Non abbiamo la pretesa che le inchieste giornalistiche abbiano una valenza statistica ma ammettiamo che siamo stati sorpresi dal ricevere centinaia di risposte al nostro sondaggio che abbiamo lanciato nei giorni scorsi ai nostri lettori:”Quali vini italiani a tuo parere hanno maggior potenzialit di sviluppo sui mercati internazionali?”.
Non solo abbiamo ricevuto moltissime risposte, e di questo ringraziamo i nostri lettori, ma la maggioranza di essi non si sono limatati da citare il nome di qualche vino ma hanno espresso pareri dettagliati, interessanti, originali, mai scontati. Molti di questi giudizi troveranno sicuramente spazio nei prossimi giorni sul nostro magazine, oggi, in occasione di questa terza giornata di Vinitaly, ci limitiamo a riportare il risultato complessivo del nostro sondaggio.
Innanzitutto potremmo classificare le risposte ricevute in 4 grandi gruppi: i vini “storici”, i vini “emergenti”, i vini “del futuro” e i vini “da recuperare”.
Tra i vini “storici” al primo posto si colloca con ampio margine di distacco dal secondo lAmarone della Valpolicella. Lo si pu considerare il pi “giovane” tra i vini storici dItalia ma nellultimo decennio questo grande rosso veronese ha letteralmente conquistato uno spazio straordinario sui mercati internazionali. E secondo i nostri “opinionisti”, per lAmarone vi sono ancora ampi spazi di crescita. Sempre rimanendo in Valpolicella, ampi consensi anche per il Ripasso, soprattutto, secondo i nostri lettori, se rimane una tipologia ben contraddistinta senza “scimmiottare” il padre Amarone (no assoluto al concetto del “baby Amarone”). Ottime opportunit di sviluppo anche per altri vini storici come il Brunello di Montalcino e il Barolo, come pure per i noti Supertuscans.
Vi sono, poi, vini storici che per i nostri lettori hanno catalogato come “vini da recuperare” e tra questi un posto particolare lo occupa il Chianti Classico ma anche il Lambrusco e lAsti spumante. Si tratta di tre vini che in molte risposte sono apparsi come “vini che nel tempo hanno la loro grande immagine ma che con un maggior sforzo di salvaguardia e promozione potrebbero ritornare ad essere grandi ambasciatori del vino italiano nel mondo”.
Quella dei “vini emergenti” forse la categoria pi affollata con alcune tipologie che ormai possiamo considerare storiche come il Prosecco (che miete inevitabilmente un mare di consensi), ma che secondo molti nostri lettori spiana la strada anche ad altri spumanti italiani (anche di metodo classico come Franciacorta e Trentodoc). Nella pole position degli emergenti troviamo inoltre i Rosati, il Lugana, il Fiano, il Vermentino di Gallura, i bianchi dellAlto Adige.
Infine, tra i vini del futuro, forse la categoria pi interessante, i nostri opinionisti hanno dato il meglio di s. Il loro giudizio si potrebbe sintetizzare cos:”vini di forte identit, dal giusto rapporto qualit/prezzo”. Su questultimo fronte si passa dai vini dellEtna allAglianico in tutte le sue versioni territoriali, ma anche dai vini della Valtellina ai, senti un po, i frizzanti (con tappo a raso come il Pignoletto dei Colli Bolognesi).
Le novit non finiscono qui, continuate a leggerci su www.winemeridian.com


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