Quali sono le carte vincenti per sfondare nei mercati internazionali? E soprattutto quali sono le difficolt da superare per il sistema vino Italia? Ci risponde lesperta Michle Shah, in Italia da pi di 30 anni, consulente di marketing, giornalista e critica di vini, specializzata nella promozione dei vini italiani nei mercati stranieri. Da pi di 15 anni organizza in Italia degustazioni di vini, seminari, workshop B2B ed lideatrice di Speedtasting, brand personalizzato di incontri tra produttori di vino e importatori internazionali.

Qual il consiglio principale che daresti ai produttori italiani per vendere e promuoversi bene all’estero?

Prima di promuoversi allestero importante identificare quali sono i mercati dove si pensa di poter avere successo, aperti alla tipologia di vino prodotto. Una volta fatto ci, importante capire bene le legislazioni, i trend di mercato e i range di prezzi di quei mercati. Superato questo gradino, visitare il Paese e fare attivit di promozione mirata sono gli step successivi. Oltre ad avere una conoscenza di quel mercato, anche molto utile poter parlare e capire linterlocutore, imparando come minimo linglese. Oggi indispensabile prima di tutto avere una professionalit nella promozione del vino.

Qual la principale difficolt per i vini italiani in questo momento?

La pi grande difficolt la mancanza di sistema nel settore. La filiera vitivinicola in Italia complessa, con le sue 20 Regioni ha molto da offrire, pi di qualsiasi altro Paese al mondo, ma manca un promotore efficace che rappresenta lItalia in generale allestero. Il mercato del vino italiano un mercato molto frammentato e questa limmagine che lItalia lascia quando fa attivit di promozione allestero, dove ogni Consorzio (se pu) vuole marciare da solo su quel mercato. Presentarsi almeno come Regione con tutta la filiera sarebbe molto pi interessante ed efficace per lestero.

Qual il mercato pi semplice e il pi difficile in questo momento?

Non ci sono mercati semplici! Per devo dire che in questo momento i mercati nordici sono quelli che “tirano” di pi. Il vino italiano sta andando bene anche nellest europeo come Polonia, Repubblica Ceca e Lituania, e sicuramente negli Stati Uniti e Canada. I mercati un po difficili sono quelli dove la politica o leconomia traballano: il Brasile per la caduta del valore del Real, la Russia per lembargo e anche per il momento difficile a livello politico-economico, lIndia per la sua economia e per i dazi alti

Cosa ne pensa dei mercati asiatici emergenti?

Danno tante speranze, come in quei paesi asiatici dove le vendite di vino sono gi avviate, intendo Hong Kong, Cina in parte, Malaysia, Singapore. Invece Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Myanmar, Filippine, Thailandia Timor Est, Vietnam sono Paesi dove il mercato del vino ancora in evoluzione. Sicuramente in questi mercati c bisogno di fare molta comunicazione sul vino Italiano.

Cosa ne pensa delle risorse umane preposte all’export?

Non tutte, ma molte aziende avrebbero bisogno di avere degli Export Manager pi preparati. Spesso questo ruolo ricoperto da un membro della famiglia che forse non tagliato per fare quel lavoro, altre volte viene mandato unimpiegata/o a rappresentare lazienda, il quale magari sa molto sul prodotto e sulle tecniche di produzione, ma non sa proporsi verso per lestero. Seguire delle linee guida nella vendita e nella promozione molto importante e perci i corsi per diventare Export Manager sono da considerare un ottimo veicolo e investimento per lazienda.

Michle Shah

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