TORINO. Soddisfazione. Questa la parola d�ordine di questo Salone del Gusto e Terra Madre, che si � chiuso domenica a Torino. Soddisfazione per i numeri che hanno premiato questa decima edizione, che ha bissato la performance record di due anni fa, 220 mila presenze nei cinque giorni della rassegna. Il boom dell�ultimo giorno, +5%, ha compensato un calo del 2,5% nell�affluenza serale dei quattro giorni precedenti. Pi� giovani e pi� stranieri, meno torinesi. �Differenze poco significative�, dicono il presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, ed il presidente per l�Italia, Gaetano Pascale. Gli organizzatori evidenziano una crescita del pubblico del mattino ed una flessione del tardo pomeriggio-sera. Lieve calo nelle vendite dirette agli stand, ma cresce il numero degli acquisti dai buyers del Nord Europa e degli Stati Uniti.
Unico dato in lieve flessione rispetto all�edizione 2012 � l�incasso totale da biglietterie, ma per effetto dei prezzi ridotti applicati con una serie di convenzioni. Ma anche le attivit� di educazione per grandi e piccini hanno registrato il tutto esaurito agli appuntamenti nell�area Slow Food Educa. Moltissimi sono stati gli insegnanti e i formatori stranieri interessati a trasformare le attivit� di Slow Food in modelli da esportare in altri Paesi. Sold out anche per tutti gli eventi su prenotazione tipo i laboratori del Gusto, Mixology, Scuola di Cucina e Fucina Pizza&Pane. Pienone anche agli eventi ideati e gestiti dagli studenti dell�Universit� di Scienze Gastronomiche, come gli Eat-in e i tour con i Personal Shopper. Alta la partecipazione alle conferenze e l�affluenza all�Oval, che anche quest�anno ha concentrato emozioni e culture da ogni parte del mondo.
Qui � stata l�Arca il vero cuore dell�evento, a cui sono arrivati prodotti da moltissimi Paesi di tutto il mondo compreso Giordania, Iran, Oman e Messico. Tutti potenziali passeggeri dell�Arca, che ora saranno esaminati dalla Commissione competente. E il successo del salone si � riflettuto anche sull’aumento del 75% dei soci Slow Food con il 35% di nuovi soci giovani under 30. Numeri in aumento anche per la casa editrice dell�associazione della chiocciola, che registra un +40% di vendite rispetto al 2012.
Il Salone � stata anche l’occasione per fare un focus sulle aziende vinicole a maggiore vocazione estera, e la case history di Gavi docg ha colpito per il trend in crescita nel Regno Unito, +20% di vendite, con picchi anche in Russia (Mosca e San Pietroburgo) ed Estremo Oriente. A fare il punto, al Salone del Gusto, � stato il direttore del Consorzio di tutela, Francesco Bergaglio, a conclusione delle iniziative per i 40 anni della denominazione d�origine. Il Gavi destina all�export l�80% della produzione -13 milioni di bottiglie per la vendemmia 2014. �L�obiettivo – ha spiegato Bergaglio – � consolidare la posizione nel Regno Unito, dove il Gavi � il secondo brand, tra i vini bianchi, dopo il Pinot grigio, e di attirare sul nostro territorio, vicino a tre aeroporti (Milano, Genova e Torino) sempre pi� enoturisti�.
Un altro tema che ha caratterizzato la decima edizione � stata la qualit� del cibo, che non � pi� in cima ai pensieri degli italiani: colpa della crisi economica. La priorit� � tornata ad essere il prezzo. Messaggio allarmante se arriva dal Salone del Gusto-Terra Madre, dove si celebra il cibo �buono, pulito e gustoso� che, proprio per soddisfare i tre requisiti, non pu� essere a prezzi da discount.
�Fino al 2012 – ha detto Marco Pedroni, presidente di Coop Italia – i consumatori guardavano s� al prezzo ed alle offerte, ma sempre di pi� alla qualit� degli alimenti, nell�ultimo biennio c�� stata un�inversione di rotta e cresce la tendenza ad accettare il compromesso tra qualit� e prezzo�. Un concetto che alla lunga pu� essere un grosso problema per il made in Italy e pi� in generale per l�agroalimentare di qualit�, tuttora impegnato nella guerra contro agri-pirateria (che vale 14 miliardi di euro all�anno), sofisticazioni, imitazioni ed altri inganni.
Un successo incredibile ha avuto pure l�Arca del Gusto con i prodotti da salvare. Contadini ed allevatori, ma anche semplici consumatori, hanno portato al Salone del Gusto-Terra Madre di Torino cereali, confetture, liquori, ortaggi e quant�altro a rischio di estinzione. �L�appello di Slow Food e della Fondazione per la Biodiversit� ha avuto un risposta eccezionale: finora sono stati portati, o segnalati, 1.600 prodotti�, ha detto Piero Sardo, presidente della Fondazione. �Grazie alla nostra Arca stiamo evitando il diluvio universale�, a aggiunto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.�


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