Chi interagisce con il pubblico per lavoro conosce le abilità che questa attività richiede. Nell’enoturismo, in particolare, la buona riuscita di un’interazione è fondamentale per il raggiungimento del punto di arrivo: la vendita.
L’acquisto di vino al termine di una visita perfetta è fisiologico.

I punti deboli delle cantine italiane

Sarebbero molti i consigli utili per creare un buon piano di accoglienza ma riteniamo che stilare una lista dei punti deboli delle cantine italiane possa essere altrettanto efficace per creare la consapevolezza di cosa può compromettere la vendita del vino.

Ecco alcuni aspetti che hanno lasciato insoddisfatti gli enoturisti italiani:

  • Un atteggiamento poco empatico in fase di accoglienza. La prima regola per accogliere un enoturista è metterlo a proprio agio nei primi minuti. A fare la differenza è l’avere un piano di accoglienza per essere sempre pronti. La disponibilità va percepita come autentica e sincera.
  • Struttura per l’accoglienza non adeguata. Esistono diversi motivi per cui una cantina è poco attraente. Che sia per strutture datate o poco interesse per l’enoturismo, tentare di migliorare il “vestito” dell’azienda è fondamentale: l’occhio vuole la sua parte, soprattutto con l’avvento dei social media.
  • Mancanza di materiale divulgativo adeguato (schede tecniche, brochure…). L’uso della parola è importante ma supportare la visita con del materiale divulgativo porta ad un beneficio oggettivo: semplifica la spiegazione a noi e la comprensione ai visitatori.
  • Listino delle attività poco chiaro. Un enoturista non vuole scoprire attività e prezzi quando si trova sul posto, anzi, l’ignoto crea diffidenza. Dare informazioni chiare sin dall’inizio facilita la scelta e rassicura il cliente.
  • Punti vendita poco attrattivi e poco funzionali al pagamento. Ricordiamoci che l’enoturismo è una forma di business. Creare un’ottima presentazione dei vini per poi tralasciare gli aspetti inerenti alla vendita toglie il senso all’attività in sè. I punti vendita devono essere attraenti, trasparenti nei prezzi e in grado di accettare tutte le modalità di pagamento. Anzi, una buona strategia è quella di esporre i prezzi già nella fase di degustazione. Questo permette agli enoturisti di iniziare a programmare l’acquisto delle bottiglie anticipatamente.

È proprio nel punto vendita che le aziende italiane arrancano maggiormente. È stimato che nelle aziende vitivinicole la percentuale di fatturato frutto di vendita diretta è sotto il 10%. Una percentuale irrisoria se confrontata con quella degli altri Paesi produttori. Viene naturale chiedersi se si tratti di un problema culturale che ci impedisce di vivere con consapevolezza l’atto della vendita al termine della visita.

Per superare le difficoltà che questa attività offre, suggeriamo di iscriversi al Campus Accoglienti e Vincenti che offre una preparazione a chi dispone di poco tempo da investire nella formazione. Suddiviso in 15 lezioni registrate da 20 minuti l’una, il corso si può seguire comodamente in modalità E-LEARNING in qualsiasi momento dell’anno. Assieme al corso, riceverai i tre e-book che racchiudono le esperienze e gli strumenti che abbiamo raccolto durante i nostri viaggi lungo l’Italia enoturistica (“Italian Wine Tour”, “L’Enoturismo Vincente” e “Italian Wine Tour 2021 – Viaggio al centro dell’ospitalità enoturistica italiana.”).

Scopri il nostro corso cliccando su questo link!