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News Martedi 15 Ottobre 2013

Bizzotto: "Croazia rinunci a Prosek" Il commissario Ue: "E' il momento"

Prosegue la disputa a livello europeo sull'uso del nome prosecco. Il prosek crea confusione

di Redazione Wine Meridian

"La Croazia rinunci all'utilizzo del nome Prosek prima di entrare a far parte dell'Unione Europea: soltanto in questo modo tuteleremo adeguatamente i nostri produttori di Prosecco dall'imitazione croata e, al tempo stesso, eviteremo che i consumatori europei si prendano delle clamorose cantonate".
Questo l’invito che l'Europarlamentare e vicesegretaria veneta della Lega Nord, Mara Bizzotto, ha rivolto al neo Commissario europeo con delega ai consumatori, il croato Neven Mimica, eletto dal Parlamento UE proprio in vista dell’ingresso della Croazia nell’UE. A riportare la notizia è il sito della Lega Nord.
"Non poteva esserci occasione migliore per mettere alla prova il neo commissario Mimica, che dovrà subito pronunciarsi su un tema che riguarda da vicino sia il suo Paese, la Croazia, sia tutti i consumatori europei - dichiara l’eurodeputata Bizzotto, che sulla questione ha presentato un'interrogazione urgente alla Commissione UE - Dal primo luglio, infatti, la Croazia potrà commercializzare liberamente all'interno dell'UE il suo Prosek (un vino frizzante prodotto in Dalmazia), che giocando sull’assonanza con il nostro Prosecco, rischia di ingannare i cittadini e di creare pesanti danni economici e d'immagine ai nostri produttori".


"Il Prosecco è tutelato a livello comunitario ed internazionale con la Denominazione di Origine Protetta, uno strumento pensato per difendere questo vino simbolo del Made in Italy dal mercato dei falsi e dalle imitazioni degli altri Paesi” – aggiunge l'on. Bizzotto.
“Inoltre, con le sue 350 milioni di bottiglie vendute, il Prosecco muove un giro di affari di circa un miliardo di euro (dati 2012) - sottolinea la Bizzotto - L'Unione Europea ha quindi il dovere di tutelare adeguatamente i circa 8mila produttori di Prosecco dalle imitazioni e dalle brutte copie prodotte all'estero, da qualunque parte esse provengano".
"Invito pertanto il Commissario Mimica a prendere una posizione netta a riguardo - conclude Mara Bizzotto - La Croazia, al momento dell'ingresso nell'UE, deve rinunciare all'utilizzo del nome 'Prosek' per non ingannare i consumatori europei e, soprattutto, per non danneggiare il vero Prosecco, che è quello prodotto nelle nostre terre e che vanta denominazioni DOC ed DOCG".

E la risposta del commissario Ue non è tardata. «E' arrivato il tempo per la Croazia e per l’Ue di mettere questa questione sul tavolo e di sedersi assieme alle autorità e ai produttori italiani per trovare il miglior modo per distinguere questi due tipi di vini, con nomi simili ma diversi contenuti, e forse trovare delle denominazioni geografiche più specifiche potrebbe essere una via d’uscita». Lo ha affermato il commissario Ue per la Politica dei consumatori, il croato Neven Mimica, in seguito all’ingresso di Zagabria nell’Ue.
La questione non riguarda direttamente il commissario Ue ai consumatori ma il suo collega all’Agricoltura Dacian Ciolos, è stata la premessa di Mimica che ha ammesso come in Croazia ci sia stata una particolare attenzione per «la protezione dei prodotti nazionali» in vista dell’ingresso in Europa che, peraltro, ha già riconosciuto la denominazione d’origine protetta del Prosecco italiano. «Quello che so - ha rimarcato Mimica - è che il prosecco e il proshek sono due differenti tipi di vino», con il prodotto croato «più simile al Porto, dolciastro». Tra i due vini, quindi, «non c’è alcuna similarità nei contenuti ma solo nel suono del nome e ciò può causare equivoci tra i consumatori», ha concluso il commissario.