Lo shopping online ha le sue peculiarità, la tecnologia e l’innovazione permettono di digitalizzare l’esperienza umana e questa rappresenta una importante evoluzione. Ma mentre in un’enoteca, in  un negozio o in un ristorante il titolare ed i suoi collaboratori hanno la possibilità di relazionarsi ed ascoltare i bisogni e gli interessi dei consumatori di vino, online è necessario gestire determinati strumenti per poter andare incontro alla domanda del mercato ed alle esigenze dei clienti. 

In un recente articolo di Richard Siddle pubblicato su The Buyer, il noto giornalista suggerisce tre strumenti online che possono aiutare le aziende del vino ad analizzare i dati di traffico del proprio sito per creare contenuti più efficaci e liste di vini che i consumatori desiderano acquistare. 

Esistono strumenti gratuiti che aiutano a mappare e ricostruire i dati di vendita online e permettono di prendere decisioni più ponderate sui vini che le aziende propongono, promuovono e vendono.

Come abbiamo detto in precedenza, in un negozio o in un ristorante si possono cogliere spunti, domande o sguardi perplessi dei consumatori, ma questi non possono attraversare lo schermo. 
Tuttavia online si può fare di meglio, potete scoprire esattamente ciò che le persone chiedono e cercano.

Ecco 3 strumenti che possono aiutarvi a trasformare il vostro modo di costruire relazioni con gli acquirenti online.

Answerthepublic.com

Il sito sottolinea che “ogni giorno ci sono 3 miliardi di ricerche su Google e il 20% di queste ricerche non è mai stata digitata prima. Le query rappresentano una linea diretta con i bisogni dei vostri clienti”. Ad esempio digitando “Pinot Nero” si scopre che le persone sono più propense a chiedere se è bianco piuttosto che se può essere invecchiato. Vogliono sapere se è dolce più che se è collegato al Pinot Grigio. Vogliono sapere qual è il Pinot Nero “migliore” più che se è consigliato. 

Queste ricerche forniscono un quadro preciso delle domande a cui i consumatori di vino desiderano che rispondiate. In questo modo non riempirete il vostro sito web di informazioni a cui nessuno è interessato.

Google Trends

In seconda battuta, iniziate a fare dei confronti su Google Trends. In questo modo si ottiene una visione più profonda e inconscia della mente dei consumatori. Gli acquisti online non sono lineari: gli acquirenti passano attraverso la ricerca, la valutazione e la decisione di acquisto ma si tratta di un percorso spesso disordinato, in cui passano dall’esplorazione alla valutazione, spesso ripetendo queste azioni più volte. 

Le abitudini degli acquirenti mutano nel tempo ed uno dei cambiamenti più rilevanti per il vino è il passaggio dalle ricerche riguardanti il vino “consigliato” a quelle relative al vino “migliore”, questo significa che i consumatori stanno passando dai “consigli degli esperti” alle “opinioni di altri consumatori”.

Google Ads

Con Google Ads è possibile creare i propri insight per vedere quali tipologie di parole chiave hanno maggiore efficacia nello spingere i consumatori a cliccare su un determinato link.

Siddle ha voluto proporre un test in cui ha promosso alcuni link ad articoli utilizzando determinate parole chiave. Alcuni sono stati pubblicizzati con parole legate alla sfera del sapore o degli aromi, ad esempio “profumo di ribes nero”. Altri con parole legate alla struttura del vino come “ricco” e “vellutato”. E alcuni con parole legate a concetti come “vegano”, “ideale per un barbecue” o “donna produttrice di vino”.

Utilizzando gli insight di Google, i risultati sono stati chiari. Il tasso più alto di clic è stato registrato per le parole legate alla struttura del vino. Per quale motivo? Non lo sappiamo. E sospettiamo che non lo sappiano nemmeno coloro che hanno cliccato. Ma questo test ha sottolineato l’importanza di inserire i dettagli legati alla struttura dei vini in primo piano negli articoli relativi ai tasting e di uscire dai propri preconcetti.


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