrenza a s� stessi, ci� diventa un paradosso. Non posso vendere una bottiglia di Amarone a 12,50 euro e una Cantina sociale la vende a 8,50 euro. Qui non si tratta di qualit�, ma di lotta al prezzo e nessuna Regione italiana � esclusa. Abbiamo superato la Francia in quantit�? Va bene, ma i francesi sono tutti uniti, noi invece siamo entit� sparse qua e l�.

Cosa possiamo imparare dell�Europa del Nord?
La Scandinavia ha un forte senso civico e anche un grande senso di appartenenza. Inoltre non si lascia scappare le eccellenze. Cerchiamo di fare spazio alle giovani generazioni! E sicuramente il vino � uno dei settori dove c�� pi� apertura in questo senso.


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