Si � concluso da poco meno di un giorno l�appuntamento annuale con il Rosso Veronese pi� famoso al mondo: L�Amarone. A conferma del successo del vino veronese le circa tremila presenze fra stampa ed enoappassionati, che hanno partecipato alla tredicesima edizione di Anteprima Amarone, che si � svolta al Palazzo della Gran Guardia a Verona sabato 30 e domenica 31 gennaio.
Operatori e giornalisti da 15 Paesi del mondo e winelovers hanno affollato le sale dello storico palazzo di Piazza Bra alla scoperta dell�annata 2012, raccontata dalle 74 aziende espositrici.

Da Anteprima Amarone arriva innanzitutto una conferma: “the big Amarone” si conferma, secondo l�analisi dell�Osservatorio dei Vini della Valpolicella curato da Wine Monitor di Nomisma, “brand ambassador del territorio nel mondo del Grande Rosso Veronese, ma soprattutto volano per lo sviluppo dell�economia locale e la sua valorizzazione turistica” come ha dichiarato Christian Marchesini, presidente del Consorzio nel corso del convegno introduttivo. “Secondo il 35% dei produttori, � la denominazione d�origine a rappresentare il principale fattore di successo dell�Amarone all�estero, prima ancora della notoriet� del brand aziendale (lo pensa il 21%) e dell�origine italiana (15%)”, sottolinea Denis Pantini di Wine Monitor di Nomisma.

Ne abbiamo approfittato dunque per fare un giro per le sale di Anteprima Amarone e abbiamo sottoposto ai produttori proprio questo dato, chiedendo loro qual��, a fronte delle grandi potenzialit� del prodotto, il punto debole a cui fare attenzione per non far scemare in fretta l�onda positiva (e lunga) del rosso veronese nel mondo. Per la maggior parte dei produttori intervistati “il successo � tangibile, e traina anche Ripasso e Valpolicella, ma dovremmo imparare a gestirlo bene” come ha detto Albino Armani. Secondo il produttore di Dolc� la criticit� potrebbe essere rappresentata proprio da questo. Il grande interesse che questo vino suscita e la grande richiesta portano ad un aumento della produzione e a strategie di prezzo troppo al di sotto del reale valore del prodotto, che in molti Paesi, come gli Stati Uniti “si pu� posizionare nelle fasce premium e super premium anche a fronte del rinnovato interesse di vini di alta qualit� e prezzo” ha continuato. L�aumento della produzione per� non spaventa il produttore, “l�aumento dei mercati emergenti e nuovi potrebbe riuscire ad assorbire anche la fetta di mercato che viene dai produttori di Amarone non provenienti dalla zona classica”.

Secondo Alberto Aldegheri il grande punto di forza dell�Amarone � proprio il territorio, che garantisce un prodotto non copiabile e una gamma di vini complementari come Ripasso e Valpolicella da non sottovalutare. Un po’ di preoccupazione la sollevano per certo le politiche di prezzo di alcuni produttori che mettono sullo scaffale dei discount Amaroni a 5-6 euro a bottiglia. “La nostra paura � che un prodotto d�elit� e non duplicabile come il nostro venga sempre maggiormente sfruttato e di conseguenza si creino delle criticit� dal punto di vista commerciale” ha detto Eugenio Morini dell�azienda vinicola Latium.
Marcello Vaona dell�azienda vinicola Novaia ha richiamato l�attenzione a non perdere di vista la qualit� del prodotto, prerequisito per i consumatori che acquistano a qualsiasi prezzo. “La politica dei prezzi stracciati fa male a noi piccoli produttori. Vedere certe bottiglie di Amarone a certi prezzi sugli scaffali nei negozi nel mondo � un duro colpo” ha raccontato Vaona.

Molti dei produttori intervistati hanno poi espresso con cautela la loro opinione sulla recente polemica che si � sollevata tra Famiglie dell�Amarone e Confcooperative. Alla domanda: cosa ne pensate, molti di loro hanno risposto dimostrando contrariet� nei confronti della “deriva pericolosa che questo conflitto ha assunto” come ha dichiarato Renzo Rubinelli di Rubinelli Vajol.
“Il mondo non lo pu� comprendere questo conflitto interno, era necessario che venisse risolto su tavoli privati e non pubblicamente” ha continuato Rubinelli.
Durante il giro tra i banchi dei produttori � emerso come l�Amarone, il vino in generale, sia un progetto collettivo, di tutti i produttori. “Cerchiamo di evitare i confronti stizzosi. Centinaia, se non migliaia, di famiglie di produttori vanno tutelate. Continuiamo a lavorare per la reputazione del nostro brand come � stato fatto fino ad ora. Questo � l�obiettivo primario” ha concluso Armani.�