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News Venerdi 23 Luglio 2021

Alcolici USA: Biden contro i monopoli

Biden dispone ordini esecutivi atti a contrastare le pratiche di sovra-concentrazione, monopolizzazione e concorrenza sleale nel mercato degli alcolici statunitense.

di Emanuele Fiorio

All'inizio di luglio, un venerdì pomeriggio (significativo perché è il momento in cui le agenzie di stampa limitano la copertura delle notizie), il presidente Joe Biden ha rilasciato un nuovo ordine esecutivo che esorta tutte le agenzie federali ad "affrontare la sovra-concentrazione, la monopolizzazione e la concorrenza sleale nell'economia americana".

Come riportato da Wine-searcher, la prima disposizione avverte che entro 120 giorni, il Dipartimento del Tesoro deve presentare un rapporto congiunto con la FTC (Federal Trade Commission, agenzia governativa che tutela i consumatori e previene pratiche commerciali anticoncorrenziali, ndr) e il Dipartimento di Giustizia sui "programmi di rafforzamento e consolidamento della produzione, distribuzione e mercati al dettaglio di birra, vino e liquori".

Non ci vorrà molto tempo perché queste agenzie accertino che il rafforzamento e consolidamento dei distributori è la più grande minaccia per i produttori di vino e distillati ed anche per i consumatori, dato che limita l'accesso ai mercati, ai prodotti e mantiene i prezzi alti. 
Gli esperti dell'industria del vino ne parlano da più di 15 anni, eppure la tendenza continua, ma nessuno nel governo federale ha mai preso sul serio la questione.

La FTC ha bloccato una vendita di marchi economici da Constellation a Gallo per due cicli di vendemmia perché temeva che, tramite questa operazione, Gallo giungesse a detenere un monopolio di produzione. 
La mega-fusione dei distributori Southern Wine & Spirits e Glazer's nel 2016 non ha ricevuto quel tipo di controllo, anche se ha avuto un impatto molto maggiore.

La seconda disposizione di Biden chiede al TTB (Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau) di dare seguito al rapporto del Dipartimento del Tesoro aggiornando i regolamenti, "riducendo tutte le barriere che impediscono l'accesso al mercato ai produttori di birra, ai produttori di vino e alle distillerie più piccoli e indipendenti". Il rafforzamento dei distributori è probabilmente il più grande impedimento; le piccole cantine e specialmente i piccoli distillatori lottano per avere i loro prodotti sugli scaffali dei negozi perché i grandi distributori non sono interessati a loro.

Robert Tobiassen, ex consigliere capo del TTB e ora presidente dell'Associazione nazionale degli importatori di bevande è rimasto molto colpito dal modo in cui è stato definito l'ordine esecutivo di Biden. 

"È molto significativo che non sia stato sollecitato alcun input pubblico", ha riferito Tobiassen. "Questo mi suggerisce che non lo stiano facendo per interesse puro, non credo che dietro ci siano associazioni di categoria. Penso che quello che l'amministrazione sta cercando di dire al popolo americano sia: questa è la nostra visione del futuro".

Distributori vs produttori
Biden ha arruolato Tim Wu, un professore che insegna antitrust, per indirizzare lo sforzo governativo. Wu è noto per aver detto che la lotta dell'antitrust non è solo prerogativa della FTC, ma richiede che tutte le agenzie federali lavorino congiuntamente.

Tobiassen ha sottolineato che il National Environmental Policy Act del 1970 richiede che ogni azione commerciale che ha un impatto sull'ambiente sia valutata; è il motivo per cui ci sono revisioni EPA di ogni grande progetto di costruzione. Ha riferito che il governo potrebbe richiedere valutazioni simili anche per le azioni commerciali, per valutare l'impatto sulla concorrenza.

Il TTB può regolare il business dei distributori, dato che devono avere un permesso in ogni luogo in cui conducono affari. Fino al 1950, i distributori utilizzavano solo un permesso per le loro operazioni a livello nazionale, ma i distributori hanno chiesto e ottenuto che la legge fosse cambiata perché rendeva le loro operazioni meno vulnerabili a possibili sospensioni del permesso.

Tobiassen fa un esempio concreto: "Ai tempi, se a qualche distributore a Milwaukee avessero sospeso il permesso per 30 giorni, la sospensione sarebbe valsa a livello nazionale. Ma l'industria spinse per avere permessi locali in modo che le conseguenze valessero solo per quel determinato luogo. Guardate la Southern Glazer, probabilmente hanno 150 permessi.
Si potrebbe tornare ad un singolo permesso a livello nazionale, questo metterebbe in soggezione i grandi distributori, ma se a Southern Glazer fosse sospeso il permesso per 30 giorni, la gente si rivolterebbe per le strade perché non riuscirebbe a reperire bevande".

Questo ragionamento porta alla questione centrale: se il permesso di Gallo fosse sospeso per 30 giorni, nonostante sia di gran lunga il più grande produttore del mondo, non ci sarebbe carenza di vino. I distributori sono notevolmente più potenti.

Tobiassen non ha dubbi: "Il TTB può fare molto, potrebbe definire regolamenti che favoriscano i piccoli rispetto ai grandi. Potrebbe esentare da queste normative i grossisti o gli importatori le cui entrate lorde non superano 1 milione di dollari l’anno. Ma se superano i 20 milioni di dollari, scattano i nuovi regolamenti draconiani".

Tuttavia, è già stato fatto un tentativo, il CBMA (Craft Beverage Modernization Act) è stato creato per abbassare le tasse sui piccoli produttori ma è risultato fallimentare. I grandi produttori hanno fatto pressione con successo per essere inclusi ed ora tutte le cantine, i birrai e i distillatori a prescindere dal loro fatturato, pagano tasse più basse. Quello che doveva essere un vantaggio fiscale per i piccoli produttori, si è trasformato in una manna multimilionaria per i big.

Tobiassen ritiene che Biden abbia un vantaggio sui presidenti precedenti perché la sua lunga carriera come senatore gli permette di comprendere a fondo il funzionamento di Washington, i suoi piani hanno più probabilità di essere effettivamente eseguiti.

Tobiassen ha ribadito che: "molte delle cose che Biden propone non verranno fatte a meno che, nelle elezioni di metà mandato, i democratici non si impongano. Biden sta dicendo: 'Se mi date il potere questa è l'America che potete aspettarvi. Ma dovete dirmi che la volete attraverso il voto.
Se fossi una grande azienda di alcolici, sarei molto preoccupato per il prossimo anno e mezzo, giocherei le mie carte con attenzione perché se Biden avrà successo, nel gennaio 2023 ci saranno parecchie novità. Per i prossimi 18 mesi, io dormirei con un occhio aperto".